FUTURO INCERTO

Mercatino extracomunitari, «no al ghetto». Il caso arriva in Parlamento

Forza Nuova: «fermare il nuovo progetto»

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Mercatino extracomunitari, «no al ghetto». Il caso arriva in Parlamento

PESCARA. I consiglieri comunali di Forza Italia Marcello Antonelli, Vincenzo D'Incecco, Fabrizio Rapposelli e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri contestano apertamente l'impegno di 50mila euro (Fondi Par-Fsc) della Regione per la realizzazione del "mercatino etnico e interrazziale".

Questa mattina in conferenza stampa gli esponenti di FI hanno spiegato i motivi del no, ribadendo la ferma opposizione e soprattutto Forza Italia annuncia che chiederà in Parlamento come si fa a cacciare in pieno inverno dalla stazione 20 barboni malati, utilizzando la vigilanza privata e facendoli dormire all’addiaccio sul marciapiede e poi si decide di far mettere «una bomba sociale» sotto i binari della ferrovia, dopo che quello stesso mercatino è stato sgomberato per presunte infiltrazioni della criminalità.

«Noi pensiamo che sia folle dal punto di vista politico e amministrativo stanziare denaro pubblico che dovrebbe essere investito per promuovere dal punto di vista culturale e turistico il nostro territorio, e che invece andrebbe a finanziare un mercatino che non ha nulla di promozionale, ma è anzi un detrattore ambientale», ha denunciato il consigliere comunale Marcello Antonelli.

«Noi siamo poi contrari come vedo i cittadini pescaresi all'utilizzo di risorse pubbliche per finanziare una struttura utilizzata a persone che non pagano le tasse mentre i nostri ambulanti, quelli italiani, nel momento in cui non pagano tre rate della Cosap vengono di fatto espulsi dai mercati rionali. È il solito atteggiamento dei due pesi e due misure con un razzismo alla rovescia nei confronti degli italiani che subiscono penalizzazioni per il solo fatto di essere italiani e tutto questo per noi è inaccettabile per cui ci batteremo - ha concluso Antonelli - in tutte le sedi istituzionali e fuori per impedire che questo orrore politico-amministrativo venga messo in fase attuativa».

L'altro consigliere comunale Vincenzo D'Incecco ha poi aggiunto che «in un momento di crisi come questo anche per il commercio cittadino, immaginare di investire 50mila euro anziché per attività turistiche, per un mercatino da aprire in un'area che noi fra l'altro riteniamo non idonea è una cosa che ci vede fermamente contrari. Una scelta scandalosa visto che secondo noi l'Amministrazione dovrebbe proseguire nell'opera di rende questi lavoratori simili a tutti gli altri che operano a Pescara, e per questo riteniamo che l'unica soluzione sia farli lavorare nei mercati rionali cittadini. Tutte le altre scelte non risolverebbero il problema».

Forza Italia ha apprezzato la scelta dell'Amministrazione con lo sgombero, ma secondo il partito di centrodestra risolvere il problema con una soluzione peggiore «non lo permetteremo».

Dubbi li esprime anche l’esponente di Forza Nuova, Marco Forconi, soprattutto sulla situazione del terzo tunnel dove dovrebbe essere allocato il nuovo mercatino. Il tunnel tanto discusso, infatti, non è un parcheggio e nemmeno una sorta di locale, ma un vero a proprio sottovia, così come descritto in verbali di consegna datati 1998 e mai finalizzati.
Fra l'altro dal 1993 al 2008 quel sottovia è stato murato sul lato mare per farne un parcheggio custodito e gestito dall'ex cooperativa Mazzini.

«Se quel sottovia non è né di Rfi e nemmeno del Comune, ma del demanio», insiste Forconi, «quali sono quelle deroghe che consentono la creazione di un mercato in pianta stabile in maniera dissimile rispetto a quelli preesistenti rionali? Non solo quel sottovia non può ospitare un agglomerato commerciale, per assenza di requisiti e per mancata variazione al Prg, ma si profilerebbe anche un macroscopico danno erariale per la città, che si è vista privata di un'arteria importante per il traffico urbano, per decenni».