UN FIORINO

Aeroporto in crisi, mare inquinato e pure la tassa di soggiorno: venite a Pescara

‘Colpo di genio’ dell’amministrazione Alessandrini

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 Aeroporto in crisi, mare inquinato e pure la tassa di soggiorno: venite a Pescara


ABRUZZO. Se le cose si facessero a caso sarebbe difficile mettere in fila una serie di sciagure come quelle che nel volgere di un ristretto spazio di tempo stanno piombando in Abruzzo.
Dopo la grana di Ryanair che ridurrà con molta probabilità i voli con l’Abruzzo, il porto praticamente inagibile, il mare sempre più inquinato che imporrà divieti di balneazione per la prossima estate la politica ha pensato bene di mettere –proprio ora- anche la tassa di soggiorno.
Come dire ai turisti: venite in Abruzzo ma arrangiatevi per raggiungerci, state attenti perché il mare è quello che è dovete pure pagare la tassa di 1 euro per ogni notte trascorsa in albergo.
L’Abruzzo è bello e meraviglioso, pubblicizzato male nonostante le centinaia di milioni di euro spesi (decenni alla Bit…. per cosa?), non esiste una offerta reale del “pacchetto regione” e a quanto pare la tassa era proprio necessaria. Ora.

L’arrivo dell’ennesimo balzello era nell’aria ormai da tempo. L’estate scorsa era stata bloccata appena in tempo dopo le proteste delle associazioni di categorie ma adesso è realtà e rimarrà in vigore per almeno tre anni. Tanto, infatti, durerà la sperimentazione voluta dalla giunta Alessandrini e secondo i primi calcoli il Comune dovrebbe riuscire ad incassare circa 70 mila euro all’anno che poi dovrebbero essere investite per eventi di vario genere.

La delibera di giunta dovrà passare il doppio vaglio di commissione tecnica e consiglio comunale  ma il risultato appare scontato.

Sullo sfondo, profondo più che mai, il problema dell’inquinamento delle acque di balneazione.

Berardino Fiorilli, referente dell’associazione Pescara Mi Piace chiede la revoca della tassa di soggiorno ma soprattutto  un commissariamento «rigoroso e urgente», con un tecnico nominato dal Ministero dell’Ambiente

Per risolvere il problema delle acque di balneazione.

Secondo Fiorilli  entro sei mesi bisognerebbe accertare la situazione, denunciare abusi ed errori, e avviare le opere di risanamento e nè il sindaco Alessandrini, né la Provincia di Pescara, né il presidente D’Alfonso sarebbero in grado di farlo.

E proprio la situazione del mare, sostiene Fiorilli, dovrebbe almeno convincere gli amministratori ad eliminare la tassa di soggiorno.

Ieri dalla riunione convocata per fronteggiare l’emergenza non è emersa alcuna novità rilevante se non il fatto che ci sia ancora molto da lavorare. Il vicesindaco Del Vecchio sostiene  che la colpa è dei paesi dell’entroterra che però lo hanno già smentito. Il sindaco Alessandrini dice che a Pescara funziona tutto, a partire dal depuratore, salvo essere brutalmente smentito dall’ingegner Di Giovanni dell’Aca il quale ha riferito che «il depuratore di Pescara non ce la fa a sostenere il carico della città e non funziona, tanto che sono in corso nuovi appalti per il suo potenziamento».

Il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, fa invece notare che il Governatore D’Alfonso «chiuso nel suo ufficio a due metri dal luogo dell’Assemblea, ha snobbato tutti e ha fatto, al solito, orecchie da mercante».

Non meno colpevole, sempre secondo Sospiri il comportamento di Alessandrini: «dopo il disastro dell’estate scorsa, quando in 17 ore si sono sversati nel nostro mare 30milioni di litri di feci e liquami, tenuti nascosti alla città, non ha mosso un dito per sette mesi al fine di porre rimedio alla voragine che si è aperta. Non ha chiesto finanziamenti per il rifacimento di eventuali condotte, non ha aperto cantieri, e soprattutto non ha adottato alcun atto teso all’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale, fondamentale per consentire lo sfondamento della diga foranea e la risoluzione, alla radice, di ogni problema. Ma sull’apertura della diga foranea il sindaco Alessandrini ha glissato completamente, ben consapevole dell’ultimo pasticcio combinato con la Regione, ovvero l’avvio di una gara d’appalto ora paralizzata perché l’apertura della diga è incompatibile con il Piano regolatore portuale vigente e quello nuovo non è stato portato a compimento».

Intanto il Forum dell’Acqua e le associazioni di categoria tornano a chiedere agli enti preposti di muoversi e, tra le altre cose, di provvedere all’immediata programmazione della chiusura degli scarichi abusivi già a conoscenza delle istituzioni e delle forze di polizia.

Ma anche il ripristino del corretto funzionamento di tutti i depuratori fuori norma della regione.

FEDERBALNEARI CHIEDE TAVOLO COORDINAMENTO REGIONALE

l'associazione Federbalneari Abruzzo-Confimprese con una lettera inviata al sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, con delega all'ambiente Mario Mazzocca, chiede un tavolo di coordinamento regionale con tutte le associazioni di categoria e le consulte del turismo per discutere sulle strategie e i piani d'azione della Regione Abruzzo per combattere l'inquinamento del mare.

«La balneabilita' delle acque e' un tema centrale per gli operatori turistici della costa abruzzese e non puo' essere circoscritta alla sola citta' di Pescara - scrive nella lettera il presidente di Federbalneari Abruzzo Morgan Di Concetto- sono complessivamente 750 le imprese balneari che operano sulle spiagge e la piu' alta percentuale del turismo marino si riversa sulla costa teramana dove operano 450 imprese, mentre altre 130 attivita' balneari sono sulla costa teatina e solo 120 sulla spiaggia di Pescara. E' giusto quindi che tutti gli operatori siano messi nella condizione di lavorare potendo contare su acque balneabili per offrire sicurezza ai propri clienti che arrivano da fuori regione e anche dall'estero».