ACCOGLIENZA E IMMIGRATI

Profughi, l’hotel Holiday si tira indietro. Stop a 100 immigrati

Rescissa la convenzione. Forza Italia festeggia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

495

Profughi, l’hotel Holiday si tira indietro. Stop a 100 immigrati

PESCARA. Il prefetto di Pescara Francesco Provolo ha ufficialmente comunicato questa mattina che sta procedendo con la rescissione della convenzione con la Cooperativa Polis di Perugia vista l’indisponibilità della struttura individuata per ospitare i presunti profughi sulla riviera sud.

Dunque i 100 immigrati non andranno più all’Hotel Holiday, dopo che la famiglia Giannandrea, proprietaria dell’immobile, aveva rescisso già ieri, con i propri legali, tutti i contratti di concessione della struttura.

«E’ una vittoria per il centrodestra», commentano con soddisfazione Forza Italia e l’associazione ‘Pescara Mi Piace’, «che ha sostenuto una battaglia giusta e ovvia nell’interesse del territorio, ma anche per tutti i cittadini che ci hanno creduto e che con noi hanno portato avanti per dieci giorni una protesta civile e sacrosanta».

Dunque nelle ultime ore il prefetto ha proceduto con la rescissione della convenzione con la Polis per la sopravvenuta indisponibilità dell’Hotel Holiday inizialmente individuato per ospitarvi 100 immigrati.

Il prefetto ha anche precisato che quei 100 extracomunitari non andranno, come si era vociferato ieri, a Cepagatti. Adesso sempre Provolo sonderà l’eventuale disponibilità di strutture di volontariato, come la Caritas per verificare se hanno le condizioni per ospitare gli immigrati nelle more di un nuovo bando che andrà a predisporre nelle prossime settimane e che però determinerà i propri effetti solo dopo l’estate per evidenti ragioni temporali.

«Era inconcepibile voler ospitare 100 presunti profughi sulla riviera in piena estate», dicono Lorenzo Sospiri, Marcello Antonelli e Armando Foschi.

«Ora si aprirà una nuova fase nella quale ci auguriamo che i Comuni, a partire da quello di Pescara, si siedano al tavolo col Prefetto per individuare soluzioni condivise evitando che si ripetino situazioni come quella di Pescara, perché se non va bene che in estate vengano sistemati 100 immigrati sul lungomare, non va neanche bene che in pieno inverno vengano sistemati a Roccaraso. La verità è che le Istituzioni devono cominciare a gestire tali situazioni emergenziali, che non possono essere lasciate nelle mani dei privati che ovviamente fanno business».

«La presenza dei cittadini, le oltre 1.700 firme raccolte in neanche dieci giorni – ha detto il consigliere D’Incecco – hanno dimostrato che le battaglie vere si possono combattere anche fuori dal palazzo, sulla strada e i cittadini partecipano. La cosa più evidente in questi dieci giorni è stata che qualunque sindaco, al di là della propria appartenenza politica, si sarebbe occupato in prima persona di tale situazione. A Pescara, invece, c’ha dovuto pensare l’opposizione di centro-destra per impedire una dislocazione innaturale degli immigrati, e questo ha dimostrato ancora una volta l’inconsistenza di un’amministrazione che non sa cos’è normale per una città e cosa non lo è».