TURISTI E LA POLITICA

Tassa di soggiorno Pescara: consiglieri nottambuli impantanati sugli emendamenti

Scontro aperto, saltati gli accordi, si va avanti ad oltranza. Tutto rimandato a lunedì

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Tassa di soggiorno Pescara: consiglieri nottambuli impantanati sugli emendamenti

 

  
 
PESCARA. La seduta di giovedì è terminata alle 3 di venerdì. Quella di venerdì è terminata alle 23.57. Da gironi ormai i consiglieri sono impantanati sulla tassa di soggiorno l’imposta che ha provocato una spaccatura insanabili tra le varie forze politiche in consiglio e tra le associazioni di categoria. L’idea è quella di far pagare i turisti che vorranno venire al mare a Pescara o che si recheranno in visita durante il resto dell’anno.

Non esattamente un incentivo per il turismo che pare non goda di ottima salute tra crisi economica infinita e gli amori finiti tra Ryanair e Alitalia.

Un accordo che pure sembrava potesse esserci tra maggioranza Pd e opposizioni è saltato e le centinaia di emendamenti ostruzionistici stanno rallentando e impedendo l’approvazione della delibera. La cosa ha fatto andare su tutte le furie il sindaco e la giunta.   
 

Gli scontri sono all’ordine del giorno: le opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, che si sono viste respingere le rispettive proposte dalla maggioranza di centrosinistra, hanno scelto la via dell'ostruzionismo presentando 710 emendamenti.
Venerdì alle 2, alcuni esponenti della maggioranza hanno presentato una serie di emendamenti che hanno fatto decadere un buon numero degli emendamenti presentati dalle opposizioni, provocando la dura reazione degli avversari: tra i più adirati Marcello  Antonelli e Vincenzo D'Incecco, capogruppo e consigliere comunale di Forza Italia, che si sono rivolti con toni e termini al di sopra delle righe al presidente del Consiglio comunale Antonio Blasioli e agli esponenti del centrosinistra, accusandoli di essere «anti-democratici», «arroganti» e di aver messo in campo «una vergognosa tagliola».
Ne è nata una bagarre che ha coinvolto tutti i presenti e che è terminata quando erano quasi le 3 del mattino, con la sospensione della seduta del Consiglio, che è stata aggiornata a venerdì sera alle 19.30 per poi terminare alle 23.57 e rimandare tutto a lunedì alle 15.

Al centro degli scontri, oltre i lmerito della questione, anche la conduzione del presidente del consiglio Blasioli «impegnato nel difficile compito», come ha detto ironicamente Erika Alessandrini (M5s) «di uomo di maggioranza e di presidente super partes impegnato a decidere  e a dirimere le controversie tra maggioranza e opposizioni». Sono state anche annunciate conferenze stampa per spiegare e contestare la presunta parzialità di Blasioli.  
 
 

 
«La tagliola messa in campo dal centrosinistra rappresenta uno scandalo, ci recheremo dal prefetto e valuteremo se presentare un esposto in Procura», ha detto  Vincenzo D'Incecco, consigliere di Forza Italia, «è stato creato un precedente gravissimo che rischia di incidere seriamente sull'emendabilità delle delibere future. Abbiamo assistito ad un taglio indiscriminato, privo di qualsiasi logica letterale e regolamentare, degli emendamenti presentati dall'opposizione. La maggioranza di centrosinistra ha presentato 7-8 emendamenti scritti ad hoc - aggiunge l'esponente di Forza Italia - che hanno interamente riformulato il testo della libera, che adesso è completamente diverso rispetto a quello portato inizialmente in aula».
Finora sono stati esaminati circa 100 emendamenti su 710.

«Ma il rischio - avverte D'Incecco - è che questa tagliola generi un effetto a cascata, riducendo drasticamente il numero complessivo degli emendamenti presentati". Secondo il consigliere di opposizione, "si tratta del punto più basso mai toccato al Comune di Pescara, con la maggioranza che ha risposto alle nostre critiche attraverso un provvedimento palesemente anti-democratico, che mai altri autorevoli presidenti del Consiglio comunale, come ad esempio Sospiri e Melilla, si sono sognati di adottare».

 

«Lo scopo è destinare all'attrattività e ai servizi turistici della città gli introiti di un istituto praticatissimo in Italia e fuori», ha spiegato il sindaco Alessandrini, «nonostante frequenti tali stanze dal 2008 non mi sono mai trovato di fronte ad un ostruzionismo così sterile. Nel tentativo di arrivare ad un accordo con chi se ne fa portatore, ogni giorno ci siamo sentiti dire cose diverse dall'opposizione, che al posto di presentare una proposta possibile, gioca alla paralisi con emendamenti al testo che riguardano virgole, aggettivi, avverbi e non la sostanza della delibera. Tutto questo ha un costo, non solo economico, ma in termini di tempi che invece vanno recuperati perché Pescara si prenda il posto che merita nel panorama turistico nazionale. Questa è la finalità, ci sembra seria».

 

«Io vorrei chiarire che la tassa di soggiorno non è un capriccio di qualcuno, o, peggio, un puntiglio – sottolinea l’assessore Giacomo Cuzzi - ma è la volontà politica di investire sul turismo, anche in momento di ristrettezze economiche. Per arrivare alla definizione della delibera abbiamo fatto un percorso di condivisione piena anche piuttosto inedito per l’Amministrazione con le associazioni di categoria. Siamo partiti l'anno scorso con studi che ci hanno portato all’intesa che il contributo rilanci l'attività turistica della città sulle linee del piano marketing strategico che abbiamo presentato anche con un convegno, approvato in giunta e fatto fare direttamente agli operatori del settore, a costo zero per l’Ente, grazie al lavoro della DMC Terre del Piacere. Linee che rendono Pescara unica fra le città che hanno istituito il tributo, proprio perché lo accompagniamo con il Piano Marketing come prevede il Decreto Legislativo 14 marzo».

 

Secondo Cuzzi «tutti i 711 emendamenti corrispondono più alla paura di far fare qualcosa di buono a questa Amministrazione, che un atteggiamento a tutela dei pescaresi perché non ci sono proposte e idee, ma punteggiatura, sintassi e grammatica. Questo comportamento è inaccettabile».

 

«Non ci crea problemi ragionare su come migliorare il testo – conclude il capogruppo Marco Presutti - il problema è l'atteggiamento: presentare gli emendamenti per ottenere che la delibera passi deviando però le risorse altrove da dove dovrebbero andare, in modo da fare vedere che si è restituito qualcosa alla città non ha senso. Siamo dispostissimi a ragionare sul testo, ma non sulla grammatica come sta accadendo».