LA REAZIONE

Volantino referendum, M5S denuncia D’Alfonso

Come si comporteranno le istituzioni preposte al controllo Agcom e magistratura?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

835

Volantino referendum, M5S denuncia D’Alfonso

E’ infuocato il clima alla vigilia del referendum costituzionale. Dopo il volantino recapitato da D’Alfonso agli abruzzesi i 5 Stelle passano all’attacco e hanno firmato un esposto alla magistratura e all'Agcom che è preposta anche alle violazioni in campagna elettorale.

La politica locale è in fibrillazione e anche Sinistra italiana (che fa parte della maggioranza di governo) prende le distanze e definisce «al di fuori della correttezza del ruolo istituzionale che rappresenta» il comportamento del governatore.

Il partito in una nota bolla come «sbagliate e fuori da ogni logica» anche le pressioni esercitate nei giorni scorsi sui sindaci: «riteniamo altamente scorretto questo modo di fare campagna elettorale, sintomo dell'affanno in cui versano i sostenitori del SI' agli occhi degli abruzzesi».


LA DENUNCIA DEI 5 STELLE

Secondo i 5 Stelle, D’Alfonso sarebbe stato ispirato dalla lettera del suo capo Matteo Renzi agli italiani all'estero e avrebbe deciso di mandato una brochure nelle case di tutti gli abruzzesi per pubblicizzare le ragioni del Si'.

Ma a differenza di Matteo Renzi, fanno notare i pentastellati, il governatore D'Abruzzo, si e' firmato come presidente della Regione Abruzzo e non semplicemente come Luciano D'Alfonso.

«Quello che non ha tenuto in considerazione», spiegano i 5 Stelle, «e' che, ostentando la sua carica in un'operazione di questo genere nel corso della campagna referendaria, ha contravvenuto alle norme che disciplinano la stessa».

I grillini tirano in ballo la legge numero 28 del 22 febbraio 2000 sulle disposizioni per la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorali e referendarie: i rappresentanti delle istituzioni non possono utilizzare la propria carica per fare propaganda, ma possono svolgerla solo a titolo personale. «Ecco perché», analizzano i 5 Stelle, « il toscano, furbamente si e' solo firmato Matteo Renzi, mentre il nostro presidente e' caduto nello stesso tranello di Narciso volendo sottolineare che lui e' Luciano D'Alfonso il presidente della Regione Abruzzo. Vanto che sembrerebbe contrario alla normativa».

Per questo è scattato un esposto alla magistratura.



COSA ACCADRA’ ADESSO?

Cosa accadrà adesso? Nel caso in cui venisse accertata una violazione scatterà la sanzione? Episodi simili e recenti mostrano che le sanzioni, o i richiami, avvengono. Ne sa qualcosa la governatrice del Friuli, Debora Serracchiani, incappata in una sanzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) “sollecitata” da un esposto presentato dal gruppo consiliare del M5s.

Serracchini aveva partecipato al convegno “Riforma costituzionale e Autonomie speciali”, tenutosi a inizio ottobre nell’auditorium della sede friulana della Regione in cui vennero illustrati – alla presenza del ministro Enrico Costa, dei presidenti delle Province di Trento e Bolzano e di un rappresentante della giunta sarda – i contenuti della “Carta di Udine”.

Durante l’incontro, tra i vari temi analizzati dai presenti, si parlò anche di riforma costituzionale e referendum con particolare attenzione alle eventuali ricadute di una vittoria dei sì sulle Regioni a Statuto speciale.

Recentemente anche un sindaco si è beccato un richiamo del prefetto: si tratta di Fabrizio Sala, primo cittadino di Telgate, in provincia di Bergamo che ha inviato una lettera (scritta, stampata e spedita con soldi propri) ai concittadini per promuovere le ragioni del no.

In questo ore, inoltre, si è abbattuta una bufera sul presidente Tribunale Bologna, Francesco Maria Caruso, schierato per il No: il Csm ha aperto una pratica e lui adesso rischia il trasferimento per aver scritto su Facebook che con la vittoria del "SI", «non avremo più una Costituzione ma un atto di forza».

«Era un post privato», si è difeso il giudice, spiegando che quello finito su tutti i giornali dell'Emilia Romagna era un contributo visibile sui social network solo ai suoi conoscenti.



L’INTERPELLANZA DI SOSPIRI

Sarà direttamente il Governatore D’Alfonso a spiegare in aula, in Consiglio regionale, con quali fondi sono stati pagati le migliaia di volantini inviati a tutti i capifamiglia abruzzesi.


Lo ha spiegato il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, che ha chiesto al presidente anche perché ha ritenuto possibile utilizzare a scopi politici-Pd il portale www.laregionedicelaregionefa.it, istituito solo ed esclusivamente per la comunicazione istituzionale.


«La verità è che, come sempre, il Presidente ritiene di poter superare ogni limite pur di raggiungere il proprio target», dice Sospiri, «mantenendo un atteggiamento spudorato e ‘scatenato’. Lo stesso con cui ha contagiato l’intera compagine del Pd, tanto che, per il Comizio di domani in piazza della Repubblica, il sindaco Alessandrini ha anche disposto lo spegnimento delle telecamere che disciplinano l’ingresso su corso Vittorio Emanuele, autorizzando due ‘giorni’ scatenati in cui ognuno potrà fare quello che gli pare, purchè dentro le urne rispetti la promessa di voto».