IL TAPPO E LA TOPPA

Emergenza balneazione, «aprire la diga foranea»

Sospiri attacca Alessandrini: «in 2 anni non ci è riuscito»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

863

diga foranea

diga foranea

PESCARA. Se il mare e il fiume continuano a essere inquinati la colpa è della diga foranea che non è stata aperta perché non è stato approvato il nuovo Piano Regolatore portuale, e su questo l’unico colpevole è il sindaco Marco Alessandrini.

Ne è convinto il capogruppo di Forza Italia in Regione, Lorenzo Sospiri, che dopo 22 mesi di amministrazione di centrosinistra aspettava che qualcosa si muovesse.

In realtà ad oggi, dopo proclami e annunci, con annessa una gara d’appalto oggi bloccata, non si è riusciti ad aprire la diga perché incompatibile con il Piano regolatore portuale ancora vigente e perché il nuovo Piano portuale è bloccato al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.

«Alessandrini continua a mandare i documenti sbagliati o incompleti», attacca Sospiri che chiede al sindaco di non addebitare le colpe all’Aca.

Intanto il prossimo 24 aprile si aprirà la stagione balneare con una raffica di divieti di tuffi e bagni su tre quarti del litorale.

«Per un anno il sindaco Alessandrini è andato a braccetto con l’Aca, e oggi si accorge che il fiume è più inquinato all’uscita che all’ingresso di Pescara, dunque la colpa ora è dell’Aca che non ha agito sugli scarichi abusivi esistenti nel nostro territorio, gli stessi denunciati dal centro-destra e smentiti dal vicesindaco Del Vecchio. Ora basta», chiude Sospiri.

Protesta anche l’associazione Terra Nostra che contesta il fatto che non è venuta ancora fuori la questione dei risarcimenti danni, sia ambientale che di immagine per la città.

«Dal 6 aprile dello scorso anno, quando iniziarono le rotture con il crollo del muraglione dell'asse attrezzato, non ci risulta che l'amministrazione comunale abbia intentato azione risarcitoria», dice l’associazione. I«n oltre un anno abbiamo letto dichiarazioni dell'amministrazione che non hanno assolutamente preoccupato l'ACA dal punto di vista delle responsabilità pecuniarie. Soltanto ieri il sindaco ha messo l'ACA di fronte alla responsabilità della manutenzione ma di soldi da risarcire non se ne è parlato o, perlomeno, non è trapelato dalle notizie di stampa».

Piuttosto, il sindaco ha “minacciato” di rescindere il servizio acquedottistico dell'ACA per darlo in gestione ad una nuova società di cui se ne ipotizza la costituzione.

«Ci pare di ricordare», sottolinea l’associazione, «che questo sia un vecchio pallino del governatore D'Alfonso quando era sindaco di Pescara. All'ACA farebbe piacere una decisione del genere perchè si solleverebbe dalle proprio responsabilità “risarcitorie”».