FILONI SFILACCIATI

Rifiutopoli - Re Mida, prosciolto dal gup il deputato Paolo Tancredi

All’epoca senatore Pdl accusato di corruzione

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Paolo Tancredi

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TERAMO. Dopo sette anni e due stralci relativi alla competenza territoriale, che hanno portato gli atti prima a Teramo e successivamente a Roma, il gup del tribunale di Roma, Fabio Mostarda, ha prosciolto il deputato di Ncd ed allora senatore del Pdl, Paolo Tancredi, dall'accusa di corruzione in merito alla cosiddetta "Rifiutopoli abruzzese".

Al termine dell'udienza preliminare il gup ha infatti disposto per il politico teramano il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto.

Un proscioglimento accolto con estrema soddisfazione dalla difesa del parlamentare teramano, rappresentato dall'avvocato Renato Borzone, che nel ricordare come siano stati necessari sette anni per arrivare alla fine della vicenda giudiziaria e nell'esprimere «apprezzamento per l'esito del processo e per la serenità con cui è stato celebrato», in una nota ha sottolineato l'impossibilità di esimersi dal «denunciare all'opinione pubblica quanto aveva segnalato già fin dal primo istante dell'inchiesta: la responsabilità del Tancredi era palesemente insussistente, frutto di un acrobatico teorema accusatorio che ha fatto la fine che meritava addirittura in sede di udienza preliminare».

Tancredi era finito sotto accusa per un presunto versamento di 20mila euro versati da Rodolfo Di Zio al Pdl su un conto romano del partito.

Somma che per l'accusa sarebbe stata la prova della presunta corruzione, con il finanziamento ritenuto una contropartita dell'impegno del politico teramano a sbloccare la questione del termovalorizzatore.

La vicenda era uno stralcio dell'inchiesta aperta nel 2010 dalla Procura di Pescara sulla cosiddetta Rifiutopoli con Tancredi che secondo l'accusa, su sollecitazione dell'allora assessore regionale Lanfranco Venturoni, si sarebbe fatto garante per la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel teramano e per la modifica della legge regionale che prevedeva una percentuale di raccolta differenziata che all'epoca non avrebbe consentito la costruzione dell'impianto.

Il tutto in cambio di un finanziamento di 20mila euro da parte di Di Zio a favore del Pdl.

Per via della competenza territoriale lo stralcio teramano è terminato con una serie di condanne mentre quello di Pescara con assoluzioni per tutti.