POLITICA

Comunali 2016: anche questa volta vincono tutti

I partiti commentano i dati e naturalmente nessuno ammette la sconfitta

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ABRUZZO. E anche a questo giro pare che abbiano vinto tutti: festeggia il Pd (sebbene la frangia pescarese dica che non c’è molto da stare allegri), festeggia il centrodestra e pure i pentastellati dai quali, forse, ci si aspettava qualcosa di più. Ma anche loro, seguendo la moda del post spoglio, si lanciano in dichiarazioni di giubilo sebbene non siano riusciti a piazzare nemmeno un sindaco.

I risultati dimostrano che i primi cittadini del Partito Democratico hanno riottenuto la fiducia degli elettori. Nel caso di Francavilla Antonio Luciani ha vinto con un vantaggio netto, oltre il 60% che per un secondo mandato è più che una promozione sul campo da parte della città.

Secondo il segretario regionale del partito, Marco Rapino, le percentuali raggiunte in altre realtà come Lanciano, Vasto, Roseto, sono da considerarsi «ampiamente positive».

In provincia di Chieti il Pd ha vinto a Fara San Martino, con Carlo De Vitis, ha riconquistato Scerni con Alfonso Ottaviano e vince a Lama dei Peligni con Andrea Di Fabrizio, senza dimenticare Lentella con Carlo Moro uscito trionfatore dal conteggio delle schede e Casoli con la vittoria schiacciante di Massimo Tiberini.

Prossimi passi sono le sfide ai ballottaggi di Lanciano e Vasto: «Abbiamo le carte in regola per ottenere una doppia affermazione anche in questo caso, per ampliare ulteriormente il segnale di rinnovamento che ha contraddistinto questa campagna elettorale per il Partito Democratico e più in generale per la coalizione di centrosinistra», sostiene la segretaria Zappalorto.


PD DIVERSITA’ DI VEDUTE

Ma ci sono stati anche parecchi problemi e la segretaria provinciale di Pescara, Ciafardini, non si nasconde così come il presidente D’Alfonso che ha parlato di «risultati incoraggianti ed altri che fanno riflettere».

«Brucia la sconfitta a Penne», ammette Ciafardini, «dove il Pd e il centrosinistra pagano soprattutto difficoltà e polemiche legate alle questioni dell’Ospedale, del punto nascita e del lavoro, come il caso Brioni».

Anche l’onorevole D’Incecco sostiene che i risultati delle amministrative nel Pescarese devono far aprire una fase di confronto.

Secondo la segretaria provinciale il risultato deve far riflettere tutto il gruppo dirigente del Pd in provincia di Pescara, sulla necessità di ricominciare a lavorare come una squadra, «mettendo in secondo piano tutti, dal primo degli eletti all’ultimo dei militanti, il protagonismo personale, l’individualismo, e l’incapacità di lavorare come una comunità».


In molti Comuni si confermano i sindaci del PD e del centro sinistra, come Popoli, Cugnoli, Serramonacesca, Pescosansonesco, Sant’Eufemia a Maiella, ma nelle realtà più grandi come Manoppello e Penne secondo Ciafardini si paga lo scotto di un voto di opinione fondamentalmente di protesta nei confronti di chi ha amministrato: «paghiamo certamente le tante divisioni del gruppo dirigente del PD troppo spesso incapace di parlare con una voce sola e di fare la sintesi».

«Sorprendente e inaspettata» viene definita sempre da Ciafardini la sconfitta del sindaco uscente Lattanzio a Tocco da Casauria per soli quattro voti. Alla fine l’ha spuntata Riziero Zaccagnini di Rifondazione Comunista, già sindaco negli anni passati quando venne indicato dal New York Times come un esempio di sindaco all’avanguardia per le buone pratiche in materia energetica e sostenibilità.

«Era stato defenestrato da una congiura ordita dal vecchio sistema di potere PD-ACA», ricordano oggi i vertici del suo partito. «Dopo 5 anni di fallimentare amministrazione di PD e centrodestra ha vinto di nuovo».

Rifondazione festeggia anche per il «grande risultato» di Manoppello dove Barbara Toppi è arrivata seconda con il 32,80% lasciandosi dietro la candidata del Pd dalfonsiano.

