IL CASO

Città Sant’Angelo, Pd non paga la tassa per la festa dell’Unità. Minoranza insorge

«Con quei soldi si sarebbero garantiti servizi scolastici tagliati»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

260

Città Sant’Angelo, Pd non paga la tassa per la festa dell’Unità. Minoranza insorge

Gabriele Florindi


CITTA’ SANT’ANGELO. La Giunta di centrosinistra angolana taglia nell'ultimo consiglio comunale fondi per scuola e sociale per salvaguardare un bilancio ormai compromesso , ma non ha ritenuto opportuno, vista la crisi delle casse erariali, di far pagare Tosap (tassa occupazione aree pubbliche) per ben 4 giorni di festa al PD (una volta Festa dell'Unità).

La denuncia è dei consiglieri comunali di ‘Responsabilità Comune’ Lucia Travaglini, Matteo Perazzetti, Roberto Ruggieri e Maurizio che parlano di «ultimo capitolo della gestione fai da te delle risorse pubbliche».

Così il Pd chiede l'uso della Piazza, di palco e sedie per lo svolgimento della Festa Democratica a Marina di Città Sant’ Angelo e il Comune, pur non concedendo il patrocinio, (trattandosi di manifestazione politica), non riscuote la Tosap per una piazza occupata per 4 giorni, e concede l'uso gratuito di attrezzature e palco.
«Con l'incasso della sola Tosap (diverse migliaia di euro)», denunciano i consiglieri di minoranza, «si sarebbe potuto garantire il proseguimento ad esempio del servizio pre o post scuola, la cui soppressione causerà non pochi problemi a mamme che hanno un lavoro, o la continuazione delle attività dei centri giovanili, di supporto alle famiglie durante tutto l'anno. Invece no, il Pd ha tutto gratis».

«Siamo disgustati», proseguono i consiglieri, «un partito che incassa milioni di euro di rimborsi dallo Stato chiede e ottiene dalla sua stessa parte politica l'esenzione da un tributo comunale. Il tutto tra l'altro in contrasto con un Regolamento Comunale che stabilisce le esenzioni (e non è questo il caso), nonché con le norme nazionali. Inoltre lo stesso trattamento non viene riservato ad altre parti politiche, le quali anche solo per un banchetto di raccolta firme devono versare circa 80 euro».
I consiglieri hanno presentato una interrogazione comunale il 19 agosto per avere chiarimenti di «questo ennesimo uso delle risorse economiche comunali a favore di PD e partiti di sinistra, e ovviamente sarà fatta luce anche sugli anni trascorsi; qualora si dovesse evincere un uso antidemocratico delle risorse dell'Ente e un danno erariale per le casse comunali, chiederemo nelle sedi opportune di intervenire per ristabilire una giusta azione democratica, perché i cittadini devono essere trattati tutti allo stesso modo».
i consiglieri chiedono che l’ente comunale facci subito un passo indietro e richieda immediatamente il pagamento di quanto dovuto e con gli stessi fondi vada a coprire le spese appena soppresse per il servizio pre e post scuola e centri giovanili.