INCONGRUENZE

Chieti. A Di Primo & Co piace il mega progetto delle autostrade di Toto

Le maggiori forze politiche della città si astengono dal votare un documento di «ferma contrarietà»

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Umberto Di Primio

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CHIETI. Stamane il Consiglio comunale di Chieti era chiamato a votare l'Ordine del Giorno del MoVimento 5 Stelle con cui i due Consiglieri Argenio e D'Arcangelo chiedevano di esprimere contrarietà nei confronti del progetto presentato della società che gestisce, per conto di Anas, i tratti autostradali A24 e A25.

Il documento, redatto e depositato in segreteria già in data 8 agosto 2016, si inserisce nel solco delle dichiarazioni rese dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti che hanno evidenziato le criticità del progetto ed il contrasto con le previsioni della concessione stipulata tra Anas e Strada dei Parchi S.p.A.

L'Ordine del Giorno è stato approvato ma con i soli voti favorevoli del MoVimento 5 Stelle e della lista L'Altra Chieti.

La maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Umberto Di Primio invece ha ricevuto la direttiva di non votare anche andando non solo in contrasto con quanto già votato in consiglio regionale ma anche con i loro colleghi di centrodestra. E’ stato anche chiesto di ritirare il documento per «ulteriori approfondimenti» ma i grillini hanno rifiutato.

 

«Abbiamo chiesto al Consiglio comunale di prendere una posizione netta sul progetto», hanno detto Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo, «ci sembrava un atto tutto sommato semplice sul quale esprimersi, soprattutto alla luce della risonanza mediatica che ha avuto nei mesi scorsi, che ha fatto conoscere il progetto alla stragrande maggioranza degli abruzzesi. Tuttavia, con nostra sorpresa, ci è stata rappresentata la richiesta “trasversale”, da parte di tutte le maggiori forze politiche presenti in Consiglio, di ritirare il documento per consentire un maggiore approfondimento tecnico da parte delle Commissioni. Ci è sembrata una richiesta assurda, avanzata per celare l'incapacità di schierarsi apertamente rispetto ad un progetto che, evidentemente, crea non pochi imbarazzi ai partiti ed ai loro rappresentanti che oggi non sanno come posizionarsi per paura di fare torto a qualcuno».


La decisione di astenersi dal votare questo ordine del giorno per il M5s dimostrerebbe che i consiglieri comunali di maggioranza e del blocco PD «non sanno cosa avviene oltre la punta del loro naso e nel peggiore, che non hanno le mani libere. Non c'è altro modo di spiegare una decisione così assurda. Ignoranza o ignavia. In entrambi i casi la città di Chieti merita di meglio».

L’ANOMALIA CHIETI

Anche la Confesercenti Provinciale di Chieti ha inviato al comitato Valutazione Impatto Ambientale le osservazioni in opposizione al progetto Megalò2.

«Questo lavoro» dichiara Franco Menna, presidente provinciale di Confesercenti «da noi sviluppato è frutto di un'attività di documentazione e condivisione con altre Associazioni (Cna, Casartigiani, Upa, Cia, Wwf, Legambiente, Chieti C'entro, Le vie del commercio), preoccupate delle conseguenze direttamente riconducibili all'ennesima struttura di grande distribuzione. Per questo chiediamo che il Comitato VIA fermi il progetto».

Per Marina De Marco, della Confesercenti di Chieti, «il progetto è completamente antitetico al Prusst, Piano di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio, che regola l'area. Non c'è né la visione di una città lineare, né della riqualificazione della zona fluviale, né dello sviluppo sostenibile». 

«Non è un mistero per nessuno l'anomalia rappresentata in Abruzzo, ma soprattutto nell'area Chieti-Pescara, dal peso della grande distribuzione. Un comparto – afferma Letizian Scastiglia, direttore provinciale di Cna Chieti – che ha certamente rappresentato, in passato, un importante fattore di innovazione, ma che ormai fagocita ogni altra forma di attività. Una fonte ufficiale, qual è il Rapporto redatto nel 2011 dal Governo sul commercio, afferma che, per quanto riguarda le vendite per canale di distribuzione, per regione, dopo Lombardia e Friuli la grande distribuzione consegua proprio in Abruzzo la fetta percentuale più consistente, con una cifra che supera largamente il 50 per cento del totale. E questo, in tutta evidenza, rischia di diventare la tomba per tutte le altre piccole attività»

Nelle osservazioni, precisa la Confesercenti, oltre alle premesse di carattere tecnico-giuridico, si evidenzia che per l'apertura di una nuova struttura commerciale è necessario, ai sensi della L.R. 11/2008, convocare una Conferenza Dei Servizi avente per protagonisti sia le Istituzioni che le rappresentanze dei commercianti e dei portatori di interessi.