SANITA'

Guardie mediche nel Teramano: la Regione sospende la chiusura

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Guardie mediche nel Teramano: la Regione sospende la chiusura


TERAMO. La Regione Abruzzo sospende la chiusura delle sedi di continuità assistenziale (ex guardia medica) della provincia di Teramo. Lo rendono noto i consiglieri regionali Pd Sandro Mariano e Luciano Monticelli e l'assessore regionale Dino Pepe (tutti dell’area teramana) che, nell'annunciare la decisione del presidente Luciano D'Alfonso di sospendere gli effetti dei due decreti firmati dall'ex governatore Gianni Chiodi, accogliendo così le richieste degli stessi consigliere teramani, sottolineano come si tratti di un «atto dovuto nei confronti di un territorio già fortemente penalizzato in termini oro-geografici e che necessità di una profonda riorganizzazione dei servizi di continuità assistenziale, prima di procedere alla chiusura tout court delle postazioni».

Per i consiglieri, infatti, in un contesto profondamente mutato rispetto agli anni passati e in un momento di transizione anche in relazione ad un nuovo accordo collettivo nazionale, «che sta ridisegnando in maniera innovativa i termini e le funzioni dell'assistenza primaria e della continuità assistenziale», non si poteva prescindere dal mantenere attivi tutti i servizi delle guardie mediche della provincia di Teramo, «a garanzia dell'assistenza, che soprattutto i cittadini delle aree interne e disagiate meritano ampiamente».

E per le altre zone della regione sono previste altre sospensioni di chiusure?

E QUELLE DELLA PROVINCIA DI CHIETI?

«La Regione Abruzzo ha figli e figliastri e opera marcatamente secondo logiche più di campanile che di esigenze territoriali dove le problematiche vengono affrontate e risolte solo da chi riesce ad essere più furbo e scaltro. Sicuramente i Consiglieri regionali di maggioranza teramani in tema di sanità si sono dimostrati più abili di quelli della provincia di Chieti». Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo.

«il Presidente della Regione e Commissario ad acta Luciano D’Alfonso», aggiunge Febbo, « ha deciso di sua iniziativa di non procedere alla chiusura delle Guardie mediche del teramano, come stabilito, e tenerle attive come presidi territoriali dopo le lagnanze dei consiglieri regionali di quel territorio. Veramente paradossale quello che accade in questa Regione dove oggi ci tocca assistere a un’altra pagina vergognosa di questo modo di amministrare dove aree importati come  il vastese ed il sangro vengono mortificati nella consapevolezza di lasciare interi territori senza copertura sanitaria portando avanti la chiusura delle Guardie Mediche dei comuni di Scerni, Cupello, Celenza sul Trigno, San Vito Chietino, Palena e Quadri. Una vera e propria mannaia per i servizi essenziali al territorio. In un a provincia dove sono stati eletti Consiglieri regionali che oggi ricoprono anche ruoli importanti e decisivi come l’assessore alla Sanità Paolucci, il presidente della Commissione sanità  Olivieri nonché l'ex sottosegretario D'Alessandro vengono letteralmente scalzati da altri colleghi della loro stessa maggioranza. I territori del vastese e del sangro hanno subito  – spiega Febbo – in questi due anni e mezzo di amministrazione di centrosinistra, diverse chiusure di importanti Reparti e Pronto soccorso in presidi fondamentali come Gissi, Atessa, Guardiagrele e Casoli».