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Una commissione sulla commissione: la proposta di Pezzopane sulla Grande rischi

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Una commissione sulla commissione: la proposta di Pezzopane sulla Grande rischi


ABRUZZO. Istituire una commissione di inchiesta bicamerale, composta da 10 senatori e 10 deputati, con lo scopo di indagare per 2 anni «alla ricerca della verità sull'operato della Commissione Grandi Rischi durante il sisma che colpì L'Aquila e provincia il 6 aprile 2009 provocando - come ha detto la senatrice Stefania Pezzopane - la morte di 309 persone, il ferimento di molte altre e un dolore collettivo che ancora non si sana».

 E' l'obiettivo di un disegno di legge presentato dalla stessa esponente del Pd, che nei giorni del terremoto era presidente della Provincia dell'Aquila, e sottoscritto da molti colleghi senatori. La proposta è stata illustrata oggi in una conferenza stampa al Senato, alla quale hanno partecipato anche l'avvocato Wania della Vigna, difensore di molti sopravvissuti e famigliari, oltre ad alcuni parenti delle vittime.
«La Commissione Grandi Rischi - ha spiegato Stefania Pezzopane - venne a L'Aquila il 31 marzo 2009 e dopo 40 minuti di riunione, nel corso di una conferenza stampa, la popolazione venne rassicurata rispetto alla sciame sismico in corso da 4 mesi perché, si disse, l'energia del terremoto si era scaricata. Sono in corso processi per stabilire le responsabilità penali, ma ciò che chiediamo con questa commissione di inchiesta è di fare luce sulle responsabilità politiche e stabilire se l'operato di quei funzionari dello Stato sia stato improntato a saggezza e onore. Non è un processo alla scienza, come è stato detto con superficialità. Nessuno chiedeva capacità divinatorie agli scienziati. Tuttavia crediamo che un organismo scientifico in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di collegamento con la Protezione Civile, avrebbe potuto comportarsi diversamente. E' infatti emerso nel corso dei due gradi di processo che quelle rassicurazioni influirono sul comportamento degli aquilani, che decisero di rimanere in casa. Sono attese a giorni la sentenza della Corte di Cassazione sul primo processo e quella di un altro procedimento in corso  contro Guido Bertolaso, allora Capo della Protezione Civile. La magistratura farà il suo lavoro, ma noi abruzzesi vogliamo la verità».

«Nessuno di noi - ha chiarito l'avvocato Wania Della Vigna - ha mai preteso che la Commissione Grandi Rischi dovesse definire con certezza luogo e orario della terribile scossa che si è poi verificata nella notte tra il 5 e il 6 aprile. Tuttavia il fatto grave è che il verificarsi di quell'evento è stato escluso dagli scienziati, in una città che era già stata colpita dal terremoto in passato e che era vulnerabile per la presenza di edifici antichi, quando il loro compito era di valutare il rischio».
«L'associazione Ilaria Rambaldi onlus - ha spiegato la mamma di una delle giovani vittime, l'avvocato Maria Grazia Piccinini - promuoverà un flash mob muto il 19 novembre alle 10 davanti alla Cassazione per chiedere giustizia. Ogni partecipante sarà vestito di bianco e avrà con sé un fiore. Noi non dimentichiamo e vogliamo la verità. Lo si deve all'Italia intera, perché non accada più che i cittadini vengano rassicurati per 4 mesi consecutivi per poi trovare la morte».