SANITA'

Atessa, il sindaco protesta: «il nostro ospedale non sarà più un ospedale»

Contestazioni per il piano di riordino della rete ospedaliera

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OSPEDALE DI ATESSA

 

 

ATESSA. Un incontro richiesto da tempo senza successo. Notizie di ridimensionamento dell’ospedale locale che mettono in allarme almeno 29 sindaci dei territori circostanti. La certezza che il nosocomio sarà destinato a cambiare profondamente.

 

Protesta il primo cittadino di Atessa, Nicola Cicchitti, per lo scarso senso istituzionale che presidente e assessore regionale avrebbero nei confronti del Comune. Il problema è sempre lo stesso da anni. Il riordino della rete ospedaliera che coinvolge direttamente il San Camillo.

«Il Presidente D’Alfonso pur avendo ricevuto una richiesta per un incontro dal Consiglio comunale e dallo stesso Comitato Spontaneo, ormai da 50 giorni», contesta Cicchitti, «non si degna di una risposta, come ormai da 12 gg non si degna di fissare un incontro richiesto da 29 Sindaci del Territorio per un serio e concreto confronto sulla sanità del territorio delle aree interne».

 

La realtà comunicata a mezzo manifesto del Pd locale è che l’ospedale San Camillo sarà trasformato in ospedale di comunità, «ovvero un cronicario dove l’attività medica non sarà neanche ospedaliera e dove verrà meno il pronto soccorso. Quindi il San Camillo non sarà più un Ospedale», dice il sindaco.

«Per  vincere  la battaglia per il San Camillo  ci  voleva  unità, che  è venuta meno  per il comportamento strumentale dello stesso comitato che ha manifestato coinvolgimenti di parte essendo composto da figure con trascorsi politici e/o  militanza attuale in  partiti e movimenti nonostante la disponibilità e la collaborazione dimostrata dall’Amministrazione Comunale», spiega il sindaco, «a dimostrazione di quanto  sopra si  noti la  vistosa assenza del Comitato alla manifestazione tenutasi a Lanciano domenica 10 aprile contro il possibile insediamento di un inceneritore in Val di Sangro a cavallo del territorio di Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro che avrà senz’ altro ricadute di carattere sanitario».