LA POLEMICA

Piano Spiaggia: «menzogne plateali da parte del vicesindaco Del Vecchio»

Le associazioni ambientaliste sostengono di non essere state consultate

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Piano Spiaggia: «menzogne plateali da parte del vicesindaco Del Vecchio»

Del Vecchio

PESCARA.  «Il Comune di Pescara non si nasconda dietro obblighi di legge che non ci sono. l'incremento del 30% di cubatura sulla spiaggia rappresenta l'ennesimo regalo ai balneatori ma anche l'ennesimo sfregio al nostro litorale.

Loredana Di Paola del Forum abruzzese dei Movimenti per l'Acqua risponde alle recenti dichiarazioni fatte alla stampa dal vice sindaco Enzo Del Vecchio in merito alle norme del nuovo Piano Demaniale Comunale (approvato in Giunta) -che aumenteranno spropositatamente le cubature sul litorale di Pescara- con «l'assenso degli ambientalisti»

Di Paola spiega che nessuna associazione ambientalista è stata consultata ma solo le associazioni dei balneatori. In più, il loro dissenso «è noto da tempo visto che io stessa ho redatto e inviato le osservazioni (a nome di varie associazioni) quando il Piano regionale è andato in VAS con il centrodestra -dove abbiamo contestato duramente la norma in questione ( art.5 c.25) – e rinviato le medesime osservazioni quando il Piano è passato ( tal quale ) all'approvazione del consiglio regionale di centrosinistra.  È veramente grave che un amministratore di lungo corso come Del Vecchio debba arrivare a menzogne così plateali pur di giustificare l'ennesimo regalo alla lobby dei balneatori».

Nel merito della dichiarazione sull'obbligo da parte del Comune di Pescara al recepimento della norma regionale così com'è, Del Vecchio ha citato la legge regionale 18/ 83 articolo 6, ma secondo Di Paola «fa strumentalmente confusione tra il concetto di direttiva e quello di recepimento atto alla conformazione del territorio. Nel caso del Piano Demaniale Marittimo regionale non siamo di fronte a direttive di immediata applicazione ma ci muoviamo nell'ambito di norme atte a conformare il territorio, dove, nell'ambito dell'attività di recepimento, il Comune conserva la sua potestà pianificatoria».

 Cioè il Comune di Pescara, essendo legislatore e pianificatore del proprio territorio, ha la possibilità di non raggiungere i limiti massimi ( più 30% ) consentiti dalla Regione.

«In sostanza e per chiamare le cose con il proprio nome, ciò che l'amministrazione di Pescara sta permettendo è una vera e propria speculazione edilizia sul demanio. Inaccettabile», chiude Di Paola.