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Cementificazione lungomare, passa la proposta dei 5 Stelle per fermare Milia e Mammarella

Comune si impegna a bloccare progetto

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Cementificazione lungomare, passa la proposta dei 5 Stelle per fermare Milia e Mammarella

Enrica Sabatini

 

 PESCARA. Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato ieri una proposta del Movimento 5 Stelle che invita il sindaco ed il dirigente dell’Edilizia a valutare la possibilità di revoca del permesso di costruire rilasciato nel 2012 alla Pescaraporto srl, in quanto le aree su cui dovrebbero essere realizzati tre palazzi di sette piani, sono state classificate dalla Regione Abruzzo ad elevato rischio di esondazione.

La nuova perimetrazione, approvata dalla Giunta Regionale lo scorso marzo, inibisce l’edificazione sia ai privati che alle pubbliche amministrazioni che vogliano edificare in un’ampia zona di Porta Nuova.

E se le regole valgono per tutti, allora nemmeno il progetto della Pescaraporto può essere escluso.

«Di fronte alla tutela della pubblica incolumità non c’è valutazione discrezionale, nè scucitura, nè deroga che tenga», afferma la consigliera pentastellata Erika Alessandrini, «questa volta anche il progetto della Pescaraporto dovrà essere sottoposto alla norme di tutela del piano difesa alluvioni che la Regione Abruzzo ha introdotto e che valgono per tutti i cittadini e proprietari di immobili di Porta Nuova, che dovranno attendere l’eliminazione del rischio di esondazione per poter costruire».

Infatti, la Giunta regionale con delibera n. 377 ha previsto la sospensione di tutte le attività di trasformazione urbanistica della zona di Porta Nuova che ricadono in aree ad elevata pericolosità di esondazione del fiume Pescara. Ed alla luce di tali norme ricorrono tutti i presupposti per l’applicazione dell’art. 21 della legge 241 del 1990: “ Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato”.

Sebbene il permesso di costruire sia stato rilasciato nel 2012, l’impresa ha soltanto provveduto alla demolizione di fabbricati fatiscenti e sul posto non sono nemmeno iniziati i lavori per la realizzazione delle fondazione dei nuovi fabbricati. A questo punto, stante le sopraggiunte norme per la tutela delle persone che dovrebbero andare a vivere in quei palazzi, il Movimento 5 Stelle chiede al sindaco di attivare la struttura amministrativa al fine di revocare immediatamente il permesso di costruire alla Pescaraporto, evitando di mettere a rischio la vita delle persone.

«Quell’area non può essere assolutamente destinata all’edificazione privata, sia per il rischio alluvioni che per non compromettere una delle poche bellezze rimaste ad una città soffocata dal cemento e dallo smog: il suo lungomare» aggiunge la consigliera Alessandrini, che conclude «è stato imbarazzante al momento di discutere la proposta che potrebbe fermare le ruspe e le betoniere sul lungomare, vedere molti consiglieri del PD dileguarsi dall’aula consiliare. Sarà stato per la volontà di dare spazio al cemento sulla riviera o per non fare un torto a qualcuno? La prossima volta abbiano almeno il coraggio di dirlo».

Quella del permesso di costruire rilasciato alla società Pescaraporto di Milia e Mammarella, sembra una storia infinita, fatta di deroghe al Piano regolatore, Tribunali amministrativi che scrivono sentenze diametralmente opposte, leggi dello Stato contestate e definite “ad personam” per permettere di bypassare le norme urbanistiche, che prevedono in quell’area la realizzazione di verde ed attrezzature pubbliche laddove il privato, invece, vuole costruire palazzi.