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Piano spiaggia Pescara, Sel alza la voce: «assolutamente inaccettabile»

«Serve riqualificazione diminuendo i volumi costruiti»

Redazione Pdn

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Piano spiaggia Pescara, Sel alza la voce: «assolutamente inaccettabile»

PESCARA. Sel ritiene che il nuovo Piano Demaniale Comunale di Pescara sia «assolutamente inaccettabile».

Il partito, che fa parte della maggioranza in Comune e in Regione, esprime un giudizio fortemente negativo sulla proposta dell’Amministrazione comunale recentemente presentata dal sindaco Alessandrini e dal  vicesindaco Del Vecchio che prevede tra le altre cose  un aumento delle superfici occupate e delle volumetrie del 30%, un aumento dell'occupazione del fronte mare, la possibilità di dare destinazione ricettiva trasformando balneatori in affittacamere, la permanenza delle strutture mobili tutto l'anno con la proliferazione incontrollata di barriere visive.

E poi ancora c’è l'eliminazione delle norme sulle recinzioni  ma anche la diminuzione della larghezza del corridoio tra gli stabilimenti,  la deroga nuovamente a due anni per liberare la vista mare in corrispondenza delle piazze e delle grandi vie e  la privatizzazione dello specchio acqueo antistante le concessioni.

«Come il precedente Piano, anche questo non affronta la dimensione spaziale e formale del litorale cittadino»,  contestano Daniela Santroni, capogruppo SEL Pescara, Ivano Martelli Consigliere Comunale SEL Pescara e Mario Mazzocca Capogruppo SEL Regione Abruzzo.

«E' necessario, invece, partire dalla specificità dei luoghi per disegnare un percorso, anche progressivo, di riqualificazione del litorale, diminuendo e concentrando i volumi costruiti e contenendo le costruzioni temporanee (rigorosamente rimovibili), con esclusione, per esse, di attività stabili».

Ma Sel chiede anche di stabilire il percorso («fatto di concertazione ma anche di iniziativa pubblica e di obbligazioni») per individuare le spiagge libere nella misura di almeno il 20% in un periodo prefissato.

Per quanto riguarda gli incrementi volumetrici e di superfici l’idea di Mazzocca e gli altri è quella di  prevederli come incentivo per accorpamenti volti a liberare fronte mare ed a favorire così un'offerta più efficiente di servizi.

«I passaggi dalla città al mare dovranno essere aumentati e non ridotti, come nella presente proposta; la stessa fascia libera per il transito lungo il bagnasciuga dovrà essere significativamente aumentata rispetto agli attuali 5 ml», insiste Sel.

REGIONE ABRUZZO

Per quanto riguarda il paventato obbligo di recepire la norma regionale che prevede, per la città di Pescara, l'aumento del 30% di occupazione dell'arenile, è stato ampiamente chiarito  (da parere di avvocato amministrativista e recentemente anche dalla dirigenza tecnica regionale) che il Comune, in virtù della propria potestà pianificatoria, non è obbligato a recepire le indicazioni regionali che innalzano il limite massimo di occupazione. «E’ doveroso», continuano i rappresentanti di Sel, «chiedere alla Regione di cancellare la norma che prevede che le attività aperte tutto l’anno e che hanno almeno 10 dipendenti possano arrivare a 500 mq raddoppiando così l’attuale limite massimo. Questa norma per Pescara ha un impatto devastante … altro che caso De Cecco! Avranno la possibilità di duplicare la superficie coperta (dagli attuali 250mq ai 500mq previsti) ben 61 stabilimenti balneari degli attuali 97 esistenti (63%) con ulteriori 15.250 mq di superficie strappate alla spiaggia e alla vista mare (ovvero una percentuale del 50% in più di quanto ad oggi realizzato)».

MONTICELLI: «APPROFONDITA DISCUSSIONE CON I COMUNI»

«Il Piano demaniale marittimo che l’attuale maggioranza di governo ha modificato e approvato è stato frutto di un’approfondita discussione non solo all’interno della Giunta e del Consiglio, ma con i Comuni, gli operatori economici e le associazioni ambientaliste», commenta il consigliere regionale Luciano Monticelli. «Va dato merito all’attuale maggioranza di aver dato sbocco ad un confronto che ha tenuto il Piano demaniale marittimo nei cassetti della Regione per cinque lunghi anni. E’ un piano che dice sì ad uno sviluppo che dovrà essere sostenibile e nel segno della bioarchitettura, sì ad un utilizzo consapevole del nostro arenile, in cui le aree protette saranno affidate alle associazioni ambientaliste e saranno salvaguardate le zone di pregio naturalistico, con la previsione di un 20 per cento di spiaggia libera».

ACERBO SI COMPLIMENTA CON SEL

Intanto l’ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, si complimenta  con il consigliere comunale di Sel Ivano Martelli «per l'onestà intellettuale con cui in maniera inequivocabile ha smontato le funamboliche argomentazioni con cui sindaco e vicesindaco hanno finora negato che la loro proposta di piano spiaggia comporta un aumento dei volumi e delle barriere sulla riviera».

Il sindaco Alessandrini aveva sostenuto: "il ventilato rischio di cementificazione del litorale non esiste, le potenzialità d'aumento sono contenute entro lo 0,51% che è 60 volte meno l'invocato 30".

«Sel, che fa parte della maggioranza in Comune e in Regione», continua Acerbo, «non è sospettabile di alcuna posizione preconcetta verso l'amministrazione di cui fa parte. Spero che il sindaco dia retta almeno ai suoi alleati e riveda una posizione assunta forse con non sufficiente approfondimento. D'altronde lo dice lui che "bisogna conoscere per deliberare"».

«Quello che afferma Monticelli non è esatto. Il Piano Demaniale regionale è stato sicuramente concertato, ma esclusivamente con la categoria dei balneatori», replica il Forum dell’acqua.
«Mi occupo di demanio marittimo da anni e posso garantire che le associazioni ambientaliste hanno si partecipato ad audizioni, preparato e inviato osservazioni in tutte le fasi dell'iter di approvazione , sia del Piano di centrodestra , sia di quello ( identico ma peggiorato dall'introduzione della norma "salva De Cecco) di centrosinistra. Nessuna delle nostre osservazioni sostanziali, cioè quelle sulle norme urbanistiche che prevedono aumenti di cubatura e riduzione della vista del mare,   è stata presa in considerazione né dibattuta.
Per quanto riguarda le presunte concessioni fatte agli ambientalisti, sono solo strumentali. Le aree dunali , come pure i fratini che nidificano sulle nostre spiagge sono aree e specie protette da Direttive comunitarie».