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Ballottaggio, apparentamenti a Lanciano e Sulmona e Forza Italia si spacca

A Vasto e Roseto nessun accordo raggiunto

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Ballottaggio, apparentamenti a Lanciano e Sulmona e Forza Italia si spacca

ABRUZZO. Attesa per i ballottaggi che si terranno domenica prossima.

Giornate intense tra vinti e vincitori per trovare forme di alleanze talvolta raggiunte ed altre no. A Sulmona Forza Italia si apparenta ma esce praticamente distrutta: da una parte la senatrice Paola Pelino e il coordinatore regionale Nazario Pagano che benedicono l'intesa dall'altra i consiglieri regionali Gatti, Sospiri e Febbo che la osteggiano.

A Lanciano invece in consiglio comunale entrerebbe con un seggio anche Casapound, della coalizione Paolucci.

A Vasto: non ci sarà nessun apparentamento a sostegno dei candidati sindaco Francesco Menna (centrosinistra) e Massimo Desiati (centrodestra). Il Movimento 5 Stelle, come d’abitudine, non ha stretto alleanza né dato indicazioni di voto.

Il segretario generale del Comune di Vasto, Rosa Piazza, ha trasmesso una nota alla Commissione elettorale circondariale comunicando che «entro l'orario stabilito per le 19.00 non è giunta alcuna richiesta di apparentamento».

Pertanto Desiati e Menna hanno deciso di non accettare collegamenti con le liste degli altri candidati a sindaco esclusi dal ballottaggio.

Al primo turno il risultato ha visto prevalere Massimo Desiati con 8.426 voti di preferenza pari al 34,28% seguito da Francesco Menna 8.188 (33,31%), Movimento 5 Stelle con Ludovica Cieri 4.977 (20,25%), Edmondo Laudazi (liste civiche) 2.330 (9,48%) e Massimiliano Montemurro 662 (2,69%).


A SULMONA TROVATO ACCORDO

A Sulmona, invece, Forza Italia si allea con la coalizione del candidato sindaco Bruno Di Masci (27,29%) che nel ballottaggio del 19 giugno sfiderà Annamaria Casini (47,73%), candidata sindaco per la coalizione "Noi per Sulmona".

Nell'ufficio elettorale del Comune di Sulmona è stato firmato il documento ufficiale che sancisce l'intesa.

L'accordo sulmonese ha però creato una frattura a livello regionale del partito di Berlusconi.

Da una parte la senatrice Paola Pelino e il coordinatore regionale Nazario Pagano che benedicono l'intesa dall'altra i consiglieri regionali Gatti, Sospiri e Febbo che la osteggiano.

«Di tutto avevamo bisogno, tranne che delle inopportune intromissioni dei consiglieri regionali Gatti, Febbo e Sospiri, che forse hanno portato allo scoperto un disegno che va al di là dell'interesse per le elezioni comunali di Sulmona e guarda invece a improbabili scenari nel partito e per prossime tornate elettorali» evidenzia Paola Pelino che invita Gatti, Febbo e Sospiri a pensare ai loro territori. La senatrice di Fi si dice stupita per la rivendicazione «ad agire per il bene di Forza Italia» di Gatti, «che - sottolinea Pelino - a Sulmona ha lavorato da mesi alla costruzione della lista di Fratelli d'Italia, nella coalizione del suo pupillo Gerosolimo, contro il partito del quale fa parte».

«Prendiamo atto che esiste la repubblica autonoma di Sulmona, sulla quale non avrebbero diritto di esprimersi i rappresentanti eletti in consiglio regionale ma solo quelli nominati in parlamento» è la risposta del consigliere Gatti.

Alla base, la convergenza delle otto liste civiche che sostengono Di Masci su obiettivi comuni proposti anche nel programma di mandato di Elisabetta Bianchi (5,18%), candidato sindaco di Forza Italia al primo turno. In particolare sulle battaglie contro la spoliazione di strutture e servizi, tra cui tribunale e ospedale; garantita, inoltre, massima attenzione sul progetto Snam, sugli edifici scolastici e sulla necessità di garantire adeguati collegamenti viari (soprattutto riguardo al progetto autostradale proposto da Toto) e ferroviari a Sulmona e all'intero territorio.

Infine, è stato sancito l'impegno per garantire al capoluogo pelino il riconoscimento di Polo di attrazione.


A LANCIANO ACCORDO D’AMICO- PAOLUCCI

Accordo stretto anche a Lanciano tra il candidato sindaco Errico D'Amico (centrodestra) in sfida con l’uscente Pupillo e Tonia Paolucci, terza candidata sindaco al primo turno per un'altra coalizione di centrodestra.

Non ci sono state anticipazione sulla Giunta in caso di vittoria.

Indiscrezioni parlano di un accordo che offre alla coalizione della Paolucci tre assessorati, tra cui quello con delega vice sindaco, e il presidente del consiglio comunale. Sempre in caso di affermazione al ballottaggio, in consiglio comunale entrerebbe con un seggio anche Casapound, della coalizione Paolucci. D'Amico, che è presidente dell'Associazione Culturale Frentana, da anni organizza una fiaccolata per l'anniversario della rivolta lancianese del 5 e 6 ottobre 1943 contro i nazifascisti, che valse a Lanciano il riconoscimento di Città Medaglia d'Oro al Valor Militare. Su questo punto D'Amico ha detto: «Non significa rinnegare niente e nessuno, in quando noi non strumentalizziamo né i morti né gli eroi in questa campagna elettorale».

«L'accordo raggiunto è solo programmatico e ci permette di andare avanti insieme per migliorare Lanciano, delusa dal centrosinistra. Nasce da un senso di responsabilità e ora accorpa il 60,53% dei consensi ottenuti al primo turno in cui gli elettori hanno bocciato Pupillo», hanno spiegato i due.

«Per dare risposte alla città bisogna essere maggioranza di governo. Su molti punti del programma c'era già comunanza e su altre abbiamo ragionato, come la riorganizzazione della macchina comunale, la sicurezza, molto sentita dai cittadini, e l' attenzione alle contrade e centralità di Lanciano» hanno aggiunto.

I temi più cari a Tonia Paolucci da salvaguardare erano l'eliminazione delle indennità di carica, la sicurezza e la fusione dei comuni.

A ROSETO NESSUN ACCORDO

«Dopo un lungo dibattito interno con le varie anime della nostra coalizione abbiamo ritenuto opportuno non chiudere nessun apparentamento in vista del ballottaggio del 19 Giugno», ha spiegato invece la coalizione di centrodestra che sostiene il candidato sindaco Enio Pavone. «Con coerenza e linearità proseguiamo sulla strada intrapresa nel 2011 quando i Rosetani ci scelsero chiedendoci di cambiare il modo di amministrare la 'cosa pubblica' e di rinnovare la classe dirigente».

E sempre il centrodestra sottolinea che non corrispondono al vero le notizie trapelate in questi giorni di offerte di assessorato o altri incarichi.