SPENDING REVIEW

Comunità Montane, ancora vive nonostante i tagli. Console: «nessuna certezza sul futuro»

D’Alfonso ha chiesto ai commissari liquidatori una fotografia della situazione attuale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

204

Orlando Console

Orlando Console


ABRUZZO. Dopo circa tre anni dalla legge regionale n° 1 del 2013 che aveva come finalità la soppressione delle Comunità Montane, questi enti sono ancora in fase di commissariamento e liquidazione.

Dunque sono ancora tecnicamente in vita, anche se per legge non più in funzionamento, e non si hanno ancora certezze sul loro destino.
«Sono stati praticamente eliminati gli organi politici», analizza Orlando Console, già vice presidente della Comunità Montana Maielletta, ed ex consigliere comunale di Guardiagrele, «che nella Comunità Montana Maielletta di cui sono stato vicepresidente prima del commissariamento, comunque non avevano diritto ad indennizzi, ma non c’è stato un efficiente ricollocamento di tutti i dipendenti, che fortunatamente hanno conservato lo stipendio, ma continuano in moltissimi casi ad operare per strutture non più in funzionamento, quando invece potrebbero essere destinati ad altre attività, garantendo dignità per i lavoratori stessi e maggiore efficienza alla macchina pubblica».
Si sta verificando quello che Console ripetutamente diceva nel 2013 quando metteva in guardia sul fatto che dietro la soppressione delle Comunità Montane non ci fosse un programma a lungo termine e non si fossero costruite alternative credibili, Comunità Montane che se fossero state oggetto di un reale programma di sviluppo sarebbero state un importante presidio per le aree interne, come avveniva nei primi decenni dopo la loro istituzione.
Tra l’altro molte Unioni di Comuni che dovevano sostituire le Comunità Montane per i servizi associati non hanno avuto grande successo, mentre  a Guardiagrele è stata anticipata la questione dei servizi sociali deliberando nel 2013 di istituire il Comune di Guardiagrele come nuovo EAS (ente d’ambito sociale) per la gestione dei servizi sociali, sostituendo in maniera efficace la Comunità Montana Maielletta e garantendo questi servizi per i cittadini del territorio.
«Rimane il fatto», chiude Console, «che non c’è ancora certezza sul destino delle Comunità Montane, ma soprattutto è necessario che si inizi a fare una politica realmente efficace a sostegno delle aree interne e dei territori montani e parzialmente montani».
Nei giorni scorsi il presidente ha incontrato i commissari liquidatori e ha chiesto loro « il curriculum vitae di ogni ente da voi diretto, la fotografia attuale di ciascuna comunità».

«Dobbiamo far sì – ha proseguito il presidente – che siano assicurati i servizi anche con i recenti tagli al personale. Mi aspetto da voi una formula  collaborativa, per questo voglio che mi indichiate con precisione l’esatta situazione di ciascuna area».

Per il Sottosegretario Mazzocca bisogna trovare un modello di governance «realmente sostenibile e concretamente applicabile ai territori montani, alla luce delle nuove acquisizioni legislative e della forte deregulation che ha portato all’eliminazione delle Province. La mancanza di questi enti intermedi rischia di lasciare parti di territorio estremamente sensibili come le aree montane al loro destino se non si interviene con un ripensamento della normativa regionale vigente, una modifica che punti ad agevolare e sostenere in maniera concreta l’aggregazione dei piccoli comuni di montagna».