POLITICA E LIQUAMI

Inquinamento mare, niente bandiera blu: il candidato Luciani si scaglia contro l’Aca

Liquami in campagna elettorale alla ricerca delle responsabilità

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Inquinamento mare, niente bandiera blu: il candidato Luciani si scaglia contro l’Aca

Antonio Luciani

FRANCAVILLA AL MARE. Una cosa è chiara anche ai più disattenti: i nodi sono venuti al pettine ed altri ne arriveranno. Sulla vicenda dell’inquinamento del mare, dopo anni di inerzia e tira a campare, non si può più fare finta di nulla e così oggi si pagano le conseguenze amare con gli  interessi.

A Francavilla, come in altre località dell’Abruzzo, niente bandiera blu, il vessillo così ambito viene concesso alle località il cui mare, servizi e attrezzature per l’accoglienza dei turisti dovrebbero spiccare. In Abruzzo si spicca sempre meno e  negli anni scorsi si era già avuta un’avvisaglia tanto che per evitare l’eccessivo smacco si era riusciti a concedere la bandiera blu a singoli brevi tratti di costa (a Francavilla per esempio la zona dell’Asterope). Quando la situazione diventa davvero difficile nemmeno questi escamotage servono e, allora, via il vessillo.

Il candidato sindaco Antonio Luciani -che con il Pd ha avuto un feeling a corrente alternata- dà tutta la colpa, ma proprio tutta, all’Aca, da sempre governata dal Pd –partito dell’acqua. Conoscendo la storia dell'Aca è plausibile che abbia responsabilità.

Ma infuria la campagna elettorale e dunque si fa presto a raccontare favole o a fare ammuina

Così Luciani minaccia azioni legali risarcitorie per i danni causati dall’Aca alla bella Francavilla.

Eppure di azioni risarcitorie dei Comuni e dei sindaci non si è mai lontanamente parlato nemmeno quando le carte parlavano di corruzione e di bilanci truccati, figurarsi ora imbarcarsi in una lite apparentemente cattiva che potrebbe ritorcersi anche contro lo stesso avvocato-sindaco Luciani…

E l’Aca dal canto suo -che come si muove rischia- ribadisce il concetto: «perché arrischiarsi in una vicenda giudiziaria complicata quando la bandiera blu viene concessa per una serie di parametri che riguardano servizi ma anche raccolta differenziata ed altro»? Come dire “a Lucià e fatti un po’ un esame di coscienza”…

Ma specie in campagna elettorale non si trovano le aule dove si tengono gli esami di coscienza e così l’attuale sindaco di Francavilla risponde a muso duro sciorinando percentuali da capogiro per la raccolta differenziata «che sfiora il 70 per cento: record mai prima raggiunto in città. Presenze turistiche che dal 2011, per tutti i tre mesi estivi, hanno fatto registrare numeri mai visti prima. Spiagge attrezzate, con aree dedicate anche per gli animali d’affezione. Senza dimenticare che, grazie all’impegno portato avanti dall’Amministrazione Comunale in virtù dell’operazione ‘mare limpido’, i dati relativi alla qualità delle acque, quest’anno, sono eccellenti come mai in passato».

«Abbiamo sempre agito tempestivamente a difesa della salute dei nostri cittadini e dei turisti attraverso l’emissione di apposite ordinanze», ricorda Luciani spostando l’attenzione al momento del “fatto avvenuto” cioè dello sversamento in mare di liquami, della condotta rotta e via discorrendo. Ma qui forse si dovrebbe parlare del prima, cioè della attenzione riposta negli anni a curare le bellezze della costa…

Non dimentichiamoci dell’inquinatissimo Alento che pure non è una novità ma sempre trascurato…

D'altro canto l’opposizione ha gioco facile e così anche gli altri candidati cercano di sfruttare la difficile posizione del sindaco uscente addossandogli comunque «responsabilità».

Come fa il candidato sindaco del centrodestra, Alessandro Mantini, che si riferisce anche al non aver approvato il Bilancio dell’Aca  e di conseguenza gli interventi previsti come la costruzione di un nuovo depuratore.

Già un depuratore a Francavilla: ma da quanti decenni se ne sente la mancanza?

 «A questo punto, così come Luciani sta valutando la possibilità di intraprendere un’azione risarcitoria nei confronti dell’Aca, anch’io potrei pensare di chiedere a lui un risarcimento. Voglio ricordare inoltre – aggiunge Mantini – che solo un anno fa, per la precisione nell’agosto 2015, lo stesso primo cittadino di Francavilla al Mare annunciava esposti contro i vertici dell’Aca e contestuale richiesta di risarcimento dei danni, dopo aver ricevuto dall’Arta le analisi che confermavano la non balneabilità nel tratto di mare al confine con Pescara».

Insomma la situazione è sempre più pesante per l’ambiente, le attività turistiche e l’economia ma ad essere ormai non più sostenibile è una classe politica sempre incapace di fare autocritica ed assumersi le proprie responsabilità e fare in modo che emergano anche quelle di altri.

L’Aca è lì da oltre un decennio alimentata dai soldi dei cittadini e governata dai sindaci: fino a quando è andata bene, tutti contenti...