ELEZIONI

Comunali Sulmona, giallo su biglietti intimidatori e gatto morto

La candidata Claudia Pietrosanti si è ritirata «per motivi personali»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

564

 Comunali Sulmona, giallo su biglietti intimidatori e gatto morto

 

SULMONA. A Sulmona si registra già la prima rinuncia di un candidato consigliere alla competizione elettorale: si tratta di Claudia Pietrosanti, presente nella lista 'Bruno Di Masci Sindaco', che ha giustificato il suo ritiro «per motivi strettamente personali».

   Tuttavia sembrerebbe che dietro la rinuncia vi siano dei motivi più gravi. Secondo gli esponenti della coalizione di otto liste che appoggiano Di Masci sindaco, la giovane avrebbe ricevuto delle intimidazioni su un biglietto lasciato sul parabrezza della sua automobile perché rinunciasse a candidarsi.

   Tanto che i responsabili della lista interessata sarebbero orientati a presentare un esposto alla procura del tribunale di Sulmona per far chiarezza su una vicenda che presenta molti lati

oscuri.

«Apprendiamo che potrebbero essere state rivolte minacce e intimidazioni ai danni di alcuni candidati consiglieri nelle liste a sostegno del candidato sindaco Bruno Di Masci. Se i fatti venissero confermati risulterebbe un atto deprecabile e di una gravità inaudita», ha detto la candidata sindaco Annamaria Casini di concerto con l'intera coalizione '"Noi per

Sulmona". «L'augurio - aggiunge la candidata Casini - è che tutto possa essere chiarito nel più breve tempo possibile e che la verità possa venire a galla in modo da proseguire la campagna elettorale in un clima sereno e caratterizzato da contenuti e programmi per il bene della città».

Ma voci che corrono veloci tra i candidati raccontano anche di un altro episodio, forse ancora più inquietante. Un altro giovane candidato avrebbe ritrovato il suo gatto morto, probabilmente impiccato, con un altro biglietto intimidatorio che esplicitamente intimava di non presentarsi alle elezioni. Su quest’ultimo episodio però si attendono conferme definitive anche per delineare con precisione l’episodio che sarebbe gravissimo e getterebbe una luce cupa sulla tornata elettorale.

E’ chiaro che gli interessi in città sono molti e in questo momento sono in gioco gli equilibri economici e politici del comune ma atti del genere raccontano di un ambiente che forse è stato contaminato da “forze esterne” che travalicano la politica e sfociano nel diritto penale.

L’intervento della magistratura è auspicabile ma di più possono fare tutti i cittadini ed i candidati stessi affinchè isolino ed emarginino eventuali “teste calde” .  

 

   Intanto oggi è attesa la pronuncia della commissione elettorale che dovrà decidere se il Movimento 5 Stelle parteciperà o sarà escluso dalle prossime amministrative.

Il gruppo infatti, ha avuto 48 ore di tempo per presentare l'autorizzazione della sede centrale dei pentastellati, all'utilizzo del simbolo ufficiale del Movimento di Grillo.

Subito dopo mezzogiorno si procederà, all'estrazione della posizione dei candidati sindaci e delle liste sulla scheda elettorale.

 


FUORI IL M5S

Alla fine saranno sei, e non sette, i candidati sindaci alle elezioni amministrative di

Sulmona. Il Movimento 5 Stelle non è riuscito infatti a produrre la documentazione necessaria per l'utilizzo del simbolo entro le 48 ore che la commissione elettorale circondariale gli aveva assegnato sabato scorso, al momento del deposito delle liste.  

Alla documentazione mancava l'autorizzazione della sede centrale che non è arrivata. 

   «Sappiamo per certo che siamo stati certificati - afferma il portavoce del M5S di Sulmona, Alessandro Tucci - sono stati controllati tutti i certificati e i carichi pendenti di ogni candidato consigliere e del candidato sindaco e non sono stati trovati problemi di nessun genere. E' mancato solo il tempo tecnico per il passaggio notarile visto il grande numero di richieste che era arrivato alla sede centrale da ogni parte d'Italia».

 Dopo l'esclusione del M5S dopo le 12 si è proceduto all'estrazione della posizione sulla scheda elettorale dei sei candidati sindaci e delle 18 liste in appoggio.

 

ANCORA VELENI E MINACCE TELEFONICHE

 

Intanto i capilista del raggruppamento civico "La citta' che vogliamo", Fabio Ranalli,

Luciano Marinucci, Giovanni Salutari, Guerino Mangiarelli, Enea Di Ianni, Brahim Soshi, Donato Di Cesare ed Eligio Bevilacqua, esprimono piena solidarieta' alla candidata Claudia Pietrosanti, fatta oggetto di minaccia a causa della sua presenza nelle liste di questo raggruppamento, a sostegno del candidato sindaco di Sulmona Bruno Di Masci. Stessa solidarieta' esprimono ad un'altra candidata che nelle ultime ore e' stata raggiunta da minacce telefoniche.

Ogni episodio intanto e' stato gia' segnalato alle competenti autorita'.

I capilista si dicono «sdegnati da questi gesti ignobili, con cui si tenta di inquinare il clima della campagna elettorale appena iniziata, mai avvenuti nella nostra citta', sodalizio di nobile storia che a buon diritto vanta onori e serieta' inseriti in una solida tradizione democratica e civile mai messa in

discussione. Da questo momento in poi - proseuono i capilista -  i rappresentanti delle otto liste, interpretando anche i sentimenti del candidato sindaco, auspicano un sincero sforzo corale di tutti i protagonisti di queste elezioni per maturare un dialogo franco, leale e costruttivo tra tutti i candidati in campo e vivere una campagna elettorale serena e seria, alla ricerca delle soluzioni migliori per il bene comune».

 

Invece per il candidato sindaco di Forza Italia, Elisabetta Bianchi, «se fosse confermato che la candidatura di un aspirante consigliere comunale, nella compagine del candidato sindaco Bruno Di Masci, sia stata ritirata per un atto intimidatorio sarebbe solo il frutto di un albero avvelenato che affonda le radici nell'ibridismo dei raggruppamenti caratterizzati dalla mancanza di ideali comuni e di proposta politica. Ma i cittadini, in questo momento cruciale, chiedono interventi concreti e la soluzione dei problemi».