ACCUSE TRANSOCEANICHE

Suocero sindaco fa causa al Comune: Di Mattia: «Maragno mente, si dimetta»

La causa intentata quando il nuovo sindaco era in carica

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Suocero sindaco fa causa al Comune: Di Mattia: «Maragno mente, si dimetta»

Attilio Di Mattia

MONTESILVANO. «Maragno mente, suo suocero ha fatto causa al Comune quando lui era sindaco e non quando c’ero io».

Con una nota che arriva dalla Florida, dove da qualche mese vive e lavora Attilio Di Mattia, l’ex sindaco tenta di ripristinare la tempistica di quanto avvenuto nei mesi scorsi quando la società del suocero dell’attuale primo cittadino ha trascinato in tribunale l’amministrazione comunale.

La causa si è conclusa da poco è ha visto soccombere il Comune, condannato in contumacia avendo scelto di non difendersi. Bisognerà dunque sborsare 3 mila euro per il risarcimento dei danni.

Di Mattia, che spedisce anche una copia delle recente sentenza del giudice di pace, ricorda che l'incidente della vettura della Saitem, ditta della famiglia Di Giovanni (suocero di Maragno) alla cui guida c’era un cugino acquisito del sindaco, andò a sbattere contro un panettone di cemento a piazza Calabresi (Montesilvano Colle) il 22 dicembre 2013. E a quell’epoca c’era effettivamente ancora Di Mattia a Palazzo di Città perché Maragno ha vinto le elezioni l'8 Giugno 2014.

Ma la Saitem citò il Comune in giudizio il giorno 24 Giugno 2014 e cioè 16 giorni dopo la sua elezione e 6 mesi dopo l’incidente.

Infine l'udienza, come cita la sentenza, fu discussa il 30 marzo 2015 e fu recapitata al Comune, alla firma della segretaria Fabiola Bellucci, a maggio 2015.

«Le date riportate sulla sentenza», sottolinea oggi Di Mattia, «mettono in evidenza le bugie di Maragno di fronte agli oltre tremila euro che il Comune dovrà versare nelle tasche dell'azienda della sua famiglia. Una situazione vergognosa per i cittadini imbarazzati dalla sentenza emessa quando appunto Maragno stava per completare il primo anno di governo».

Ma il fatto ancora più grave in questo procedimento, secondo Di Mattia, oltre al denaro che dovrà versare il Comune, sarebbe l'assenza di un legale che lo potesse rappresentare: «Maragno può mentire al suo esecutivo costretto dire "obbedisco", avendo trasformato il Palazzo di Città in una caserma, ma non può più mentire alla città. Lui, uomo di legge, rappresentante del centrodestra abituato a sbandierare la legalità come vessillo della sua azione politica, ha invece raccontato menzogne su questa imbarazzante vicenda mostrando tutto il suo arrivismo e soprattutto la sua bramosia di potere. Maragno la finisca con i suoi giochetti e consegni le sue dimissioni. La città peggiora ogni giorno di più, le inadempienze di questo sindaco sono sotto gli occhi di tutti così come le sue bugie e il vivido attaccamento alla poltrona».

Proprio Maragno, denunciò negli anni scorsi Di Mattia, poco prima di candidarsi per il centrodestra, gli chiese un aiuto per passare nel Partito Democratico. Una versione sempre sconfessata dall’attuale sindaco e sempre confermata dallo stesso Di Mattia.