I CONTI IN REGIONE

Consiglio regionale, sarà battaglia sul «bilancio farsa»

Opposizione boccia il lavoro della giunta D’Alfonso

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Martedì in Consiglio il momento della verità sul futuro della sanità abruzzese

ABRUZZO. Il centrodestra lo ha già ribattezzato «bilancio farsa» quello che il Consiglio regionale dovrà approvare nei prossimi giorni.

 Per l’opposizione è inconcepibile che manchino finanziamenti per Agricoltura, Commercio, Turismo, Industria.

E’ stato finanziato solo il Furc (cultura) per una cifra che viene ritenuta pure insufficiente.

Mentre per il trasporto pubblico ci sono «solo» 42.726.000, cioè 10.000.000 in meno rispetto al 2015.

Ci sono poi i 482 milioni di euro di stretta competenza regionale, in gran parte destinati a spese fisse: 86 milioni per il personale, 47 per le  spese di funzionamento, 139 per le rate dei mutui e 24 per il funzionamento del Consiglio.

Nei giorni scorsi sono stati tanti i cittadini che hanno dimostrato il loro dissenso alla Giunta davanti al palazzo di Regione Abruzzo in Viale Bovio: dai dipendenti di Attiva, fino ai disabili, che stanno ancora aspettando il pagamento per i tirocini del progetto Habilemente, finanziato dalla Comunità Europea ma che a causa di un empasse burocratico, rischia di rimandare in Europa i fondi senza elargire gli stipendi ai 25 ragazzi disabili che hanno lavorato presso Coperative e associazioni.
Si uniscono al coro dei delusi anche i dipendenti del Ciapi che hanno accumulato solo promesse senza vedersi mai recapitare lo stipendio, i disabili che chiedono fondi per la Vita Indipendente. Stessa storia per i dipendenti della Majella Morrrone, ancora in balia di burocrazia e lentezza.

 Prima di Natale in Commissione le organizzazioni imprenditoriali (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Confagricoltura ecc.), sindacali (Cgil, Cisl, Uil) nonché associazioni varie hanno sottolineato l’impossibilità di esprimere una valutazione compiuta non conoscendo numeri e cifre nello strumento contabile.

L’esito dei lavori è stato ampiamente contestato dal gruppo di Forza Italia  perché avvenuto prima dell’approvazione del DEFR (Documento di economia e finanza regionale).

Il presidente della Commissione vigilanza e Consigliere regionale Mauro Febbo (Fi) dopo aver letto i dati Istat sull’occupazione in Abruzzo ha proposto di incidere immediatamente, «con vere risorse attraverso azioni precise», sull’economia regionale con la riduzione delle tasse, l’alleggerimento del carico fiscale e convincere le imprese ad investire in Abruzzo.

Nel III trimestre 2015, in Abruzzo, gli occupati sono 467 mila contro i 471 del III trimestre 2014 per cui si registrano 4 mila occupati in meno ed un decremento dello 0,8% a fronte di un incremento nazionale dell’1.1%.

Invece nel IV trimestre 2014 gli occupati erano 502 mila mentre nel III trimestre 2015 scendono a 467 mila subendo una flessione di ben 35 mila unità. In valore percentuale, l’Abruzzo, ha subito un decremento degli occupati del 6,9% in controtendenza con l’incremento nazionale che si è attestato all’ 1,2%. Il decremento degli occupati in Abruzzo del 6,9% è stato il peggiore risultato tra le regioni italiane. Inoltre, sempre i dati Istat rilevano come, sempre nei primi nove mesi 2015, l’export dei prodotti diversi dai mezzi di trasporto ha segnato una flessione dell’1,4%, valore in controtendenza con il dato nazionale che invece è cresciuto del 2,9%; il numero delle imprese artigiane diminuisce di 700 unità dopo averne perse 3.500 negli anni dal 2008 al 2014; il PIL in Abruzzo per l’anno 2014 ha subito un decremento del 2,5%, (dati Istat) e che pone la regione all’ultimo posto della graduatoria nazionale.

