LA PROTESTA

Grande Pescara, Di Carlo inizia sciopero della fame: «avanti fino alla fusione»

La proposta resta chiusa in un cassetto

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Grande Pescara, Di Carlo inizia sciopero della fame: «avanti fino alla fusione»

PESCARA. Sciopero della fame per difendere la fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore.

Da sabato sera è partita la protesta di Alessio Di Carlo, segretario dell’associazione Radicali Abruzzo, ex candidato sindaco nelle scorse elezioni comunali e promotore del progetto della Grande Pescara, cioè dell’unione dei tre Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

 Il progetto di legge resta ancora sotto l’esame delle commissioni della Regione nonostante il deposito immediato da parte dei 5 Stelle, nonostante le continue sollecitazioni in tal senso, nonostante l’approvazione, da parte dei Consigli comunali dei tre Comuni, di  una mozione, proposta dai gruppi consiliari del Movimento 5 Stelle, diretta a sollecitare un intervento. Tutto è inesorabilmente fermo.

Il 25 maggio 2014 il 71% dei pescaresi ha chiesto, votando sì al referendum sulla fusione, una diversa organizzazione dei tre Comuni, più efficiente e meno costosa, con uno snellimento della macchina amministrativa, un taglio delle spese della politica e una semplificazione a beneficio di famiglie e imprese. «È inaccettabile che la volontà dei pescaresi sia stata chiusa a chiave in un cassetto della Regione», contesta Di Carlo.

 Di Carlo, ha fatto presente che il referendum, benché avesse natura consultiva, ha espresso un risultato politicamente vincolante per la Regione Abruzzo dal momento che in ognuno dei Comuni interpellati la maggioranza degli elettori si è espressa favorevolmente rispetto al progetto di fusione.

Per questo motivo è scattato da parte del rappresentante dei Radicali uno sciopero della fame ad oltranza che si concluderà quando la Regione decreterà la nascita del Comune della Nuova Pescara o quantomeno non si esprima in tale direzione in termini netti e definitivi.

I Radicali hanno inoltre preannunciato che, in adempimento a quanto previsto dalla mozione generale di Radicali Italiani approvata nel Congresso di novembre e sulla scorta della iniziativa già adottata dal Presidente del movimento, Marco Cappato, nel Comune di Milano, avvieranno una iniziativa volta a far introdurre in tutti i Comuni della regione strumenti di democrazia diretta quali referendum propositivi ed abrogativi, facilitando inoltre l'accessibilità a tali istituti, rendendo più snelle le procedure di raccolta delle firme necessarie per proporre il quesito referendario.

Il presidente di Radicali Abruzzo, Roberto Di Masci, infine, ha rivolto la propria attenzione sulla emergenza inquinamento che  mostra la necessità inderogabile di rilanciare il progetto di una rete di trasporto pubblico su sede propria atteso ormai da oltre 25 anni.

L'epilogo fallimentare della vicenda Filò Phileas, secondo Di Masci, non può costituire un alibi per un arretramento di questo progetto anche in considerazione del fatto  che non esistono alternative valide al tracciato indicato da PRG.