LA PROTESTA

Consorzio Bonifica, dipendenti senza stipendio: «il Comune cosa fa?»

Interrogazione della consigliera Tonia Paolucci

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Consorzio Bonifica, dipendenti senza stipendio: «il Comune cosa fa?»

LANCIANO. Cosa ha fatto, o sta facendo, l'amministrazione comunale di Lanciano nell'interesse dei lavoratori del Consorzio di Bonifica sud che da mesi non percepiscono lo stipendio?

Cosa ha fatto, o sta facendo, l’amministrazione comunale di Lanciano nella difesa della sede frentana del Consorzio, non per spirito di campanilismo, ma per evitare tutti i disservizi gravi che si ripercuoterebbero sull'utenza nell'eventualità di una chiusura? Quali saranno le azioni che il sindaco e la sua giunta metteranno in campo nei confronti del Presidente della Regione Abruzzo e della sua giunta affinchè il territorio non assista inerme a questo ennesimo scippo?

Sono le 3 domande contenute nell’interrogazione presentata da Tonia Paolucci, candidato sindaco della lita civica “Libertà in Azione”, che sarà discussa nella seduta di domani del Consiglio comunale di Lanciano.

«Lo scorso primo ottobre – si legge nel documento, sottoscritto anche dai consiglieri comunali Ermando Bozza ed Eugenio D’Ovidio - il Commissario Giampiero Leombroni, ha deciso (senza alcun preavviso ai lavoratori, alle associazioni sindacali e all'utenza) di chiudere la sede di via del Mare a Lanciano. Una scelta che non piace né ai dipendenti, nè ai consorziati dell'area frentana. E questo perché i tre quarti della superficie complessiva classificata come irrigua, gestita dall'ente, ricade nel bacino frentano, che esprime ugualmente il 75 per cento dei consorziati. La centralità di Lanciano quale sede degli uffici non va dunque assolutamente messa in dubbio».

La Paolucci, nell’interrogazione, ricorda come il Consorzio – per far fronte ai debiti – abbia da tempo deciso di mantenere la propria sede centrale a Vasto, mettendo invece in vendita gli immobili di proprietà ad Atessa, Casoli, Palena e, appunto, Lanciano.

«Una decisione incomprensibile – continua – perché qualcuno forse dimentica che il Consorzio fu fondato nel 1929 per volontà esclusiva di un gruppo di agricoltori della zona frentana e negli anni il suo territorio si è ampliato, arrivando a gestire oltre 50mila ettari in 26 Comuni, tutti dell’area comprensoriale di Lanciano. Domani ci auguriamo di conoscere la posizione ufficiale del sindaco Pupillo, da sempre silente rispetto a questa problematica che rischia di penalizzare, per l’ennesima volta, il ruolo di Lanciano come città di servizi».