SCANDALO SENZA CONSEGUENZE

Intercettazione Del Vecchio, «adesso la giunta si dimetta»

La richiesta di Forza Italia e dell’associazione ‘Pescara Mi Piace»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2931

Marco Alessandrini

Marco Alessandrini

PESCARA. «E’ un cerchio magico che ha gestito la vita, la salute, di migliaia di persone, donne, bambini, anziani, vittime inconsapevoli di un danno difficilmente quantificabile».

Così il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri definisce gli amministratori comunali del Partito Democratico che l’estate scorsa hanno malamente affrontato l’emergenza balneazione. E dopo la pubblicazione dell’intercettazione tra il vice sindaco Enzo Del Vecchio e del dirigente Tommaso Vespasiano Sospiri chiede che tutta la giunta se ne vada a casa. Una richiesta avanzata più volte anche nei mesi scorsi ma che non ha mai prodotto effetti. Il sindaco Alessandrini si presentò anche in Consiglio comunale (prima che uscisse la notizia che era indagato) sostenendo: «non c’è stata la benchè minima esposizione a pericoli ma solo strumentalizzazione politica».

Dunque oggi la minoranza torna all’attacco e le dimissioni vengono considerate «l’unica conclusione possibile di un’amministrazione inadeguata, incapace e che ha spudoratamente e consapevolmente mentito alla cittadinanza omettendo, in modo voluto, l’esistenza di un’emergenza inquinamento del mare di proporzioni drammatiche, senza precedenti a Pescara», insiste Sospiri.

Dall’ intercettazioni emerge che già dal 23 luglio, dunque addirittura 5 giorni prima della nuova rottura della condotta di via Raiale, Del Vecchio e il dirigente Vespasiano sapevano che migliaia di persone nuotavano ogni giorno in un mare di feci e liquami e lo hanno taciuto.

«Leggere le parole del vicesindaco Del Vecchio è scioccante», insiste Sospiri:«il vicesindaco, che è pure assessore alla Protezione civile, dunque responsabile anch’egli della salute dei cittadini, che concorda con il dirigente come ‘aggiustare’ le date sull’ordinanza fantasma, e poi il vicesindaco che ammette senza alcuna remora di ‘aver fatto fare il bagno con il mare così inquinato’, il dirigente che suggerisce al sindaco di bloccare la firma dell’ordinanza, e il vicesindaco Del Vecchio che si fa anche due risate al telefono sul fatto che con il miglioramento delle analisi si sarebbero dovuti togliere il divieto di balneazione e i cartelli, ma tanto loro quei cartelli e quel divieto non li hanno mai messi, quindi ‘figuriamoci’. Parole, telefonate, risate fatte sulla pelle dei cittadini che intanto nuotavano tra le feci e l’oxystrong, riportando problemi gastrointestinali e ustioni sulla pelle, parole e risate che riportano alla mente quelle della notte del terremoto a L’Aquila».

«Quelle intercettazioni», commentano invece Berardino Fiorilli e Armando Foschi dell’associazione ‘Pescara Mi Piace’, «è lo specchio rivelatore del modus operandi del sindaco Alessandrini e della sua giunta comunale: a luglio scoppia il bubbone dell’inquinamento, prima lo hanno negato, poi hanno confessato di averlo voluto nascondere alla città. Stesso copione per gli scarichi abusivi: la nostra Associazione li ha scoperti, il vicesindaco Del Vecchio ha prima negato l’evidenza, per poi essere sbugiardato, e allora ha dovuto confessare di conoscerne l’esistenza da luglio 2015 ma di averlo nascosto alla città. Oggi ci chiediamo com’è possibile permettere al sindaco Alessandrini e alla sua maggioranza di continuare a governare una città che non si può più fidare del loro operato. Oggi hanno il dovere di dimettersi per consentire al territorio di tornare con serenità alle urne ed eleggere una maggioranza capace di assumere la guida di Pescara».

M5S: «ALESSANDRINI DEVE ANDARE VIA»

Per i 5 Stelle, invece, le intercettazioni  «gettano un alone di vergogna su tutto il PD abruzzese, in ogni grado istituzionale», da qui la richiesta di dimissioni che, profetizzano i grillini, «probabilmente non arriveranno».

Per questo i consiglieri hanno presentato una Mozione che ricordi al Sindaco il suo dovere «chiedendo alla giunta e al Primo Cittadino l’impegno  di  comunicare attraverso la stampa, i social network, il sito internet istituzionale del comune nonché con l'ausilio di annunci sonori le eventuali situazioni di inquinamento e di non balneabilità temporanea delle acque della costa di Pescara al il fine di tutelare la salute dei cittadini. Ricordiamo che è un obbligo di legge anche di  predisporre la segnaletica e le opportune misure previste dalla normativa vigente nelle aree che, eventualmente, non saranno balneabili ed  a comunicare anche ai comuni limitrofi le eventuali situazioni di non balneabilità con il fine di tutelare la salute dei cittadini».

MASCI: «PESCARA HA BISOGNO DI UN SINDACO VERO»

«La pubblicazione delle intercettazioni sull'ordinanza di divieto di balneazione falsificata conferma una irresponsabilità ed un cinismo pericolosi da parte di Alessandrini e Del Vecchio, ma allarga il discorso ai vertici amministrativi del Comune», sostiene invece Carlo Masci (Pescara Futura). «Il sindaco chiama in causa il direttore generale, il dirigente dell'ambiente ed il sempre presente Guido Dezio, che avrebbero partecipato alla riunione in cui si è deciso il balletto delle ordinanze fantasma. Un piano concertato per ingannare i cittadini. Ma v'è di più. Il Sindaco al primo interrogatorio ha mentito anche al giudice. Ha nascosto la verità, dicendo che aveva emesso l'ordinanza il primo agosto, e solo dopo che il giudice gli ha fatto ascoltare l'intercettazione ha confessato che l'ordinanza l'aveva firmata il tre agosto retrodatandola all'uno. Sorvolo sulle falsità dette in Consiglio comunale, d'altra parte il piano prevedeva proprio l'inganno istituzionale all'opposizione colpevole di fare il proprio dovere. Quindi: falsa l'ordinanza, falsa la pubblicazione, falsa la prima dichiarazione al giudice, false le dichiarazioni in Consiglio comunale, le uniche circostanze vere sono state il mare inquinato ed i tanti cittadini che ignari hanno fatto il bagno nei liquami per colpa del Sindaco e dei suoi compagni. Le dimissioni sono inevitabili. Pescara ha bisogno di un Sindaco vero,  non di un Sindaco falso»