GUERRA DELLA MONNEZZA

Il Comune di Montesilvano citato per danni dalla Tradeco

Inizia una nuova guerra della monnezza: in ballo oltre 4mln di euro

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MONTESILVANO. «Abbiamo ricevuto un atto di citazione in giudizio da parte della Tradeco depositato presso la sezione Imprese del Tribunale civile de L’Aquila».

A parlare è l’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Montesilvano, Paolo Cilli che annuncia la notifica al Comune della citazione da parte della ditta di Altamura che si occupa della gestione dei rifiuti in città. Lo scorso 25 febbraio, il  dirigente del settore Patrimonio, Attività tecnologiche e Protezione civile del Comune di Montesilvano ha firmato una determina con la quale ha disposto la risoluzione del contratto con la ditta pugliese. Alla base della decisione una lunga serie di inadempienze contestate, nel corso del 2015, che hanno portato lo scorso 28 dicembre il Comune ad avviare il procedimento di risoluzione. Il contratto con la Tradeco venne stipulato il 15 novembre 2013 e il servizio prese il via a febbraio 2014.

«Dopo un anno di continui inadempimenti e conseguenti sanzioni da parte dei nostri uffici tecnici -  spiega Cilli -  oggi la ditta invia al Comune un inconcepibile atto di citazione in giudizio, cercando di controbattere alle nostre deduzioni. Ovviamente non solo ci opporremo all’atto di citazione, certi che le scelte messe in atto dall’Amministrazione sono inoppugnabili e del tutto legittime, perché fondate su fatti oggettivi, sotto gli occhi di tutti e compiute nell’interesse del bene comune, ma valuteremo a nostra volta di richiedere i danni alla società».

Nel ricorso, la Tradeco richiede di accertare il corretto svolgimento del servizio, di proseguire la sua attività sino alla scadenza naturale del contratto e la restituzione delle sanzioni elevate. In via subordinata, la ditta chiede di condannare il Comune al pagamento della somma di 3.913.200 € circa, a titolo di risarcimento dei danni subiti.  

«Nell’ambito dell’opposizione all’azione giudiziaria della Tradeco, la nostra Amministrazione -  aggiunge l’assessore – ha già dato mandato agli uffici tecnici e legali di quantificare i danni subiti, anche di immagine, conseguenti alla cattiva gestione del servizio e a tutti gli inadempimenti contrattuali, circostanza che la ditta continua ad aggravare ulteriormente nel tentativo di difendere il suo operato a scoppio ritardato».

Le sanzioni elevate nel 2015 ammontano a 90.000 euro.

Di queste 5 sanzioni per complessivi 40.000 euro sono riferite all'incompleta effettuazione della campagna di informazione e comunicazione, prevista nel contratto. Le prime sanzioni, per un totale di 19.000 euro, risalgono al 12 febbraio 2015 e riguardano, invece, il ritardo nel collocamento sul territorio di cestoni multiscomparto e quelli nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti della ditta. Il 18 febbraio è stata elevata una sanzione di 10.000 euro per i ritardi nella fornitura delle utenze commerciali dei materiali per la raccolta porta a porta. All'8 settembre ne risale una di 5.000 euro per aver eseguito il servizio raccolta in maniera ridotta, mentre al 30 settembre se ne riferisce un’altra da 10.000 euro per il mancato adempimento di un'ordinanza sindacale relativa alla rimozione dei rifiuti nella zona retrostante l'area cimiteriale e in quella del Comando del Corpo Forestale dello Stato.

«La Tradeco – spiega Cilli – dimentica di aver lasciato la percentuale della raccolta differenziata ad un inadeguato 23% ben lontano dal 65% previsto dalla legge, consegnando di fatto alla città la maglia nera d’Abruzzo.  Ricordiamo l’impegno della nostra Amministrazione persino in Prefettura e a tutela dei dipendenti dell’azienda di Altamura che in più occasioni hanno proclamato ed effettuato scioperi creando non pochi disagi.  Saremo noi -  conclude l’assessore -  a chiedere alla Tradeco i danni di immagine arrecati a causa dello svolgimento di un servizio non rispondente alle esigenze del territorio e dei cittadini».