 «In questi giorni durante i lavori in Commissione Bilancio – spiega il capogruppo alla regione di Forza Italia Lorenzo Sospiri - abbiamo insistito, ma senza risultato, di visionare Bilancio regionale al fine di capire quali azioni il Governo di centrosinistra intenda mettere in campo per rilanciare l’economia, gli investimenti e soprattutto l’occupazione. Ma questo non ci è stato concesso visto che il documento era segregato e blindato e non siamo riusciti a presentare i nostri emendamenti migliorativi per rilanciare l’economia e l’occupazione. Il quadro si presenta ancora più grave e complicato dopo aver ascoltato, sempre in Commissione, l’audizione dell’Assessore Silvio Paolucci che ha svelato come l’Abruzzo, per ripianare i debiti della sanità, non usufruirà della possibilità di spalmare il debito in 10 anni, come previsto nella Legge di Stabilità per tutte le Regioni italiane, ma bensì in 7 anni. Questa scellerata decisione comporterà per gli abruzzesi pesanti tagli sul bilancio regionale, per la precisione 30 milioni di euro all’anno, andando ad incidere su servizi essenziali per i cittadini. Adesso si capisce anche il nervosismo registrato da parte della maggioranza in questi giorni durante i lavori della Commissione bilancio fortemente in difficoltà poiché è palese l’incertezza nella formazione dei vari capitoli del bilancio regionale». 
«L’Abruzzo deve tornare a invertire la rotta – rimarca il gruppo consiliare di Forza Italia - e intraprendere politiche indirizzate esclusivamente alla crescita e sviluppo come fatto nel recente passato dal governo di Chiodi dove non si è contratto un solo euro di debito, né sottoscritto nuovi mutui (mentre D’Alfonso ha appena indebitato la Regione con un mutuo nuovo di zecca per 100 milioni di euro) impegnando le future generazioni, né tantomeno sono state tagliate risorse alla sanità ma eliminate solo le spese inutili per il funzionamento della macchina amministrativa, dalle auto blu al coacervo degli enti, ai consigli di amministrazione».

«Lo scontento così diffuso» commentano ancora Sara Marcozzi e Domenico Pettinari dei 5 Stelle, «è la diretta conseguenza di una gestione irresponsabile e lontana dalle esigenze degli abruzzesi. Stiamo concludendo le discussioni di bilancio in questi giorni e anche quest’anno la maggioranza ci propina un bilancio “oscuro”, dove tutte le promesse fatte in questi mesi ai cittadini non trovano riscontro nelle azioni. Quest'anno, addirittura, non sono stati forniti ai commissari neanche i capitoli di bilancio e i relativi stanziamenti».


WWF, Legambiente e Ambiente e/è Vita chiedono invece alla Regione concreti impegni, a cominciare da quelli di un bilancio che da anni prevede soltanto riduzioni in un settore che è invece fondamentale per l’economia abruzzese

Per la prima volta in quasi 20 anni la Regione Abruzzo, nell'ambito delle audizioni relative alla sessione di bilancio, non ha neppure comunicato quale sarà il contributo assegnato alle Riserve Naturali Regionali per il 2016. «Una scelta – denunciano i responsabili regionali di WWF, Legambiente e Ambiente e/è Vita – irresponsabile e inaccettabile, soprattutto se dovesse nascere dalla volontà di nascondere l’ennesimo taglio a un settore che è stato lasciato negli ultimi anni in progressivo abbandono».
Tutto nasce, dopo le ricorrenti “voci” relative a una ulteriore riduzione degli stanziamenti per le Riserve regionali, dalla audizione che c’è stata martedì in Prima Commissione fra i rappresentanti delle Riserve Naturali e i consiglieri regionali presenti. «Una seduta caotica, dispersiva, quasi alienante», dicono gli ambientalisti, «caratterizzata da un confronto privo dei necessari contenuti poiché l'Amministrazione Regionale non ha inteso far conoscere la somma assegnata per il 2016 alle aree protette. A fronte di richieste specifiche inoltrate dagli ambientalisti presenti, si è alzato un impenetrabile muro di gomma che ha reso impossibile una qualsiasi discussione concreta. Una scelta sconcertante e senza precedenti nella storia di quella che ha scelto per se stessa la definizione di Regione Verde d'Europa».
Come se non bastasse, a tutto questo si aggiungono i tagli ai Centri di Educazione Ambientale riconosciuti di interesse regionale; la mancata erogazione dei fondi agli orti botanici riconosciuti; la continua presentazione di proposte di legge devastanti per il settore ambientale e la tutela della biodiversità.

«Chiediamo a tutti i consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione»,  dicono i rappresentanti delle associazioni, «di riconoscere l’importanza delle Riserve e di impegnarsi immediatamente perché non ci siano ulteriori tagli alla dotazione finanziaria per il prossimo anno e in tempi brevi perché si esca una volta per sempre dalla politica della improvvisazione iniziando finalmente a programmare a livello pluriennale nel settore della tutela e della valorizzazione della natura»