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Acqua: Chieti cede la rete idrica, stop aumento tariffa

Boccata d'ossigeno per gli utenti teatini

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Acqua: Chieti cede la rete idrica, stop aumento tariffa

CHIETI. Il Consiglio comunale di Chieti ha deliberato il passaggio delle reti idriche cittadine all'Ente Regionale per il Servizio Idrico integrato con un provvedimento che per adesso blocca l'aumento delle tariffe.

La delibera infatti dispone che fino al completo ed effettivo adempimento di tutte le disposizioni legislative prescritte dalla legge regionale 12 aprile 2011 n.9 sul riordino del servizio idrico integrato, comunque sino a quando i soggetti competenti adotteranno tutti gli atti necessari a dare definitiva efficacia alla gestione delle risorse idriche delle reti e servizi del Servizio idrico integrato e a definire una tariffa unica regionale, si applicherà la tariffa attualmente in vigore nel comune di Chieti, fermi restando gli adeguamenti Istat.

Il Wwf parla di una «boccata d'ossigeno per gli utenti teatini, almeno per il momento, visto che i costi sulle bollette praticati dall'Aca, l'azienda consortile pubblica di diritto privato che gestisce il servizio nel territorio pescarese e in una parte delle province di Chieti, area del capoluogo compresa, e di Teramo, sono più che doppie rispetto a quelle in vigore nel capoluogo teatino, a dispetto di un servizio che molte volte si è dimostrato inadeguato alle esigenze del territorio»'.

«La verità - dice Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara - è che l'Aca è un carrozzone la cui pessima gestione ha creato negli anni inefficienze di gestione e debiti. Il tentativo di salvataggio operato dalla Regione, per quella pescarese e per altre analoghe società egualmente mal gestite da quello che era stato efficacemente definito il 'partito dell'acqua' - afferma ancora l'esponente ambientalista - rischia in ultima analisi di ricadere sulle tasche degli utenti. La stessa legge regionale di riordino del servizio idrico integrato è carente e andrebbe urgentemente modificata».

A questo punto il Wwf chiede al Consiglio comunale di Chieti di fare di più su due punti: da una parte farsi promotore presso la Regione della riforma della legge sul servizio idrico integrato, dall'altra di esaminare finalmente in aula la petizione presentata dal Wwf il primo luglio 2010 a nome dei 1134 cittadini che l'avevano sottoscritta, e dei circa 25mila teatini che hanno votato sì al referendum, per l'inserimento nello Statuto comunale del concetto di acqua bene comune privo di rilevanza economica.

«Una richiesta, tornata oggi prepotentemente d'attualità grazie all'enciclica Laudato si' di Papa Francesco, che secondo noi - dicono dal Wwf - va accolta all'unanimità ma che, al di là dell'eventuale pronunciamento del Consiglio, è vergognoso sia stata tenuta nascosta in un cassetto per tutto questo tempo».

«Va, indubbiamente, riconosciuta la disponibilità dei Consiglieri di opposizione a lavorare insieme nell’interesse della collettività ma la paternità del provvedimento licenziato deve essere ascritta alla Maggioranza di centro destra che, ancora una volta, ha dimostrato la sua solidità», commenta il presidente della II Commissione, Consigliere Comunale, Emiliano Vitale.

«Affermare che, con l’adozione della delibera, le tariffe dell’acqua non subiranno modifiche da parte dell’ente gestore è palesemente falso e lontano dalla realtà in quanto la legge prevede il loro adeguamento a quelle stabilite dall’autorità per l’agenzia elettrica, gas e sistema idrico. Compito di chi governa la città sarà quello di far sì che vi corrispondano servizi migliori».