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Piano sanitario Abruzzo: è scontro Cialente-Pietrucci

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Piano sanitario Abruzzo: è scontro Cialente-Pietrucci

Ospedale San Salvatore


L'AQUILA. "Come mai ora si cerca il confronto diretto con il ministro, mettendo in discussione mesi di lavoro della Giunta regionale (condiviso tra gli altri con le organizzazioni sindacali, gli operatori, i comitati ristretti dei sindaci, le associazioni), di cui peraltro il sindaco dell'Aquila Cialente è sempre stato a conoscenza? Lo scorso 6 aprile, infatti, partecipò ad Avezzano a un convegno con l'assessore Paolucci in cui si discusse proprio di questi temi. Come mai prima si fidava della Giunta regionale, e ora no? Cosa è cambiato?". Con questi interrogativi diretti al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il giovane consigliere regionale aquilano del Pd in una nota ufficializza lo scontro con il suo collega di partito sul nuovo piano sanitario regionale. Ieri il primo cittadino, rispetto al decreto già firmato dal commissario per la sanità Luciano D'Alfonso, sul riordino degli ospedali abruzzesi alla luce della riforma Lorenzin, aveva riproposto la necessità di istituire un ospedale di secondo livello tra L'Aquila e Teramo ed affiancarlo a quello Pescara-Chieti. Una presa di posizione, smentita da Pietrucci, con la decisione già assunta che ha creato polemiche a livello locale e regionale.


"Sulla sanità i numeri sono quelli stabiliti dalla normativa nazionale e dal decreto ministeriale, ed è da quel decreto che dobbiamo partire, al pari di tutte le altre Regioni. Per fare un Dea di II livello occorrono 75.000 accessi appropriati al Pronto Soccorso: L'Aquila ne ha poco più di 45.000. Deve essere sede di discipline complesse e quindi servirebbe cardiochirurgia, che ha sede a Teramo. Ma il punto è che, con la suddivisione delle specializzazioni, sostanzialmente il Dea di secondo livello L'Aquila - Teramo già esiste. Si tratta di costruire, nelle sedi deputate e coinvolgendo i rappresentanti istituzionali di riferimento (perché non tornare a convocare il comitato allargato dei sindaci?), un dibattito serio e informato in cui credo che il nostro partito, assieme alla coalizione, possa svolgere un ruolo di primo piano, per arrivare a una strategia complessiva che non penalizzi nessuno, ma salvaguardi e migliori le eccellenze dell'ospedale e dell'Università dell'Aquila. Con Teramo si possono studiare forme di compensazione per la nostra città, possiamo metterle a punto e proporle assieme ai medici, alle associazioni, ai rappresentanti politici, ai sindacati, agli operatori dei due territori di riferimento. Sto lavorando perché accada, e perché in prospettiva si possa arrivare a una Dea funzionale di secondo livello tra L'Aquila e Teramo. Ma occorre dialogo e responsabilità, non demagogia". Nel sottolineare che "proprio quel segnale forte di avvertimento che arriva dalle elezioni amministrative ci impone di mettere da parte tutte le ambiguità a vantaggio della trasparenza e della condivisione delle scelte, dei criteri e delle decisioni, il giovane consigliere si chiede "perché quando si trattava di scegliere il manager della Asl 1 e richiamavo la necessità di considerare le eccellenze del territorio - che inoltre attraverso gli oltre 30 sindaci espresse una posizione chiara, ignorata - venivo accusato di campanilismo e aquilanità, e invece adesso quella stessa aquilanità sembra essere tornata a essere un valore. Mi fa piacere, ma non possiamo andare a corrente alternata. Lo stesso vale per le questioni dello spostamento della Soprintendenza a Chieti, dell'Arap Unica a Pescara, della nomina del presidente del Parco del Gran Sasso - Monti della Laga, della legge sull'Ater unica, del Masterplan: in tutti queste circostanze venni lasciato solo a difendere le ragioni dell'Aquila in Regione, in quegli stessi mesi si era forse troppo concentrati sul management della Asl dell'Aquila. Ma la sanità appartiene ai cittadini, non è né dei medici né degli operatori, né tanto meno della politica. Per questo occorre unirsi e non dividersi - ha concluso Pietrucci spiegando che "per L'Aquila sono arrivato a mettere in gioco la mia reputazione e il mio futuro politico, scontrandomi direttamente con diversi assessori e anche con il Presidente della Regione; e tanto di più sarei disposto a fare. Con serietà però, senza prendere in giro nessuno".