IL GOVERNO

Il “papà” di Ombrina possibile Ministro al posto di Guidi

Chicco Testa detesta i No Triv abruzzesi e non ha mai nascosto la sua antipatia per i comitati locali

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Il “papà” di Ombrina  possibile Ministro al posto di Guidi

Chicco Testa

ROMA. Ormai la notizia sembra certa anche se spesso in casi simili la conferma ufficiosa finisce per evaporare e il nome viene ‘bruciato’.

Eppure sembra che il premier Matteo Renzi voglia sostituire la dimissionaria ministra Federica Guidi (Sviluppo Economico), dopo l’inchiesta "Tempa Rossa" che ha coinvolto il compagno, con Chicco Testa.

Testa, attualmente dirigente di Sorgenia, è stato segretario e poi presidente di Legambiente,  deputato del Pci e Pds per due legislature, presidente dell’Enel e di Assoelettrica. Nel 2011, quando l’Italia si apprestava a votare il referendum sul nucleare, lui è stato il volto del «Forum nucleare italiano», conducendo una campagna convintamente nuclearista. Una scelta che ha attirato su di lui molte critiche.

Ma soprattutto Testa è anche il patron del progetto petrolifero Ombrina  (è nel cda Medoil), e a novembre del 2014 partecipò alla cena di finanziamento del Pd con il premier Matteo Renzi, una cena in cui l’ex sindaco di Firenze radunò il gotha della politica e dell’imprenditoria italiana (c’era anche la famiglia Di Zio).

«Sarei andato a quella cena anche se mi occupassi di cipolle. Il petrolio non c’entra niente», disse poi con un tweet a PrimaDaNoi.it che aveva scritto della sua partecipazione.

E sempre lui nei mesi contraddistinti della mobilitazione abruzzese contro il progetto della Medoil aveva contestato pubblicamente i comitati locali anti trivelle.

Non sono mancati scontri a distanza (sempre via social network) anche con Maria Rita D’Orsogna, il motore del no al progetto perolifero, che si era domandata perchè quando La7 invitavano Testa a parlare di petrolio non specificasse che lui era comunque nel cda di Medoil (Ombrina).

«Perché non dire che lei sa di petroli quanto io di astrologia. Pare a quanto dicono i suoi studenti», replicò lui.
Qualche giorno prima proprio Testa aveva scritto un lungo post sul blog ‘Contro l’Italia del No’ criticando la D’Orsogna, descritta come l’«Erin Brokovich d’Abruzzo» o «il riferimento scientifico del popolo No Triv D’Abruzzo», «l’autodidatta che non vorreste come insegnante», una «guru che non solo ispira la lotta degli abruzzesi ma catalizza addirittura la considerazione degli amministratori pubblici locali». E poi ancora come colei che «sceglie di intervenire soltanto in contesti favorevole, senza contradditorio, con pubblico assenziente», «una Giovanna d’Arco in lotta contro la perfida Albione pronta a sganciare una ‘bomba ecologica’».

Ma di ‘nemici’ in Abruzzo il possibile futuro dello sviluppo economico ne ha anche altri. Come Rifondazione Comunista che lo riconosce come l’ispiratore e sostenitore della proposta di modifica del titolo V della Costituzione in materia di energia.

Testa aveva già altre volte caldeggiato Ombrina in occasione degli incontri di Letta e poi Renzi con Cameron, ricordano da Rc. «Probabilmente è uno dei protagonisti di quel “costante dialogo col governo italiano” per sbloccare Ombrina “al di fuori dei tribunali” di cui parla il report della Medoil che abbiamo tradotto e divulgato nelle scorse settimane».

Adesso potrebbe essere lui il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. La sua posizione in merito al petrolio è chiara e in mano a questo punto ha anche il risultato del referendum fallito.

Adesso toccherà proprio a lui?

 

«LOBBY AL POTERE»

«Chicco Testa ministro dello Sviluppo Economico? Ottimo, così non serviranno inchieste delle Procure per disvelare agli italiani il profilo dei ministri e cosa pensano. Crediamo sia un bene che un Governo possa esprimere in maniera cristallina le sue posizioni e Chicco Testa è fieramente e pubblicamente rappresentante della lobby delle energie fossili nonché del nucleare. Per questo sarebbe la persona giusta al posto giusto viste le idee di Renzi in materia di energia».

Lo dichiara Alessandro Lanci per il coordinamento No Ombrina a proposito delle voci sulla possibile nomina di Testa ministro dell'economia al posto della Guidi.

     «Il premier, che non ha detto una parola sul disastro petrolifero di Genova, si conferma uno dei capi di Stato più vecchi del mondo a danno di tutti i giovani che vorrebbero un futuro più vivibile e giusto - spiega Lanci - Purtroppo è anche il frutto di un'azione referendaria voluta dalle regioni per interloquire con il governo e poi sfuggita di mano con il risultato che abbiamo visto. Un errore visti i retroscena, non c'era niente da discutere con Renzi. Preferiamo quindi avere un ministro petroliere da battere sulle idee che un ologramma politically correct».