POLITICA

Alessandrini, dalla padella alla brace. Il Pd lo scarica?

Fischi, fiaschi e padelle: settimane durissime per il sindaco

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1275

Alessandrini, dalla padella alla brace. Il Pd lo scarica?


PESCARA. D’Alfonso sfiducia Alessandrini  e annuncia la necessità di cercare un nuovo candidato sindaco per le prossime elezioni (tra 3 anni).

Le ricostruzioni giornalistiche della riunione della direzione provinciale del Pd dicono questo, Alessandrini e D’Alfonso non commentano (oggi volano insieme in Israele), ma il presidente della Regione manda avanti il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, per smentire.

«Per Alessandrini c’è massima stima, D’Alfonso ha posto la questione della ricerca di possibili candidati».

«D’Alfonso ha richiamato tutti, a seconda delle proprie responsabilità, ad occuparsi delle esigenze e delle preoccupazioni dei cittadini», assicura invece il vice sindaco Del Vecchio. «Non solo: D’Alfonso ha anche posto l’accento sulle tante cose da fare - molte delle quali messe in cantiere dalla Regione - per far sì che Pescara sia una città di respiro europeo e al passo con i tempi».

Eppure è ormai evidente che a meno di una forte sterzata, Alessandrini non possa essere il futuro candidato sindaco. Lo hanno dimostrato i fischi in piazza durante la festa per la promozione in A del Pescara, poi c’è la nuvola nera della balneazione tra gli scivoloni dell’anno scorso (con tanto di richiesta di rinvio a giudizio) e il grande interrogativo di questa stagione ormai iniziata.

Come non citare l’ammissione di inerzia decennale sul caso depuratori: solo qualche giorno fa il sindaco ha puntato il dito contro i suoi predecessori, dimenticando forse che il presidente della Regione ha governato la città e che il partito dell’acqua vestiva la bandiera del suo partito.

«I politici di oggi ci hanno tolto anche il piacere di fare un bagno a mare», scriveva ieri la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi  intercettando il vero malumore del cittadino medio, anche quello solitamente disinteressato alla vita politica che però oggi paga le scelte di chi amministra.

E così Alessandrini è riuscito a fare peggio pure del predecessore Mascia che in certi momenti del suo mandato irritò particolarmente una fetta di popolazione con le vicende legate al traffico, ma mai nessuno aveva osato tanto.

Il Pd in queste ore sta ragionando anche sul Movimento 5 Stelle: sebbene D’Alfonso parli pubblicamente di una forza «inconsistente» e «praticamente sparita dalla scena locale» sa bene che i pentastellati sono il vero nemico da battere.

Alessandrini (ammesso che lui stesso si renda disponibile ad un bis) potrebbe trasformarsi in una sorta di Giachetti in una eventuale sfida con la giovane e preparata Enrica Sabatini, molto simile nei modi, nella pacatezza e nella preparazione alla neo sindaca di Roma Virginia Raggi.

Proprio la vittoria romana più il disastro compiuto da Alessandrini potrebbe traghettare facilmente i 5 stelle  a Palazzo di Città soprattutto se Forza Italia non riuscirà a mettere mano al caos interno e combattere i conflitti tra fazioni e fazioncine con la mina vagante Razzi che lancia bordate contro tutti (i suoi).

Certo 3 anni sono ancora lunghi e lo sanno bene proprio i grillini convinti che se si votasse a breve riuscirebbero a portarsi a casa la vittoria in un attimo. Sarà per questo che proprio ieri la consigliera comunale Enrica Sabatini ha scritto una lettera aperta a D’Alfonso invitandolo a convincere i suoi che è meglio tornare al voto: «troverà la giusta ed autorevole persuasione per far comprendere a tutti quello di cui la città ha bisogno e che lei, in politica da tempo, ha già compreso fin troppo bene: c'è bisogno di un altro sindaco per Pescara».

Ma D’Alfonso non correrebbe mai il pericolo di consegnare  la ‘sua’ città ai «pozzangheristi» e «denuncisti» che sono capaci di irritarlo pubblicamente come nessun altro ha mai fatto prima d’ora.

Si pensi all’invettiva via social contro l’europarlamentare Daniela Aiuto o alla sedia sfilata da sotto al sedere alla consigliera Marcozzi.

All’ultima tornata elettorale il Pd l’ha comunque ‘svangata’ in un contesto nazionale dove il partito del premier ha preso diverse batoste. E nelle ultime ore Alessandrini è stato pure sbeffeggiato dal celebre invasore di campo Marco Ferri che ieri si è introdotto in Comune a Pescara (rischia l’ennesima denuncia) per lasciare fuori alla porta del primo cittadino una cassetta di pesce marcio «per ricordargli che con la salute delle persone non si scherza».

Alessandrini ha risposto facendosi fotografate con una padella e il pesce ben condito all’interno.

Ma che ci sia poco da ridere gliel’ha ricordato proprio Ferri: «Gli stabilimenti non lavorano, i bambini escono con le macchie e i topi prendono il sole sul bagnasciuga e lui mi risponde con le foto delle padelle: bah, è un mito»

Insomma è plausibile pensare che il governatore si sia messo con largo anticipo al lavoro per cercare un erede di Alessandrini, proprio lui che sembrava essere l’ottimo alleato del sindaco ombra D’Alfonso.

Già, perché fin dall’inizio l’avvocato con il cognome, prestato alla politica ha dovuto combattere anche con questo ‘pregiudizio’.

E’ evidente che se il piano era veramente quello ha funzionato fino ad un certo punto.

Ma qui il vero punto della questione politica è chiara e semplice: c’è bisogno di rinnovamento, quello vero non quello del marketing di campagna.

Chi sarà in grado davvero di rinnovarsi vincerà le prossime elezioni.

 

Alessandra Lotti