IL PRIMO PASSO

Passa al Senato la legge sulle Unioni civili: ecco che cosa prevede

Maggioranza autonoma ma Verdini la blinda. Fiducia con173 ok.

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

596

Passa al Senato la legge sulle Unioni civili: ecco che cosa prevede

 

 

ROMA. Il 25 febbraio del 2016 il Parlamento italiano dà il suo primo via libera alle unioni civili. La data non è elemento marginale perché il sì arriva diversi anni dopo quello di quasi tutti i Paesi Ue, a un decennio dalla partita persa dei Dico e diversi mesi dopo le previsioni dello stesso premier Matteo Renzi. Segno di una partita difficilissima per il Pd, disseminata da dissensi trasversali, segnata dalla trincea di Ap, 'colpita' dallo stop del M5S al canguro e sfociata in un emendamento del governo, con tanto di fiducia, frutto di un delicato patto con centristi.

Al testo arrivano i 173 sì del Senato (71 i contrari) in una votazione non priva di una coda velenosa: quella, per la prima volta, dei 18 sì verdiniani, ininfluenti per l'approvazione in prima lettura del ddl ma determinati nella blindatura, sopra quota 161, della maggioranza.

E' una giornata che «resterà nella storia, ha vinto l'amore» esulta Matteo Renzi, sottolineando che «se, come minaccia qualcuno, andrò a casa perché 'colpevole' di aver ampliato i diritti, lo farò a testa alta».

 Per il ministro Maria Elena Boschi il ddl «è un contributo alla felicità delle persone" mentre il Guardasigilli Andrea Orlando parla di "legge unirà il Paese più di quanto abbia diviso il Parlamento».

 In mattinata sono di Angelino Alfano a scatenare l'ultima polemica sul ddl Cirinnà.

«Abbiamo impedito una rivoluzione contro-natura», sottolinea il ministro dell'Interno scatenando la reazione e della sinistra e dell'intero Pd, con Lorenzo Guerini che lo invita ad evitare «uscite infelici».

 Ma la polemica è lo specchio dell'odissea che al Senato ha segnato l'iter del ddl, privato alla fine, oltre che dell'obbligo di fedeltà di quella stepchild adoption che divideva Pd e maggioranza.

Mentre decisiva per tenere compatto il Pd è stata la scelta di salvare, nell'ultima riformulazione, la libertà dei giudici che decideranno sui futuri ricorsi di coppie gay in merito all'adozione speciale. E' un via libera che, dopo le mille piazze arcobaleno e il Family Day, scontenta le posizioni più 'estreme', con le associazioni Lgbt che annunciano nuove proteste di piazza per un accordo giudicato al ribasso e Massimo Gandolfini, presidente del 'Comitato Difendiamo i nostri figli', che tuona: «Renzi avrà una risposta al referendum costituzionale».

 E dentro al Palamento le divisioni non sono state da meno, vedendo nell'ordine, la trincea di Ap e quella, contro le adozioni, dei Cattodem, le resistenze di Giovani Turchi e minoranza Pd a cancellare la stepchild e le barricate dell'opposizione del centrodestra contro il canguro Marcucci e la questione di fiducia. Punti, questi ultimi, che hanno causato lo sgretolamento della fragile alleanza Pd-M5S, deflagrata oggi in Aula nel sonoro "vaffa" pronunciato contro Renzi e il Pd dal 5S Alberto Airola. Alla fine il sì alle unioni civili arriva dalla maggioranza di governo, meno 2 senatori Dem (Manconi e Casson) e 6 di Ap, con Maurizio Sacconi che non nasconde la "delusione" per la gestione, da parte del suo partito, dell'accordo. Non determinante per il voto ma di certo 'ingombrante' è invece il sì alla fiducia di Denis Verdini, che poco dopo rilancia con una nota «il contributo essenziale» dato da Ala per l'ok al ddl. Contributo sul quale la minoranza Pd rumoreggia.

«Se c'è un accordo strutturale si apre un caso politico», osserva Federico Fornaro dopo una riunione al Senato alla quale, Roberto Speranza, è chiamato a 'sedare' i malumori della sinistra Pd prima del voto.

«Il voto di Ala non certifica l'ingresso in maggioranza» precisa in serata Orlando mentre il presidente emerito Giorgio Napolitano spazza via con una battuta l'eventualità (richiesta dalle opposizioni) di un passaggio di Renzi al Colle.

«Una passeggiata forse...», scherza Napolitano che poi si fa serio e spiega che quelli di Verdini «sono voti aggiuntivi e non sostitutivi» di una maggioranza che l'ex capo dello Stato reputa di per sé «compatta».

 

 

ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE.

La legge approvata oggi dal Senato introduce due istituti completamente diversi per le coppie omosessuali e per le coppie etero.

Per le prime arrivano le unioni civili, per le quali ci sono una serie di diritti e doveri molto forti, che le avvicinano al matrimonio, tra cui la reversibilità della pensione ma non le adozioni; per le seconde nascono le convivenze, per le quali gli obblighi reciproci sono molto minori e mancano i principali diritti, come la reversibilità.

Ecco i punti principali della legge:

 COSTITUZIONE dell'UNIONE CIVILE: come il matrimonio, l'unione civile si costituisce "di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni". L'atto viene registrato "nell'archivio dello stato civile".

 

COGNOME: le parti, "per la durata dell'unione civile, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome".

 

OBBLIGHI RECIPROCI: "dall'unione deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione". Non c'è obbligo di fedeltà, come nel matrimonio. "Entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni".

 

VITA FAMILIARE: "Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato". Il comma ricalca le norme del diritto di famiglia.

REGIME PATRIMONIALE: il regime ordinario è la comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione patrimoniale.

 

PENSIONE, EREDITA' E TFR: è la parte che danneggia maggiormente un eventuale figlio di uno dei due partner, che oggi sarebbe l'unico beneficiario della pensioni di reversibilità, dell'eredità e del Tfr maturato dal genitore. Con la nuova legge la pensione di reversibilità e il Tfr maturato spettano al partner dell'unione. Per la successione valgono le norme in vigore per il matrimoni: al partner superstite va la "legittima", cioè il 50%, e il restante va agli eventuali figli.

 

 SCIOGLIMENTO: si applicano "in quanto compatibili" le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non sarà obbligatorio, come nello scioglimento del matrimonio, il periodo di separazione.

 

ADOZIONI: le norme sulla stepchild adoption sono state stralciate. Nel maxi-emendamento è stata inserita una dicitura ultronea: "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti", che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali, per via giurisprudenziale, di concedere la stepchild adoption ai singoli casi concreti.

 

CONVIVENZE DI FATTO: sono quelle tra "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile".

 

ASSISTENZA IN CARCERE E OSPEDALE: i conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi nell'assistenza del partner in carcere e in ospedale.

 

DONAZIONE ORGANI: Ciascun convivente "può designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; e in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

 

CASA: in caso di morte di uno dei partner, l'altro ha diritto di subentrare nel contratto di locazione. Se il deceduto è proprietario della casa, il convivente superstite ha diritto di continuare a vivere in quella abitazione tra i due e i cinque anni, a seconda della durata della convivenza. La convivenza di fatto è titolo, al pari del matrimonio, per essere inserito nelle graduatorie per le case popolari.

 

REGIME PATRIMONIALE: i conviventi "possono" sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, che può prevedere la comunione dei beni.

 

ALIMENTI: in caso di cessazione della convivenza, "il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento". Gli alimenti sono assegnati in proporzione alla durata della convivenza.