POLITICA

Alla riconquista dell’Aca perduta: Pd e Ncd accordo per il nuovo cda

Per ora Leombroni sarebbe fuori ma potrebbe ricoprire un ruolo “tecnico”

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1276

Alla riconquista dell’Aca perduta: Pd e Ncd accordo per il nuovo cda

PESCARA. Può una politica poco trasparente riuscire a governare una azienda come l’Aca che deve occuparsi di risolvere tutti i problemi della depurazione?

Chissà.

In questi giorni, però, viene da pensare che l’Aca, i suoi servizi, gli scandali e le disfunzioni sembrano lo specchio perfetto di quella politica che è l’origine di tutti i mali.

E come si dice: perseverare è diabolico.

Strano a dirsi ma è proprio quello che sta accadendo.

La situazione ora è questa: sabato scorso 32 sindaci hanno votato per il rinvio della votazione in assemblea che avrebbe dovuto o confermare Vincenzo Di Baldassarre, amministratore unico che ha traghettato l’azienda nel concordato preventivo da 120mln di euro, o scegliere un nuovo amministratore tra  22 candidati i quali avevano presentato il loro curriculum dopo l’emanazione di un avviso pubblico ad agosto.

L’Ato che controlla l’Aca (e avrebbe dovuto farlo sempre ma così non è stato) ha però contestato quell’avviso poichè si diceva che prevedeva l’inconferibilità della carica ai pensionati.

Difficile non collegare questa motivazione (peraltro denunciata da 21 sindaci) alla campagna pubblicitaria che spingeva il candidato proposto dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che non si fa scrupolo di mantenere segreti ed ha fatto sapere a tutti che lui voleva Giampiero Leombroni, la sua ombra da sempre. Leombroni, lusingato, ha persino rilasciato interviste per far sapere che non avrebbe preso lo stipendio ma avrebbe lavorato gratis senza chiarire che è la legge che lo prevede e non una sua scelta.

CHE DICONO?

Fiumi di parole e dichiarazioni sono state lanciate prima e dopo l’assemblea per cercare di orientare consensi e realtà.

Per esempio il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che in un primo momento sembrava volersi distaccare, è, invece, rientrato nei ranghi diventando il capofila dei sindaci dalfonsiani con un posto nel cda.

Oggi dice che «l’Aca non funziona» che «l’amministratore unico nominato dal centrodestra ha scaricato i debiti sui creditori e non li ha pagati», cose in parte vere, peccato che l’Aca non ha mai funzionato perchè nessun carrozzone politico può funzionare se dentro ci devi mettere i raccomandati. Ma nessuno del Pd ha mai ammesso, pagato o fatto mea culpa.

I debiti? Sono stati creati da una decennale gestione del partito dell’acqua (oltre che da corruzione, volendo rimanere a quella scoperta dalla procura).

Luciani poteva giocarsi la carta dell’ “io non c’ero e non c’entro con il passato”, invece, ha preferito il connubio, ed oggi ha le idee più chiare sul da farsi.

Il centrodestra con Forza Italia, invece, ha gioco facile a contestare il Pd ed i danni arrecati ma anche loro più di tanto non hanno fatto negli anni pesanti e non sono stati determinanti nè per l’emersione nè per la risoluzione dei problemi.

Rimangono i 5 stelle che sullo sfondo, quasi impercettibili, consigliano alla politica di stare fuori dall’Aca. Tanto semplice eppure così complicato...

Così come rimangono Maurizio Acerbo e Rifondazione che instancabili da 10 anni continuano a lanciare bombe mediatiche contro i responsabili del massacro, ma qualcuna deve essere esplosa prima del previsto cancellandoli dalle cariche elettive.

«Grazie all'accordo con il Nuovo Centro Destra della sottosegretaria Chiavaroli - lo stesso che ha presentato in parlamento l'emendamento che ha sbloccato il progetto illegittimo al porto di Milia e Mammarella», hanno detto Acerbo, Fars e Di Sante, «si son trovati i numeri per la riconquista di un'azienda che il PD aveva lasciato con 120 milioni di euro di debiti. Come avevamo profetizzato D'Alfonso è disposto a tutto pur di riprendere il controllo di una stazione appaltante che dovrà realizzare opere per decine di milioni di euro e di una spa che si è dimostrata una formidabile macchina clientelare a spese dei cittadini. Quelli che ci han fatto bere acqua avvelenata e ci hanno fatto fare il bagno tra gli escrementi oggi festeggiano la vittoria. Il buongiorno si vede dal mattino: con tutti i problemi di inquinamento che ci sono questi signori come primo atto decidono di chiudere la breve stagione dell'amministratore unico e di fare un bel consiglio d'amministrazione. Alè si ricomincia».


Camillo D’Alessandro, sottosegretario ai trasporti, prova a riassumere: «Cosa è accaduto oggi all'Aca? Semplicemente la stragrande maggioranza dei sindaci ha bocciato la gestione dell'Aca , quella dei depuratori che non funzionano , quella delle stagioni balneare compromesse. Cosa avrebbero dovuto fare i Sindaci se non favorire il cambiamento ? Non si tratta di fare la lotta alle persone, ma ai problemi».

Sembrerebbe inattaccabile ma D’Alessandro è in politica da oltre dieci anni e non si ricordano tutte queste battaglie per i depuratori (che non funzionano da 30 anni), così come sembra che si sia iniziato a parlare di depuratori insufficienti e di reti duali solo dopo che la vera verità è emersa e, cioè, che da 30 anni almeno le fogne finiscono in mare ogni volta che piove. Stessa storia per gli scarichi abusivi che sono lì da sempre.

