ACCUSE

Bussi, sindaco querela consigliere comunale: «gesto vile e inaccettabile»

Ma Lagatta spiega: mi hanno accusato di “bugie e ricatto”

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Bussi, sindaco querela consigliere comunale: «gesto vile e inaccettabile»

Le parole del sindaco in consiglio comunale

 BUSSI. Qualche giorno fa la consigliera comunale di “Uniti a Sinistra”, Sonia Del Rossi, ha ricevuto una querela per diffamazione dal sindaco di Bussi sul Tirino,Salvatore La Gatta.

 La vicenda è nata a seguito di un comunicato stampa dello scorso 18 Luglio a seguito di un consiglio comunale infuocato firmato dalla consigliera Del Rossi ma anche da Daniele Licheri (coordinatore Provinciale Sel Pescara), Pierpaolo Di Brigida (segretario Provinciale PDCI Pescara) e Tommaso Di Febo (Coordinatore Regionale Sel Abruzzo). I 4 riferivano che nei  colloqui intercorsi nei vari incontri, il sindaco avrebbe «continuamente dichiarato» che la Solvay se non si fosse arrivati al più presto all'acquisizione delle aree, entro poco tempo (1 mese) sarebbe andata via da Bussi. «Una bugia questa, utilizzata dal Sindaco per accelerare i tempi dell'approvazione della delibera...», chiosavano i quattro.

 L'oggetto della querela sarebbe proprio l’ affermazione finale, che secondo il sindaco sarebbe mendace in quanto lui non avrebbe mai detto che la Solvay stava andando via.

 Ma Licheri e gli altri oggi tirano fuori il verbale della seduta del consiglio comunale del 17 luglio scorso inerente l'individuazione di aziende interessate all'insediamento di attività produttive e leggono: “Il SINDACO: Solvay l'ha detto anche alla commissione Parlamentare: io chiudo. Qualcuno ha un mazzo di chiavi? (sventolando le chiavi, riferendosi a Solvay, ripete: noi domani chiudiamo)».

 «La magistratura che gode ampiamente della nostra stima e fiducia  saprà valutare sulla base dei fatti e delle azioni degli attori in campo la verità giuridica, ma una cosa è certa: l'azione intrapresa dal sindaco ha un'enorme rilevanza politica. Se si pensa di intimidire le opposizione che con serietà fanno il loro mestiere si sbaglia di grosso», commentano Licheri e gli altri.

 Sinistra Ecologia e Libertà e Pdci condannano «la vile aggressione» alla consigliera e chiedono formalmente al sindaco di utilizzare strumenti «consoni alla democrazia per condurre serenamente battaglie politiche che seppur aspre, restino corrette pubbliche e trasparenti».

 Ma i due partiti si dicono anche stupiti del fatto che nel dibattito pubblico che riguarda il futuro di Bussi il Partito della Rifondazione Comunista «taccia ormai da lungo tempo»: «conosciamo e stimiamo Maurizio Acerbo, Corrado di Sante e Marco Fars e gli riconosciamo una grande puntualità nel denunciare soprusi e sostenere chi conduce battaglie in difesa dell'ambiente e del lavoro. Sappiamo che Salvatore La Gatta è stato sostenuto ed eletto dal loro partito come sindaco, essendo lui militante e dirigente di Rifondazione Comunista. Sappiamo dunque che non sarebbe nel loro stile minacciare con querele chi onestamente e senza nessun tornaconto personale si batte per difendere le ragioni dei tanti che non si riconoscono nell'attuale amministrazione. Crediamo sia importante fare chiarezza e vorremmo sapere cosa ne pensa la dirigenza regionale e provinciale di Rc delle soluzioni proposte dal sindaco La Gatta, condividono l'acquisizione delle aree inquinate da parte del comune?»

SINDACO SPIEGA MOTIVO DEL CONTENDERE

«La querela è riferita», ci spiega il sindaco Lagatta, «ad affermazioni dei sig. denunciati i quali attraverso un comunicato stampa hanno accusato il sottoscritto di “bugie e ricatto”. Quanto alla volontà di Solvay di andare via da Bussi, da me più volte ribadita, invito tutti a  leggere i verbali pubblici di incontri istituzionali e le oramai diverse lettere inviate da Solvay a (Ministero Ambiente, Regione, Provincia, Commissario di Governo, Comune di Bussi, ecc.) per capire quali siano le intenzioni reali manifestate da Solvay. Ho aspettato l’ultimo giorno utile per presentare querela convinto che due partiti che si richiamano ai valori della sinistra avrebbero trovato il modo di rimediare ad accuse infamanti e prive di qualsiasi fondamento, così non è stato. La posizione di Sel e PDCI sulle proposte di Reindustrializzazione sono sicuramente legittime ma ciò non li autorizza a diffamare “nessuno”».