POLITICA

Masterplan « occasione persa per il Vastese e per il sud dell'Abruzzo»

Le contestazioni dell’ex sindaco Gabriele Marchese

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Marchese con Rosy Bindi

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ABRUZZO. La giunta regionale venti giorni fa ha approvato il "Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud", strumento predisposto dal Governo nazionale per rilanciare la crescita e lo sviluppo.
Il documento a breve sarà approvato in via definitiva e ha lo scopo di utilizzare al meglio i fondi di cui dispone, circa 900 milioni di euro.
L'obiettivo è quello di rilanciare economicamente il territorio regionale, per dare spazio a nuove idee progettuali che siano in grado di creare nuova imprenditorialità, per un riposizionamento strategico dell'economia abruzzese, con la realizzazione di specifici interventi necessari per la infrastrutturazione del territorio, la riqualificazione delle aree industriali, e ogni azione funzionale allo sviluppo economico, produttivo e occupazionale del territorio regionale.
Analizzando la delibera approvata dalla Giunta Regionale, «il territorio del Vastese ancora una volta ne esce fortemente penalizzato rispetto al resto della Regione», contesta l’ex sindaco di San Salvo Gabriele Marchese.
Vi è un solo intervento di rilievo che riguarda il collegamento ferroviario tra il porto di Vasto, la retrostante zona industriale e la rete ferroviaria nazionale.
«Vorrei ricordare», dice Marchese, «che la zona industriale di San Salvo, insieme a quella di Atessa producono l'80% dell'export regionale. Abbiamo un sistema produttivo di prim'ordine che necessita di servizi adeguati, a cominciare da quello primario dell'acqua, per arrivare a quelli tecnologicamente avanzati.
Noto che nel Masterplan Abruzzo, sono state inseriti tra gli altri, progetti per la realizzazione di funicolari, invece nel nostro territorio non abbiamo le strade e quelle esistenti franano, facendo rimanere isolate intere comunità, basta avere a mente gli ultimi avvenimenti. Da anni continuiamo a bere acqua prelevata dal fiume, che serve anche a far funzionare il nostro sistema produttivo ed in particolare il turismo, per non parlare dell'agricoltura che continua a soffrire la perenne carenza d'acqua».
Marchese ricorda che il completamento della diga di Chiauci, con il potenziamento e ammodernamento delle reti idriche e fognanti «sono essenziali per il nostro territorio».
«Vi sono», continua, «intere comunità dell'interno che andrebbero tolte dall'isolamento in cui vivono, attraverso il completamento della fondo valle Treste. Altro tema rimasto inevaso, è quello di dare una vocazione alla nostra montagna è più in generale alle aree interne. Abbiamo l'unico impianto pubblico per la gestione dei rifiuti, il Consorzio Civeta, il quale con le dovute attenzioni, potrebbe rappresentare una risorsa per l'intero Abruzzo. I problemi sopra esposti sono solo alcune delle grandi questioni ai quali vanno date risposte in termini di governo».
Il Vastese, rivendica di avere gli stessi diritti e le stesse opportunità del resto della Regione: «faccio appello al Presidente D'Alfonso affinchè vi possa essere un ripensamento, apportando delle modifiche al Masterplan approvato, dando maggiore considerazione al nostro territorio. Mi rivolgo inoltre, ai sindaci, ai rappresentanti istituzionali e delle associazioni a far sentire la propria voce nelle sedi opportune prima che sia troppo tardi.
L'inserimento dei progetti sopra richiamati sono essenziali per la nostra crescita e sviluppo, e più in generale per il nostro futuro».

«DICHIARAZIONI FALSE»

«Le dichiarazioni sull’abbandono del vastese da parte dell’attuale Giunta Regionale rappresentano il contrario della verità», sostiene invece il segretario provinciale Pd Chiara Zappalorto. «Il territorio ha conosciuto negli anni di Governo regionale del centrodestra una stagione di vero e proprio congelamento, come se non fossimo più parte della regione. Non c’era alcuna attenzione né presenza da parte delle massime cariche istituzionali regionali, mentre oggi assistiamo ad una vicinanza e ad una presenza costante del Presidente D’Alfonso, che è venuto nel territorio vastese ogni qualvolta la sua presenza è stata richiesta, incontrando più volte cittadini ed amministratori».

«Fare il conto della serva sul Masterplan non ha alcun senso, poiché si tratta di uno strumento strategico, che ha superato la logica degli interventi a pioggia ma si è concentrato sulle opere strategiche cantierabili. E non si esaurisce nel Masterplan l’elenco degli interventi che la Giunta Regionale ha destinato a questo territorio. Al completamento del collegamento ferroviario tra il porto di Vasto e la zona industriale, opera strategica e fondamentale per il nostro sviluppo (15.000.000,00 di euro), bisogna aggiungere: il raddoppio del depuratore per la zona industriale (5 milioni di euro), che verrà dotata anche della banda ultra larga (interventi previsti nel Masterplan); gli investimenti ottenuti dall’Anas, tra cui la variante di Vasto (3 milioni di euro); gli interventi previsti per il dragaggio del porto di Vasto; il massiccio intervento per sanare le ferite del dissesto idrogeologico che colpisce drammaticamente il vastese ed in particolare il suo entroterra per un totale di circa 6,5 milioni di euro a valere sul POR FESR 2007-2014, sul PAR FAS 2007-2014 e sul PAR FAS 2014-2020, stanziati sotto l’attuale governo regionale, a cui si aggiungono i 420 mila euro per il consolidamento della Fondovalle Treste a seguito degli eventi calamitosi del 26-27 novembre 2015; gli interventi a sostegno delle infrastrutture sportive di Vasto e San Salvo per un totale di 1,5 milioni.  E si potrebbe continuare».