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Targhe alterne, «revocare immediatamente il provvedimento»

Associazioni ambientaliste: «servono più alberi e più verde»

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Targhe alterne, «revocare immediatamente il provvedimento»

Pagnanelli e Perfetto

PESCARA. Revocare immediatamente l’ordinanza sulle targhe alterne qualora i valori dell’aria siano in regola.

I due presidenti delle Commissioni Comunali Mobilità, Francesco Pagnanelli, e Ambiente, Fabrizio Perfetto, con queste parole esprimono la propria contrarietà all'ordinanza sulla circolazione a targhe alterne nelle giornate di martedì e giovedì.

Il provvedimento scatterà la prossima settimana ma secondo i presidenti delle due commissioni comunali, la limitazione sarebbe inutile e priva di senso poiché, come pare, i valori dell'inquinamento dell’aria sarebbero scesi al di sotto della soglia di allerta.

Secondo gli ultimi rilevamenti dell’Arta nei primi 7 giorni di gennaio in via Firenze ci sarebbero stati due superamenti dei limiti (sabato 2 e martedì 5 gennaio), così come in via Sacco e piazza Grue. Un solo superamennto, invece, nella giornata di sabato 2 gennaio sia in viale Bovio e in via D’Annunzio.

«In questo contesto – ribadiscono Pagnanelli e Perfetto – ci preme sottolineare l'assoluta necessità di studiare e predisporre misure che siano veramente alternative e di impatto contro la pericolosa concentrazione di polveri sottili nell'aria pescarese e che risolvano alla radice il problema dell'inquinamento atmosferico».

Secondo i due la soluzione delle targhe alterne, come già visto in altre città italiane, in ultimo Roma e Milano, non risolve il problema, ma creerebbe soltanto disagi alla cittadinanza, costretta a rinunciare completamente all'auto senza però disporre di soluzioni alternative come una rete di mezzi pubblici realmente efficiente e funzionale su tutto il territorio comunale.

Anche secondo i 5 Stelle, però, quella delle targhe alterne non è la soluzione giusta e il provvedimento non avrà la capacità di incidere concretamente sulla riduzione di polveri sottili presenti in città.

«Da fonte Legambiente, le cause della presenza di PM10 nelle città italiane sono da attribuirsi per il 43% al riscaldamento di edifici, per il 18% all’industria e solo per il 17% ai trasporti su strada», dicono i 5 Stelle.

«Dalla lettura di questi dati è evidente che fermare per due giorni a settimana la metà delle macchine circolanti in città, in fasce orarie (9.00-12.30;15.30-18.30) che non comprendono le ore di punta del traffico cittadino, servirà a ben poco dal punto di vista delle riduzioni di PM10».

Mentre le altre città riducono le temperature del riscaldamento di case ed uffici, vietano ai negozi di lavorare con le porte spalancate, incentivano i mezzi a GPL e metano, avviano campagne concrete per l’uso dei mezzi pubblici, a Pescara si promuovono solo azioni «di “facciata” per evitare di affrontare alla radice l'annoso problema della riduzione delle polveri sottili. Prova ne è l’incapacità di questa Amministrazione di risolvere il problema del sansificio che da due mesi riempie la città di fumi e odori nauseanti».
Per i grillini bisognerebbe affrontare i temi di area vasta congiuntamente con gli altri Comuni dell'area metropolitana, così come la maggior parte dei cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore ha chiesto nel referendum sulla Grande Pescara: «il buon senso e la programmazione con i Comuni limitrofi sarebbero necessarie per affrontare con buoni risultati i problemi legati all'inquinamento dell'aria».

 SERVONO PIU’ ALBERI»

Intanto sul caso intervengono anche il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus e l'Organizzazione Regionale Pro Natura Abruzzo; secondo loro a Pescara servono più alberi e giardini per combattere inquinamento e smog.
Di recente stati fatti importanti studi sia in ambiente anglosassone che in Italia in merito all'efficacia degli alberi nella lotta all'inquinamento. Secondo i ricercatori dell’University of Southampton, i cui studi sono stati pubblicati sulla rivista Landscape and Urban Planning è stato stimato che a Londra gli alberi rimuovono ogni anno tra le 850 e le 2.100 tonnellate di Pm10. Uno studio condotto dai ricercatori americani nel 2010 ha scoperto che gli alberi e le foreste degli Stati Uniti hanno rimosso 17,4 milioni di tonnellate di inquinamento atmosferico con effetti positivi sulla salute umana valutati in 6,8 miliardi di dollari. Tale studio è stato pubblicato sulla rivista Enviromental Pollution. 

Il CNR-Ibimet, Istituto di Biometeorologia di Bologna, ha invece effettuato numerosi esperimenti in merito alle specie arboree anti-inquinamento che possono essere utilizzate con successo in ambienti urbani e lungo arterie stradali particolarmente trafficate e inquinate. Le principali caratteristiche che rendono un albero spazzino delle polveri sottili e gas inquinanti risiedono nelle foglie: grandezza degli stomi che immagazzinano i gas inquinanti e presenza di peli (cere e tricomi) che risiedono nella pagina inferiore della foglia e che trattengono il particolato che viene poi dilavato dalle piogge. Quindi gli ecoservizi degli alberi sono importantissimi per migliorare la salubrità dell'aria e la salute dei cittadini. 

«A Pescara», concludono le associazioni, «negli anni lo sviluppo urbanistico ha notevolmente ridotto le aree verdi. Inoltre le arterie stradali presentano delle alberature che sono state colpite da potature non eseguite a regola d’arte, che hanno indebolito la struttura degli alberi ed loro potenziale ecoservizio contro l'inquinamento. Un importante risultato nell’abbattimento delle polveri sottili può essere dato da una gestione arborea di qualità: messa a dimora di tantissime nuove piante (scegliendo specie resistenti), realizzazione di siepi sempreverdi e boschi urbani di biocompensazione , promozione di terrazzi e tetti verdi, progetti di verde verticale».