A Penne, invece, Gabriele Frisa ha ottenuto un buon 6% nonostante che Sel abbia come quasi ovunque in Abruzzo deciso invece di andare col Pd.

Anche a Roseto la coalizione capitanata da Rosaria Ciancaglione ha ottenuto il 29,1% e la lista Roseto progressista il 4,4% con Marco Palermo che è risultato il candidato più votato (Sel ha fatto un’altra lista anche se nella stessa coalizione e prende 2,8).

«Rifondazione in provincia di ‪Pescara ha seminato bene con un gruppo dirigente giovane e radicato nei movimenti», commentano Acerbo e Fars.



QUI CENTRODESTRA

Ma in queste ore, come detto, anche il centrodestra festeggia («è andata benissimo») sebbene i numeri dicano altro. A Francavilla Forza Italia ha ottenuto appena il 9% contro il 22% del Pd o l’11% del Movimento 5 Stelle.

A Roseto ancora peggio con un misero 5% contro il 20% del Pd e cifre di gran lunga superiori anche per le liste civiche.

Un 5% anche a Sulmona dove hanno trionfato le liste civiche.

Ma il centrodestra festeggia la conferma dei sindaci di Picciano, Vincenzo Catani, Collecorvino, Antonio Zaffiri, e Civitella Casanova, Marco D’Andrea: «sono la prova dell’ottimo lavoro svolto sul territorio da chi ha saputo e saprà ben amministrare», commenta Lorenzo Sospiri che definisce «straordinaria vittoria» quella ottenuta a Manoppello e Penne, con Giorgio Di Luca e Mario Semproni, due territori dove il «Presidente D’Alfonso si è impegnato personalmente perdendo in maniera clamorosa e addirittura arrivando terzo con i propri candidati, scoprendo oggi un’amara realtà: il popolo non ha l’anello al naso e ha smesso da tempo di credere alle sue false promesse».



M5S NON SFONDA MA FESTEGGIA

Il M5s che era presente in diversi comuni con i propri candidati sindaci non ha sfondato a differenza del “fenomeno Roma”, in molti casi riportando risultati deludenti ma riuscendo comunque a piazzare qualche consigliere comunale che prima non c’era.

Anche in questo caso non mancano commenti trionfalistici. A Vasto non ce l’ha fatta Ludovica Cieri, per il quale si era speso in prima persona anche il vice presidente della Camera, Luigi di Maio. La candidata poteva contare pure sul sostegno di due parlamentari originari di Vasto come Gianluca Castaldi (senatore) e Daniela Aiuto (europarlamentare).

Alla fine ha ottenuto il 20%, 14 punti percentuali in meno rispetto al navigato Massimo Desiati, già assessore regionale al Turismo. «Siamo la seconda forza politica di Vasto con il 13,67%, equivalenti a 3197 voti», festeggiano i grillini. «Ragazzi complimenti», commenta su Facebook il senatore Castaldi.

Ultimi i 5 Stelle sono arrivati a San Giovanni Teatino dove non sono riusciti a sconfiggere l’uscente Luciano Marinucci (ha preso 4 volte i loro voti) e nemmeno l’ex sindaco del Pd Verino Caldarelli. Un loro consigliere entrerà comunque in Consiglio. Anche in questo caso la tristezza viene messa da parte sottolineando che «passare da zero a 1100 voti in così poco tempo sia un ottimo risultato».

Risultato deludente anche a Francavilla al Mare dove Luciani ha sbaragliato tutti. Livio Sarchese ha ottenuto 1.864 preferenze, oltre 7 mila in meno rispetto al riconfermato sindaco ed entrerà in Consiglio solo lui: «ora siamo in Amministrazione e continueremo ad operare, con dedizione e costrutto, nell'interesse della Citta'».

Vittoria mancata di un soffio, invece a Penne, dove il pentastellato Luca Falconetti ha ottenuto appena 70 voti in meno all’eletto Mario Semproni della lista civica Penne Viva. «Abbiamo fatto un risultato straordinario pur perdendo per pochissimi voti». Commenta Falconetti, «faremo un'opposizione responsabile ma intransigente».

 

Alessandra Lotti