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Cda Sasi, rinnovo del cda alla vigilia delle amministrative

Olivieri e Laudazi chiedono di rimandare

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Cda Sasi, rinnovo del cda alla vigilia delle amministrative

VASTO. L'assemblea dei sindaci della Sasi (societa' abruzzese per il servizio idrico integrato, ndr), si appresta a rinnovare il CdA dello stesso organo nella giornata di oggi.

Per quanto riguarda il capitolo conti, il bilancio dovrebbe chiudersi quest’anno in pareggio, dopo che il consuntivo 2014 segnava un utile di appena 11.363.000 euro già al netto delle imposte, pari a ben 4.403.000 euro.

Ma come detto la questione più ‘calda’ resta l’elezione del nuovo Cda che fa certamente discutere. Fino ad oggi il Cda è formato da Domenico Scutti (eletto nel 2010 e riconfermato nel 2013) e dai consiglieri Enzo Menna e Vincenzo Marcello, dirigenti rispettivamente dei Comuni di Atessa e Vasto. L’elezione aveva fatto discutere: il Cda non era stato riconosciuto dai sindaci di centrodestra fino alla nomina di Menna nel 2014.

Ora un’altra polemica e dietro l’angolo.

«A prescindere dalla qualita' della soluzione che si intenderebbe perseguire, appare stranamente singolare che la elezione venga proposta nelle immediate adiacenze della imminente consultazione elettorale e amministrativa del prossimo 5 giugno» contestano il consigliere regionale Mario Olivieri e il candidato sindaco di Vasto Edmondo Laudazi, de "Il Nuovo Faro".

E' noto, infatti, che saranno rinnovati i consigli comunali delle citta' teatine piu' importanti i cui soci, da soli, costituiscono la maggioranza dell'assemblea societaria.

«A meno che questa operazione non sia effettivamente finalizzata al solo riequilibrio delle questioni di potere interne al Partito Democratico della provincia di Chieti - osservano Oliveri e Laudazi - si spera che il buon senso prevalga e che l'adempimento venga differito dal termine delle operazioni elettorali che, sicuramente, e' destinato a modificare gli equilibri politico-amministrativi della provincia».

Infine, Olivieri e Laudazi raccomandano la massima cautela invitando al rinvio della inopportuna decisione.

Basterà questa presa di posizione per fermare il rinnovo?