SILENZIO

Referendum costituzionale, «Alessandrini viola la legge sul silenzio elettorale»

Armando Foschi chiede l’intervento del prefetto Provolo

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Referendum costituzionale, «Alessandrini viola la legge sul silenzio elettorale»

PESCARA. Non solo il volantino propagandistico di D’Alfonso: in queste ore ad agitare la politica cittadina è anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.

A Pescara nella giornata di sabato è previsto un incontro con la popolazione per parlare della riqualificazione dell’area di risulta ma secondo il centrodestra c’è l’altro rischio che l’incontro pubblico si trasformi in propaganda dell’ultim’ora, a distanza ravvicinatissima con il referendum.

Il padrone di casa è il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini (ma l'organizzazione è dell'Università D'Annunzio) che dimostra di aver imparato gli insegnamenti dei suoi predecessori che alle vigilie dei voti anche delle politiche o delle amministrative organizzavano dibattiti, tagli di nastri inaugurazioni sontuose (e magari sfortunate) scatenando polemiche in tutto simili a quelle di oggi.

E nonostante le accuse di violazioni di norme non si ricorda un solo provvedimento sanzionatorio da parte degli organi competenti.

Il ruolo dello scettico spetta invece ad Armando Foschi dell’associazione ‘Pescara Mi Piace’.

Quest’ultimo sostiene che il primo cittadino si faccia beffe della legge sul silenzio elettorale: per sabato prossimo,  dunque nelle quarantotto ore che vietano ai rappresentanti istituzionali di fare qualsiasi tipo di comunicazione, salvo quella rigorosamente impersonale e di servizio, si convoca un maxi incontro al Museo ‘Colonna’ con la cittadinanza per illustrare il progetto di riqualificazione dell’area di risulta.

«Una vergognosa violazione della norma», sbotta Foschi che chiede l’attenzione del prefetto di Pescara Francesco Provolo, in qualità di rappresentante dello Stato sul territorio, affinchè «imponga il ripristino del rispetto delle regole e faccia disporre il rinvio post-referendario dell’incontro, che non ha sicuramente un carattere d’urgenza».

E sul tema Foschi chiede anche l’attenzione del Corecom nelle vesti del presidente Lucci.

La legge del 22 febbraio 2000 dice chiaramente che ‘dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale e indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni’.

Sindaco e assessori, sottolinea l’associazione Pescara Mi Piace, non avrebbero potuto fare né conferenze stampa né comunicati promozionali dell’attività svolta dall’amministrazione comunale dal 20 ottobre scorso, né tantomeno avrebbero potuto effettuare la firma del protocollo d’intesa sulla cessione della Caserma Cocco con il Ministro Pinotti «per gli evidenti risvolti in termini propagandistici».

Ma fin qui l’associazione dice di aver «silenziosamente tollerato». Poi è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sempre la legge impone che qualunque iniziativa anche allusivamente propagandistico-politica deve interrompersi alla mezzanotte di venerdì, imponendo un rigoroso silenzio elettorale per la giornata di sabato 3 dicembre e di domenica 4 dicembre, giorno del voto.

Ma Alessandrini ha convocato per sabato 3 dicembre un evento al Museo Colonna, «un evento che ha il chiaro intento di promuovere l’immagine e l’azione della sua amministrazione-Pd chiamando a raccolta tutta la cittadinanza al fine di illustrare il progetto di riqualificazione dell’area di risulta», denuncia Foschi. «L’ha ironicamente chiamato ‘esperimento di democrazia partecipata’, in realtà è un modo per incontrare i cittadini e fare propaganda a poche ore dal voto, perché è chiaro che scegliere la data di sabato, dopo 2 anni e mezzo di inerzia totale, non è una coincidenza».

Foschi ritiene inaccettabile e «ancor più vergognoso» che a questo gioco si sia prestata l’Università ‘D’Annunzio’- Dipartimento di Studi Giuridici e Sociali, «segno, evidentemente, del conflitto d’interessi dell’assessore al Governo del Territorio, secondo relatore della giornata, Stefano Civitarese, che è anche membro del Cda dell’Università ‘D’Annunzio’, due cariche assolutamente incompatibili come dimostra l’evento di sabato».