POLITICA

Salvini provoca a Montesilvano: «terrorismo non ci colpisce perché siamo scemi e utili a loro»

Il leader della Lega ha tenuto un comizio davanti a circa 200 persone

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Salvini provoca a Montesilvano: «terrorismo non ci colpisce perché siamo scemi e utili a loro»

MONTESILVANO. «Governeremo in Abruzzo come Italia. Questa stupenda regione finora è stata usata come bacino elettorale dalla politica, con i partiti che arrivavano prima delle elezioni promettendo tanto e scomparendo il giorno dopo il voto».

Così Matteo Salvini, nel corso del comizio che ha tenuto ieri mattina, in piazza a Montesilvano, prima di intervenire al convegno "Ripensare l'unione dell'Europa".

E Salvini ha parlato un po’ di tutto: dall’attuale situazione politica agli attentati di Parigi con un occhio alle prossime competizioni elettorali.

«GOVERNO RAZZISTA CON ITALIANI»

«Questo è un governo razzista contro gli italiani, in un momento di difficoltà economica vengono prima gli italiani e poi tutti gli altri - ha aggiunto Salvini - Abbiamo le culle vuote perché i nostri giovani non possono permettersi di fare figli e se ne devono andare, mentre si è scoperto che dei due terroristi arrestati in settimana a Merano (Bolzano), uno aveva l'affitto pagato dallo Stato, perché rifugiato, e l'altro percepiva 2.000 euro al mese in quanto padre di 5 figli».

ATTACCO AI 5 STELLE

Non è mancato un affondo ai 5 stelle: «il nostro principale avversario non è Renzi e non è Grillo, ma è il partito del non voto e della rassegnazione. Questo partito è primo in Italia e se il 55 per cento della gente per bene resta a casa, a vincere è la gente per male, come insegna Roma con Mafia capitale. Noi abbiamo invitato anche Grillo al confronto, ma lui ci ha risposto sempre no - ha aggiunto Salvini - io mi confronto con tutti, mentre ho l'impressione che il Movimento 5 Stelle non abbia nessuna intenzione di andare a governare, visto che sa solo opporsi e dire dei no».

LA FRANCIA E GLI ATTENTATI

Inevitabile il riferimento agli attentati di Parigi: «i terroristi hanno colpito la Francia, la Spagna e l'Inghilterra, ma non l'Italia. Forse non hanno interesse a colpirci perché un Paese così scemo è utile ai terroristi, visto che apriamo moschee e paghiamo loro sussidi. Se Alfano non fosse ministro degli Interni farebbe tenerezza - ha attaccato Salvini - La persona che difende la sicurezza dell'Italia non può essere quella che ci è venuta a raccontare che nel nostro Paese sono sbarcate 300 mila persone e che lui è riuscito a espellere la bellezza di 325 individui pericolosi. Davvero - ha ironizzato il leader leghista - un bel risultato».

L’IMMIGRAZIONE

«Occorre che tutti i Paesi dell'Occidente si siedano attorno a un tavolo, per pianificare un intervento militare in Siria e in Libia che deve avvenire via terra, via aria e con qualsiasi strumento possibile. Va bene tutto tranne la soluzione italiana, prospettata dal ministro Pinotti, che vuole intervenire un pochino. Bisogna scegliere se restare neutrali oppure intervenire con decisione. Temo che l'immigrazione possa essere usata da qualcuno per accelerare il cosiddetto processo di integrazione europea, che vede Albania, Macedonia, Turchia, Serbia e Montenegro in fase di pre-adesione - ha aggiunto Salvini - Useranno l'argomento che piccoli non ce la facciamo, mentre più grandi possiamo resistere. Questa Europa rischia di essere soltanto un grande centro commerciale - ha rimarcato il leader leghista - Non sarebbe quella che sogno io o che sognavano gli ideatori originari dell'idea di Europa».

Sull'immigrazione Salvini ha inoltre osservato: «La Germania ha già richiuso le frontiere, ora c'è un problema al confine con l'Austria e già temo di sapere che la soluzione verrà trovata al valico con l'Italia. Sono stato di recente in Marocco e il loro ministro dell'immigrazione mi ha detto che siamo matti ad aprire indiscriminatamente i confini».

E poi ancora: «dopo il tempo delle preghiere, del raccoglimento e della vicinanza, non è possibile affrontare questa situazione con cortei e bandierine. Si tratta di espellere decine di migliaia di persone, di bloccare partenze e sbarchi, di intervenire militarmente contro i tagliagole dell'Isis, anche con l'ausilio della Russia e di controllare i confini. Questo Governo con Alfano espone l'Italia a pericoli. La Lega è disponibile a collaborare sull'emergenza terrorismo, ma se si va avanti soltanto con le chiacchiere di Renzi noi non ci stiamo».

IL PATTO CON BERLUSCONI

«Il patto con Berlusconi non è una riedizione del patto del '94. Se su immigrazione, Europa e riforma della Fornero, Berlusconi e Forza Italia ci stanno va bene, se invece è solo nostalgia del passato non ci interessa», ha assicurato Salvini.