LA VOLATA

Cade un ramo, il sindaco Luciani difende Alessandrini e non si accorge della gaffe

L’indignazione degli ambientalisti: «la verità è semplice ma non volete capirla»

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Cade un ramo,  il sindaco Luciani difende Alessandrini e non si accorge della gaffe


   


FRANCAVILLA AL MARE- Nella prima mattinata di oggi a causa della pioggia è caduto un ramo di una delle tamerici che si trovano in Via Rinascita - Via Figlia di Iorio. Il ramo è caduto rovinosamente a terra, fortunatamente senza coinvolgere persone o cose.  

La colpa è degli alberi che sono messi male, sentenzia il sindaco.

 

E’ bastato questo evento per dare il la al primo cittadino di Francavilla, Antonio Luciani, ormai a pieno titolo dentro le truppe dalfonsiane e con un posto già assicurato nel cda dell’Aca (sempre che si trovi la quadra e la maggioranza), per stilare la sua arringa difensiva dedicata al  sindaco Marco Alessandrini di Pescara.

Dopo i nomi roboanti come Erri De Luca, Alessandro Gassman, Vittorio Sgarbi, Fulco Pratesi tutti schierati per una più attenta riflessione sul tema caldo del taglio degli alberi, Alessandrini dalla sua annovera tutto il Pd, parte della sua maggioranza, i tecnici che hanno firmato, un assessore di Rimini ed il sindaco di Francavilla.

Fin troppo nturale postare su Facebook la difesa del collega ma non degli alberi.    


«Le tamerici sono in pessimo stato», dice Luciani senza temere l’autogol, «iImmaginiamo cosa sarebbe successo se il ramo avesse colpito un’autovettura o peggio un passante, un bambino. La sicurezza dei miei concittadini viene prima di tutto e per questo motivo va deciso urgentemente un intervento sulle piante di via della Rinascita. Non sono un agronomo, non so dire io se quegli alberi vanno tagliati o no. Gli uffici competenti in Comune stanno studiando la questione e probabilmente opteranno per un intervento di rimozione, salva la sostituzione e ripiantumazione di un numero ancora maggiore di alberi in luogo di quelli malati, come la mia amministrazione ha sempre fatto fino ad ora. Il Comune di Francavilla ha al suo interno la figura di un agronomo e il settore interviene puntualmente sulle manutenzioni tanto che la nostra cittadina si distingue per questa attività. Quello che i nostri tecnici sottolineano è il fatto che le piante hanno un ciclo vitale, e come le persone nascono, vivono e muoiono. In abito urbano tale ciclo è ridotto a causa delle ricorrenti potature, necessarie per la città ma che indeboliscono le piante stesse. Per questo motivo, quando si sceglie una pianta per un viale cittadino tale scelta andrebbe fatta con la massima accuratezza, bisognerebbe scegliere alberi che hanno bisogno di poca manutenzione proprio per preservare il loro stato di salute. Quelle tamerici si trovano in via della Rinascita da decine e decine di anni. Io capisco che i social network ci fanno credere di essere tutti competenti e  tutti informati su ogni materia, ma  non è così: la competenza richiede al contrario esperienza, ed anni di studio. Vorrei sapere”, chiude il Sindaco riferendosi alle recenti  vicende che hanno interessato Pescara ed il taglio dei pini e che hanno visto l’interessamento di nomi del mondo dello spettacolo e della cultura,  “che cosa ne pensano Erri De Luca, Alessandro Gassman o Vittorio Sgarbi. Sempre più spesso ai proclami fa riscontro la realtà delle cose, che è ben diversa e che ha a che vedere con  la vita  dei cittadini».

Ma se le tamerici sono «in pessimo stato» di chi sarà mai la colpa?  


Appena tre anni fa Luciani si rese protagonista di un’altra vicenda molto simile.

Allora erano i tigli di viale Nettuno ad essere pericolosi con le loro radici e per questo furono tagliati tutti. Il motivo erano i lavori di restyling del viale e dei marciapiedi e per preservare quelli nuovi gli alberi così invasivi furono tagliati. Anche in quel caso scoppiarono proteste e alla fine si attivò anche la procura di Chieti che dopo le spiegazioni dell’avvocato Luciani archiviò il caso.



Maria Elena del coordinamento “Salviamo gli alberi” risponde: «innanzitutto nulla osta da parte dei cittadini ed associazioni ambientaliste di Pescara al taglio degli alberi pericolanti. Punto primo. Punto secondo: abbiamo ripetutamente dimostrato la fallacità della relazione Rabottini, ma il sindaco e chi per lui, non hanno mai accettato il contraddittorio con le associazioni di settore. Abbiamo altresì riscontrato l'erroneità delle potature (evidentemente fatte da chi non aveva competenza specifica) che mettono sì a rischio di crollo gli alberi, su cose e persone (tutto documentato, ovviamente). È inutile tagliare o ripiantumare, se poi dalle amministrazioni gli alberi non vengono curati nel tempo, partendo dalla messa a dimora, che deve prevedere anche la ridefinizione di aiuole "adatte" e funzionali che consentano la corretta crescita della pianta.

Riteniamo che pretendere ascolto e confronto da parte del sindaco Alessandrini sia un diritto di noi cittadini, che da ultimo ci siamo visti anche chiudere le porte del Palazzo di Città, ovvero il "nostro" palazzo. Quindi non faccia di tutta l'erba un fascio e si documenti prima di schernire chi ha a cuore il patrimonio arboreo storico delle città».


«Di cattivo gusto le ironie su Gassman e Erri De Luca», dice Maurizio Acerbo, «se il ramo cadeva su una autovettura che di un genitore che portava i figlioli a scuola la responsabilità sarebbe stata del sindaco che da sei anni governa Francavilla e dovrebbe occuparsi della cura del patrimonio arboreo e quindi controllare lo stato dell'albero in questione. Gli alberi devono essere curati, controllati e laddove effettivamente pericolosi anche abbattuti. Cittadini e ambientalisti contestano a Pescara - come d'altronde a Francavilla - la cura pessima, le potature che fanno ammalare le piante, gli abbattimenti a casaccio, le ripiantumazioni fatte male. Tutte cose fatte male attraverso appalti esterni di cui raramente si controlla qualità e competenza. A Francavilla come a Pescara gli ambientalisti chiedono una corretta gestione e che - secondo quanto previsto dalle direttive comunitarie e dalle convenzioni in materia - ci sia partecipazione informata sulle scelte (consulte, agenda21).

Anche un sindaco come Luciani, passato da Forza Italia al PD nel giro di un secondo, queste cose nel 2016 dovrebbe capirle».