FINANZIAMENTO "ILLECITO"

M5s in rivolta: «multati perché rifiutiamo finanziamenti pubblici»

5 Stelle si appellano a Boldrini. Norma è incostituzionale

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 M5s in rivolta: «multati perché rifiutiamo finanziamenti pubblici»

ROMA. E' di nuovo alta tensione tra il M5s e il Pd sulla questione del finanziamento ai partiti. I 5 Stelle partono al contrattacco e gridano all'incostituzionalità dell'emendamento presentato dal Pd al decreto milleproroghe che prevede una multa di 200 mila euro per chi non presenta il rendiconto.

Una norma che i 5 Stelle hanno letto come un attacco al Movimento che rifiuta i rimborsi elettorali.

«Il Pd vuole farci pagare per aver rifiutato i rimborsi elettorali. La firma dell'emendamento è del noto piddino Boccadutri grazie al quale pochi mesi fa i partiti si sono regalati illegittimamente 45,5 milioni di euro di finanziamenti pubblici» si infuria il deputato 5 Stelle Danilo Toninelli che ieri ha denunciato la proposta inserita all'interno della richiesta di rinviare al 15 giugno 2016 il termine per i partiti per presentare il rendiconto degli anni 2013 e 2014 per ottenere i rimborsi elettorali.

Tempo un giorno e il M5s va all'attacco: l'emendamento al milleproproghe, dicono, è «incostituzionale» perché violerebbe la sentenza 22/2012 della Corte che vieta di introdurre nuove norme «perenni» in provvedimenti di proroga.

Per bloccare l'emendamento i deputati del M5s hanno quindi scritto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiederle di intervenire e dichiarare inammissibile la proposta presentata dai dem Ernesto Carbone e Sergio Boccadutri.

 La Presidente si è già attivata per il controllo di prassi. Laura Boldrini ha infatti inoltrato ai presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, Andrea Mazziotti (Sc) e Francesco Boccia (Pd) l'istanza ricevuta dal M5s e ora attende ragguagli.

L'emendamento, nel frattempo, è stato accantonato. Ernesto Carbone, uno dei firmatari della proposta, difende la norma che in sostanza obbliga alla presentazione del bilancio di un partito: la previsione, sostiene, è un fatto di "trasparenza" visto che dal 2017 cesserà il finanziamento pubblico.

Ma i 5 Stelle ribattono.

«Il finanziamento pubblico permane eccome, solo che da diretto diventa indiretto» replica Toninelli ricordando la norma che prevede il 2 per mille delle donazioni liberali.

«La sostanza è la stessa: ecco perché il M5s non ha presentato documenti né per il finanziamento diretto né per quello indiretto», afferma e conclude «la legge sul finanziamento indiretto dice espressamente che presenta i documenti chi vuole accedervi».

 Al Senato, intanto, i 5 Stelle reclamano la pubblicazione dei dati sui contributi.

«Abbiamo sollecitato gli uffici di palazzo Madama affinché venga pubblicata sul sito del Senato la relazione trasmessa al presidente Grasso dalla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici. Lo chiediamo da mesi: è un nostro obbligo di legge e un dovere di trasparenza verso i cittadini che rappresentiamo in Parlamento» afferma il questore del M5s Laura Bottici che protesta: «è fondamentale essere tempestivi nella trasparenza visto che i rimborsi elettorali sono già stati erogati».