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Fassino guiderà l’Anci fino a ottobre

«Associazione ha bisogno che il presidente sia sindaco eletto»

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Fassino guiderà l’Anci fino a ottobre

Piero Fassino




ROMA.  Smentendo molti pronostici secondo i quali sarebbe stato Paolo Perrone, sindaco di Lecce e attuale vicepresidente vicario di Anci, il traghettatore dell'Associazione dei Comuni italiani, dopo il risultato delle comunali del giugno scorso e in vista dell'Assemblea congressuale di ottobre in cui verrà nominato il nuovo presidente, Piero Fassino, oggi, al Consiglio nazionale dell'Anci ha annunciato che rimarrà alla guida dell'Associazione di Comuni italiani fino alla prossima assemblea congressuale. Quest'ultima è stata anticipata al 12-13 e 14 ottobre, rispetto alla data di fine ottobre (25-28 ottobre) inizialmente prevista, per evitare che cada in coincidenza con la campagna referendaria per la riforma costituzionale. «L'Anci ha bisogno di essere guidata da un presidente legittimato dal voto, bisogna nominarlo nelle prossime settimane», ha detto senza mezzi termini Fassino nel suo intervento al Consiglio nazionale che si è svolto nella sala della Protomoteca, al Campidoglio, presente il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

«L'Associazione - ha chiarito Fassino - ha bisogno di un presidente autorevole che deve essere un sindaco eletto, quindi pienamente legittimato. Per questo ho messo a disposizione il mio mandato all'indomani dei ballottaggi del 19 giugno. Per garantire la continuità fino all'assemblea congressuale ho dato la mia disponibilità, a termine, finalizzata proprio a condurre l'Anci ai lavori congressuali».

L'intervento di Fassino è stato preceduto da un lungo, caloroso applauso dei sindaci presenti. «Al prossimo presidente chiedo di proseguire con quanto fatto in questi tre anni: un'attività di negoziato e di confronto con il governo per rappresentare solo tutti gli ottomila Comuni italiani, al di là delle appartenenze politiche», ha sottolineato Fassino, il quale ha rivendicato che l'Associazione non ha mai avuto «come obiettivo sostenere il Governo che guida il Paese, né essergli ostile ma rappresentare al meglio le istanze dei comuni e attuare l'attività negoziale politica funzionale a questo risultato. Non abbiamo mai subordinato L'Associazione alle scelte di questo o quel partito o questo o quel Governo, rappresentazioni diverse sono caricaturali». Ha quindi ricordato che le decisioni importanti sono sempre state prese all'unanimità e così si è augurato continui ad essere, «altrimenti sarebbe a rischio l'autonomia e l'autorevolezza dell'Associazione».

Un invito all'unità, soprattutto in vista dell'Assemblea di ottobre, è arrivato da numerosi sindaci: «Il nuovo presidente dell'Anci sia scelto veramente, non formalmente, da tutti i sindaci; si attui un modello nuovo per la scelta del nuovo presidente», ha chiesto il sindaco di Lecce, Perone.

«L'elezione del nuovo presidente deve essere unitaria perché questa è la precondizione dell'esistenza stessa dell' Anci», gli ha fatto eco il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli. Non sono mancati alcuni interventi, come quello del sindaco di Messina, Renato Accorinti o di Piersandro Scanu (presidente di Anci Sardegna), che hanno chiesto alla prossima presidenza Anci maggiore criticità nei riguardi del Governo, «anche per ottenere maggiori risultati nel negoziato».