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Spoltore, sul caso Arca trasparenza zero e atti negati: Febo (Fi) ora denuncia alla Procura

Da mesi la consigliera cerca risposte sulle nuove scoperte dell’accordo di programma

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Spoltore, sul caso Arca trasparenza zero e atti negati: Febo (Fi) ora denuncia alla Procura

il dirigente Vincenzo Cerritelli




SPOLTORE. Una denuncia alla Procura della Repubblica di Pescara dopo una lunga serie di  accessi agli atti negati sulla questione Arca.

La firma è quella della consigliera comunale Marina Febo (Fi) che sul caso ha presentato pure un esposto al Prefetto che ha già scritto al sindaco per chiedere spiegazioni.

La questione va avanti da mesi: è iniziata precisamente il 21 giugno con la prima richiesta indirizzata all’architetto Vincenzo Cerritelli, Responsabile del Settore urbanistico del Comune di Spoltore.

Il quesito posto dalla consigliera Febbo è circostanziato e semplice: conoscere l’attuale destinazione d’uso di alcune particelle catastali di proprietà del Comune sulle quali doveva sorgere il campo di calcio, in zona Arca. Ma di risposte non ne ha ancora ricevute.

L’Arca, solo dopo pochi mesi aver firmato la Convenzione con il Comune di Spoltore nel 2001, aveva ceduto all’amministrazione oltre 10 ettari di terreno, tra i quali anche l’area dove doveva essere realizzato il campetto ( a carico della società). In altre parole, i terreni di fronte la Motorizzazione sorprendentemente risultano dal 2001 di proprietà comunale e non della società.

Ma la cessione della proprietà di aree è avvenuta senza la preventiva realizzazione delle opere di urbanizzazione (campo di calcio e parco privato a uso pubblico), con la conseguenza che la società Arca/Adriatica, pur conservando il possesso materiale dei terreni, non ha mai pagato ICI/IMU sulle stesse.

Prima di sottoscrivere una nuova convenzione-transazione, secondo Febo, bisognerebbe controllare se sia stato corretto cedere le aree senza la preventiva realizzazione delle opere pubbliche. Se così non fosse, il Comune avrebbe perso un introito enorme.

Negli ultimi giorni anche i Revisori dei Conti hanno chiesto al sindaco di valutare le perplessità di Febo.

Tra i vari dubbi avanzati dalla consigliera anche il caso di una parte dei parcheggi realizzati dal privato in favore del pubblico (opere di urbanizzazione) all’interno del Centro Commerciale Arca. Sarebbero quindi parcheggi pubblici ma a servizio del privato: sembra una vera contraddizione. «Quale sarebbe il vantaggio per la collettività?», chiede di sapere l’esponente di Forza Italia.



RISPOSTE NON RISPOSTE

Cerritelli ha sempre risposto ai quesiti sulla destinazione d’uso delle particelle catastali ma sempre ‘mandando a spasso’ la consigliera di centrodestra, inviandole documenti che non erano quelli richiesti o invitandola a fare una richiesta formale come un qualsiasi cittadino (con tanto di bolli per una cifra di circa 50 euro).

Eppure la legge prevede che i consiglieri comunali non sono tenuti a rispettare alcuna specifica modulistica nell’esercizio dell’accesso agli atti e alle informazioni. Per loro dovrebbe essere sufficiente scrivere una mail o depositare una richiesta scritta al Protocollo del Comune.

Ma niente da fare.

Le varie risposte hanno lasciato sbalordita Febo: addirittura una volta le è stato  spedito esattamente l’atto che aveva lei stessa citato nella sua richiesta.

La consigliera ha tentato anche di parlare personalmente con l’architetto Cerritelli nel suo ufficio comunale cercando di capire meglio cosa intendesse dire, ma senza riuscirci: «si è rifiutato di parlarmi», racconta Febo.

I giorni passano e a luglio le ridanno il documento che ha già in mano e che aveva generato in lei la volontà di approfondire la questione. Poi l’architetto le consiglia nuovamente di presentare il modulo, «come una comune cittadina». La storia si ripete all’infinito.

Allora Febo si informa: si tratta di un modulo che, per essere consegnato, prevede il pagamento di una marca da bollo di Euro 16,00 (da apporre sulla certificazione da rilasciare) ma anche una ricevuta di versamento di  17,57 sul conto corrente del Comune per diritti di istruttoria più un altro paio di euro per ciascuna particella catastale.

«Ho chiesto che senso avesse riscrivere la stessa domanda su un foglio differente e come fosse possibile richiedere a un consigliere comunale di compilare un modulo destinato ai cittadini», spiega Febo.

Sebbene la corrispondenza sia stata sempre scritta per conoscenza anche al sindaco e al segretario comunale, i due hanno sempre taciuto.

Probabilmente dovranno chiarire cosa sta accadendo al prefetto che è stato interessato del caso.

«L’architetto Cerritelli», spiega ancora Febo, «sembra giocare con le parole per sottrarsi alla risposta: infatti non ha ancora fornito la risposta. Qualora l’ufficio non fosse in possesso – e non è il caso – dell’informazione circa la destinazione urbanistica delle particelle, potrebbe rinvenirla con un semplice controllo, il medesimo che dovrebbe mettere in atto per creare un certificato di destinazione urbanistica. Inoltre, appare inverosimile la circostanza che lo stesso Cerritelli non conosca la detta destinazione se, su quelle medesime particelle, ha espresso pochi mesi prima un parere favorevole per un progetto edilizio. Diversamente si dovrebbe ritenere che lo abbia rilasciato senza cognizione di causa».