IL FATTO

Azienda speciale Montesilvano, due licenziamenti. Opposizione contro Maragno

«Perché non si è optato per ricollocamento funzionale?»

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COMUNE DI MONTESILVANO

MONTESILVANO. Grave la situazione che si sta verificando nell’Azienda Speciale per i servizi sociali, con i recenti licenziamenti per inabilità di due dipendenti con esperienza e che per anni hanno prestato servizio presso l’ente.

In netta controtendenza con tutti gli enti pubblici in penuria di personale, in questo caso anziché esperire preventivamente la via del ricollocamento del personale nell’organico della stessa anche con una qualifica inferiore come stabilito dalla legge, si è preferito ricorrere al licenziamento.

«Tra l’altro nulla vieta nel trasferimento forzoso anche la possibilità di ricoprire nuove mansioni alla luce di una opportuno aggiornamento formativo», denuncia Romina Di Costanzo della segreteria cittadina del Pd e Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio. «Tuttavia vorremmo meglio approfondire la situazione dell’azienda, se è in situazioni di esubero e in funzione di quali criteri e di quale pianta organica e come mai le modalità di ricollocazione applicate con altra discrezionalità in un recente passato non sono state contemplate in questo caso? Piuttosto che ricorrere al licenziamento dei soggetti più deboli con danni alla persona e alla sua dignità, sarebbe stato auspicabile un ricollocamento funzionale nei diversi servizi erogati dall’ente».

Secondo Di Costanzo «dopo anni e vicende di malgoverno, malcostume e clientela, sarebbe opportuno che il Sindaco sottoponesse al Consiglio e alla conoscenza della cittadinanza una relazione tecnica sull’organizzazione, l’efficacia e la produttività dell’Azienda : qual è il costo unitario di ciascun servizio? Attraverso quanti dipendenti e con quale monte ore viene erogato? Con quali strumenti si può monitorare la qualità del servizio?»

Critico anche Lino Ruggero: «il sindaco che lavora a favore della legalità ha messo alla porta due diverse famiglie di persone con esperienza. Maragno aveva fatto campagna elettorale proprio all’interno dell’Azienda, promettendo una valorizzazione delle risorse umane presenti all'interno ed il rilancio dell’ente strumentale attraverso l'affidamento di nuove competenze, cosa che in due anni non c’è stata anzi, il sindaco ha tagliato fondi proprio alle categorie più disagiate come quelle dei disabili. Faremo una interrogazione consiliare visto che ogni volta non sa come giustificare le azioni intraprese in assoluta autonomia e senza il consenso della sua maggioranza».

Anche il consigliere comunale Mauro Orsini esprime perplessità: «esprimo il mio disagio e la mia preoccupazione per il basso profilo che la classe politica manifesta. Maggioranza e opposizione si scontrano per motivi futili sulla gestione di un ente che dovrebbe aiutare i più deboli. Ritengo che la classe politica non percepisca la realtà del tempo in cui viviamo, e mettano in secondo piano i veri problemi della città e della gente: ai cittadini mancano i soldi per fare la spesa e le Istituzioni elargiscono premi e riconoscimenti ai protagonisti del commercio del passato che non tornerà; in molte zone della città cresce il disagio causato dal degrado nelle scuole e nelle strade con il crescente aumento di furti e noi ci occupiamo di tagli dei nastri e battute di mani a chi arriva a cent’anni; la gente che vive lungo il tracciato ferroviario aspetta i pannelli antirumore per morire in pace e in silenzio e noi non siamo in grado di garantire loro il diritto alla pace a alla salute».