Anzi nel 2007 D'Alessandro più che all'efficenza della depurazione si interessava a salvaguardare le inadempienze degli Ato approvando (giunta Del Turco) una legge denominata "fiumicida"...

 COSA STA ACCADENDO


Dietro ai proclami e alle belle parole si sta consumando una guerra senza esclusione di colpi tra due correnti all’interno del Pd e nello stesso tempo contro il centrodestra che ha avuto il timone in mano subito dopo gli scandali per corruzione che hanno spazzato via Ezio Di Cristoforo, il presidente del cda che piaceva molto a tanti sindaci che sono ancora in carica e che non hanno mai avuto dubbi di sorta sull’operato dell’ex presidente che truccava i bilanci che nessuno leggeva ma si votavano sulla fiducia.

LA SPALLA NCD

I bene informati raccontano che D’Alfonso ha seguito in tempo reale le votazioni (insieme a D’Alessandro e il deputato PD Fiorilli) teleguidando i sindaci e con i quali aveva già concordato una linea precisa nei giorni precedenti che è appunto quella di riaprire al consiglio di amministrazione a 3 o a 5 (se la legge lo consente ancora).

La prima proposta era quella di inserire Leombroni a capo del cda ma le teste sono troppe e bisogna accontentare più amici possibile tra i quali ci sarebbero anche i sindaci che rispondono al Ncd della senatrice Federica Chiavaroli (clamoroso il voto del sindaco Ncd di Montesilvano, Francesco Maragno) con la quale D’Alfonso ha aperto più di una linea di dialogo; peccato che, però, questa volta ci sarebbe stato un fermo stop al nome proposto o imposto.


Manuale Cencelli alla mano tra i posti che si creeranno non c’è spazio per Leombroni non gradito proprio all’Ncd ma che magari potrebbe comunque entrare dalla porta principale dell’Aca  come direttore generale  o creando dal nulla una carica o una mansione come è accaduto in altri casi di necessità.

Si vedrà chi avrà più polso e quale sorte subiranno “i nemici” all’interno del PD che hanno osato seguire altre strade che peraltro, come si sa, portano tutte a Roma…

  Se queste sono le cose importanti figurarsi se c’è spazio per discutere come risolvere i problemi creati da una classe politica talmente longeva da essere riuscita a creare i problemi di oggi non affrontando con normalissima diligenza questioni semplici come la depurazione eppure bruciando centinaia di miliardi di lire.

Le pagine oscure della recente storia locale come i depuratori inadeguati, le reti miste (acque bianche-acque nere), l’acqua avvelenata di Bussi, i campi pozzi costruiti a valle della Montedison sono tutti effetti di scelte politiche precise che scontiamo ancora oggi e che sono emersi, nonostante la sordina spinta della politica.

Insomma il clima oggi appare persino più “inquinato” di un tempo anche da uno scontro interno al Pd sempre più netto tra dalfonsiani e la fronda  che fa capo a Donato Di Matteo (assessore in giunta e, quantomeno, un illustre esponente del partito dell’acqua)  che vorrebbe un po’ più libertà di manovra e qualche casella sulla quale muovere i propri pezzi.

Riassumendo: D’Alfonso spinge ma l’Ato frena gli avversari cioè i 21 sindaci (tra i quali molti del centrodestra) che diffidano ma sono in minoranza; 32 altri sindaci a maggioranza PD fanno inversione ad “U”  e scelgono di riproporre il modello del passato e promettono di ascoltare i suggerimenti di D’Alfonso ma fino ad un certo punto.

In tutto questo baccano si muove anche la procura di Pescara che vuole vederci chiaro su eventuali abusi ma qui, dal torbido dei reflui che finiscono in mare, si passa a quelli metaforici senza sollievo alcuno.

Cicli e ricicli storici, stesso copione e stessa compagnia.

Finale diverso?

ECCO LE FORMAZIONI

I 21 SINDACI CHE VOLEVANO UN AMMINISTRATORE UNICO (maggioranza centrodestra)

Comune di Chieti

Comune di Atri

Comune di Rosciano

Comune di Penne

Comune di Cappelle sul tavo

Comune di Picciano

Comune di Elice

Comune di Scafa

Comune di Catignano

Comune di Pianella

Comune di Moscufo

Comune di Manoppello

Comune di Collecorvino

Comune di Brittoli

Comune di Vicoli

Comune di Civitella Casanova

Comune di Arsita

Comune di Bisenti

Comune di Pescosansonesco

Comune di Montefino,

Comune di Casalincontrada


I 32 SINDACI “DALFONSIANI” (maggioranza Pd)


Comune di Abbateggio,

Comune di Alanno,

Comune di Bolognano,

Comune di Bucchianico,

Comune di Caramanico Terme,

Comune di Castiglione a Casauria,

Comune di Cugnoli,

Comune di Fara Filiorum Petri,

Comune di Farindola,

Comune di Francavilla al Mare,

Comune di  Lettomanoppello,

Comune di Loreto Aprutino,

Comune di Miglianico,

Comune di Montebello di Bertona,

Comune di  Montesilvano,

Comune di Nocciano,

Comune di Ortona,

Comune di Penne,

Comune di Pescara,

Comune di Pietranico,

Comune di Pineto,

Comune di Pretoro,

Comune di Roccamontepiano,

Comune di Roccamorice,

Comune di San Giovanni Teatino,

Comune di San Valentino AC,

Comune di Silvi,

Comune di Spoltore,

Comune di Tollo,

Comune di Torre de’ Passeri,

Comune di Vicoli,

Comune di Villa Magna