SANITA'

Popoli, Lattanzio e Combattelli: «serve una deroga per salvare l’ospedale»

Appello dei consiglieri di minoranza, popoli, sanità, luciano d’alfonso

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L'ospedale di Popoli

L'ospedale di Popoli


POPOLI. Per impedire la chiusura dell’ospedale di Popoli non basta l'atto aziendale. Il problema non si risolve finché D'Alfonso non ritira o comunque modifica il decreto di riordino della rete ospedaliera.

Ne sono certi i consiglieri Comunali della lista "Prima Popoli" Mario Giuseppe Lattanzio e Vanessa Combattelli che contestano il fatto che durante l’ultima assemblea non sia stata data la parola a nessun consigliere poiché, come dichiarato sin dall'inizio del dibattito «I politici non possono parlare se non in veste da cittadino».

Eppure, fanno notare Lattanzio e Combattelli, «l'assessore Donato Di Matteo è intervenuto e ha toccato tasti politici anche se era stato "vietato" tirarli in ballo». Ma i due consiglieri si dicono confusi anche sul ruolo del parlamentare Antonio Castricone: «sembra intenzionato ad escludere i membri dell'opposizione, così come il sindaco che, durante questo periodo, non ci ha preso in considerazione nonostante l'ospedale sia una vera e propria emergenza. Solo collaborando possiamo davvero fare la differenza, questa è un'altra verità di fatto poiché l'indifferenza nei nostri confronti non potrà portare da nessuna parte».

I due consiglieri assicurano che continueranno ad insistere per chiedere una deroga poiché Popoli si trova in una zona ad alto rischio sismico: «oltre che essere all'interno del cratere, questo significa che un Ospedale come il nostro rappresenta una grandissima risorsa per il territorio. Ci siamo appellati a Lorenzo Sospiri, consigliere regionale, il quale ha già chiesto la deroga a Luciano D'Alfonso (anche prima delle amministrative di giugno) e la stessa cosa abbiamo chiesto alla senatrice Paola Pelino la quale si attiverà nei confronti del governo e del Presidente della Repubblica facendo notare la particolare condizione di Popoli».
A giugno i due consiglieri avevano sollecitato il sindaco a fare ricorso al Tar: «abbiamo sempre cercato una collaborazione perché è evidente che in queste occasioni solo insieme possiamo fare qualcosa.
Nel caso si verifichino le condizioni garantiamo la nostra disponibilità sin da ora per fare un esposto in procura e ci auguriamo che verremo raggiunti dal sindaco, dai consiglieri di maggioranza e anche dai rappresentanti del comitato. Andarsi contro quando c'è il bene dell'Ospedale in ballo sarebbe un atteggiamento alquanto pericoloso: bisogna collaborare».