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Pianella, i conti non tornano? Scontro Di Tonto- Marinelli

«Dal 2013 ad oggi risanati 30 anni di sperperi»

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Comune di Pianella

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PIANELLA. «Il risanamento promesso non c’è stato. I Pianellesi sono stati indebitati fino al 2043».

«Non è vero, ma di cosa sta parlando?»

E’ acceso il botta e risposta tra il consigliere di minoranza Massimo Di Tonto e il sindaco Sandro Marinelli. Il primo accusa la giunta in carica di una gestione «poco oculata dei conti pubblici».

«L’ Amministrazione Comunale, che a parole voleva fare del risanamento la sua Stella Polare, a tre anni dall’insediamento, ha dimostrato di aver effettuato scelte ammnistrative che in concreto hanno peggiorato la situazione finanziaria dell’ente», attacca Di Tonto.

Il consigliere cita la delibera numero 7 del 2016 con la quale è stata aumentata l’anticipazione di cassa fino ai 5/12 di una parte di bilancio (pari alla somma di 2.418.766). «Tutto ciò», continua l’esponente della minoranza, « per pagare le spese correnti come lo stipendio dei dipendenti. Come potrà il Comune di Pianella alla fine del 2016 restituire alla Banca – Tesoreria Comunale tutto questo capitale oltre agli interessi? Si deve considerare che già negli anni 2013 e 2014 non è stato in grado di restituire alla fine dell’esercizio la minor somma anticipata dei 3/12 di una parte di bilancio. Quindi il Comune di Pianella, a causa del ricorso costante all’anticipazione di cassa e alla mancata restituzione degli acconti alla fine degli esercizi finanziari, non risponde più da tempo alla previsione dell’art. 119 Costituzione e alla Legge 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali)».

Ma secondo il sindaco il consigliere Di Tonto «dovrebbe ricordare che quando ci siamo insediati nel maggio del 2013 abbiamo trovato ad attenderci l’ufficiale giudiziario che aveva pignorato tutti i conti correnti e se oggi Pianella è definitivamente al riparo dal quotidiano ricevimento di decreti ingiuntivi e atti di pignoramento, lo deve solo ed esclusivamente alla capacità ed alla determinazione di questa amministrazione che ha affrontato e risolto quella che sembrava una drammatica situazione di inevitabile dissesto».

«Non si comprende-dunque- continua il primo cittadino, quale sia la critica di Di Tonto, visto che, nemmeno un centesimo delle somme che stiamo faticosamente ripianando con il mutuo, senza aumentare né tributi né tariffe, è stato speso da questa amministrazione, ma dalla dissennata politica dei suoi colleghi di minoranza e se oggi, a meno di tre anni dall’insediamento, la massima criticità che il consigliere di minoranza riesce a vedere risiede nel ricorso all’anticipazione di tesoreria per la gestione corrente, vuol dire che abbiamo fatto davvero in poco tempo una specie di miracolo».

«Peraltro – conclude il sindaco – se Di Tonto avesse chiesto chiarimenti, avrebbe potuto comprendere che il problema del ricorso all’anticipazione deriva dal blocco delle attività di riscossione coattiva generato dalla mancata riforma del sistema da parte dei governi che si sono succediti dal 2011 ad oggi e che, su un bilancio come il nostro, nel quale le poste dei residui attivi del passato giocano un ruolo preponderante, il mancato afflusso di cassa costringe al ricorso permanente all’anticipazione. Il consigliere di minoranza dovrebbe in realtà correttamente dare atto a questa amministrazione di aver ridotto i tempi di pagamento da oltre 400 giorni a meno di 60 evitando quella gravissimi abitudine di scaricare sui fornitori e sulle imprese terze le inefficienze della politica, ma questo presuppone una visione d’insieme della complessa e per certi versi schizofrenica evoluzione delle norme finanziarie applicate agli enti locali, che evidentemente il consigliere di minoranza non riesce ancora ad acquisire».