DAL BASSO

Partono i referendum sociali: scuola, inceneritori, trivelle e beni comuni

Venerdì a Pescara assemblea di lancio dell'area Metropolitana Chieti/Pescara

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

243

Partono i referendum sociali: scuola, inceneritori, trivelle e beni comuni


ABRUZZO. Partono i Referendum sociali per la scuola pubblica, per bloccare il Piano nazionale inceneritori, per l'opzione "Trivelle zero" in Italia e per la difesa dei beni comuni.
Venerdì prossimo alle ore 20:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Pescara si terrà l'assemblea di lancio per l'area metropolitana Chieti/Pescara.
Domenica a Roma al Cinema Palazzo si è svolta una partecipatissima assemblea nazionale con centinaia di persone provenienti da tutta Italia che ha dato avvio alla nuova stagione referendaria.
Da oggi si avvierà il deposito dei primi quesiti alla Cassazione per far partire la raccolta delle firme con un evento unitario e diffuso il 9 e 10 aprile che darà vita alla campagna nazionale di mobilitazione che si chiuderà entro il 9 luglio prossimo.
L’obiettivo è superare le 500.000 firme necessarie per tutti i sei quesiti referendari già in campo, oltre quelli contro la privatizzazione dei beni comuni in via di definizione, per andare al voto nella primavera del 2017.
Si è così formalizzata l’alleanza sociale tra i movimenti per la scuola pubblica, per l'acqua bene comune, contro la devastazione ambientale che si oppone alle trivellazioni e contro il piano nazionale per vecchi e nuovi inceneritori che insieme chiedono di puntare ad una società “democratica” che investa sul valore della scuola pubblica, sulla sostenibilità ambientale e la difesa della salute pubblica, sulla gestione pubblica dei servizi locali, sul lavoro stabile e sul diritto al reddito che veda la piena attuazione del dettato costituzionale, e non il suo smantellamento.
«La nostra stagione dei referendum sociali, pur nella sua dimensione autonoma», spiegano Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Movimento per la scuola pubblica, Campagna "Stop devastazioni", per i diritti sociali ed ambientali e Comitato Sì Blocca Inceneritori, «vuole contribuire anche alla campagna per il no alla controriforma istituzionale, con la convinzione che parlare di democrazia non significa ragionare puramente di architettura istituzionale ma del potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo che riguardano gli assetti della società».

«Per quanto riguarda il Jobs Act», spiegano ancora i comitati, «provvedimento che ha la stessa matrice di quelli oggetto del nostro intervento, non rinunciamo né all'idea che, progressivamente, si possa costruire un intreccio sempre più stretto tra le questioni che oggi sono al centro dell'iniziativa e il tema del lavoro, né alla nostra autonomia di giudizio e di iniziativa anche su questo tema, una volta conosciuti gli eventuali quesiti referendari promossi dalla CGIL. Si apre quindi una stagione di grande impegno sociale, che mobiliterà sui grandi temi della Costituzione materiale tante persone nei territori affermando un'altra idea di modello sociale e di democrazia