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Sel avverte Alessandrini e alza la posta: «leggerezze imperdonabili»

Nei prossimi giorni il partito metterà alla prova la maggioranza di centrosinistra

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Sel avverte Alessandrini e alza la posta: «leggerezze imperdonabili»

PESCARA. Sinistra ecologica e Libertà di Pescara è il primo partito a uscire allo scoperto e a tentare un dribbling per cercare di divincolarsi dalla morsa che potrebbe diventare mortale dell’abbraccio fraterno all’interno del centrosinistra.

Dopo le verità emerse sulla ordinanza di divieto di balneazione retrodatata dal sindaco Alessandrini, dal vice Del Vecchio e dal dirigente tecnico Vespasiano, dopo le ammissioni del sindaco davanti al pm e poi ancora il rifiuto netto delle dimissioni, si è aperta di fatto una nuova fase politica di Palazzo di città anche se apparentemente la maggioranza di centrosinistra è apparsa ieri in conferenza stampa come un gruppo monolitico.

In realtà le varie anime del centrosinistra -ma anche all’interno dello stesso Pd- non stanno a guardare e se pubblicamente si offre la piena solidarietà al sindaco Alessandrini che ha voluto arroccarsi nell’angolo dello scacchiere politico, nel retrobottega si inizia  a lavorare per cercare di evitare la piena debacle perché sono sempre meno quelli che pensano che questa legislatura arriverà alla sua scadenza naturale.

Alessandrini ora rischia sgambetti dai suoi e l’affollarsi di nuove e più impegnative richieste in cambio del sostegno politico ai prossimi difficilissimi consigli comunali.

Da non trascurare nemmeno lo scenario politico regionale dove la posizione di Sel rimane su piani per ora un po’ diversi dopo le frizioni del dopo estate e l’ingresso in giunta di Gerosolimo.

Sel a Pescara appare chiara nel bacchettare Alessandrini ed il Pd ma anche nel parlare chiaro e nel far presente che a breve sarà presentata una loro proposta di “svolta” che dovrà essere assolutamente approvata…  

 «La vicenda dell’ordinanza di balneazione», dicono i consiglieri Sel Daniela Santroni e Ivano Martelli, «ha incrinato, a prescindere dal procedimento giudiziario e dal merito, il rapporto di fiducia con i cittadini che, a nostro avviso, deve preoccupare e interessare la maggioranza di governo, le forze politiche, la giunta, i consiglieri.

E quindi, pur non avendo alcuna responsabilità diretta o indiretta, riteniamo l’accaduto un insieme di leggerezze che hanno procurato un danno all’immagine della Città. Per questo sentendo, anche sulle nostre spalle, il peso della responsabilità politica, chiediamo, per primi scusa ai cittadini e ci impegniamo sin da ora affinché errori simili non abbiano più a ripetersi».

Secondo Sel quanto è successo è stato il frutto di «errori che coinvolgono la responsabilità politica dell’amministrazione e l’inadeguatezza della macchina amministrativa che non possono più essere tollerate».

Ed è chiaro che «l’amministrazione ha bisogno di un cambio di passo immediato, prioritariamente in termini di efficienza, trasparenza e partecipazione».

«Siamo convinti che», dicono Santroni e martelli, «con la collaborazione, il confronto diretto e il controllo dei cittadini sulla “cosa pubblica” si possano avere i giusti stimoli per migliorare il governo della città. Per questo nei prossimi giorni presenteremo alla giunta e a tutta la cittadinanza un piano di azione “Pescara 2.0” che metta al centro il cittadino, la presa in carico dei suo bisogni, la possibilità di dialogare e confrontarsi quotidianamente con la pubblica amministrazione con facilità di accesso e tempi certi. Il palazzo di città deve diventare un “palazzo di vetro” attraversabile e attraversato dalla cittadinanza, questo sarà il nostro obiettivo e il nostro piano di lavoro per i prossimi mesi».

Ottime proposte che tra l’altro potevano benissimo essere già applicate se davvero era questa la vocazione.

Poi Sel interpreta se stesso e corregge il tiro: «Ci preme precisare che non abbiamo preso alcuna distanza  dal Sindaco Marco Alessandrini. Ribadiamo la nostra fiducia nell'Amministrazione e nel suo operato».

Sel auspica un cambio di passo «concreto ed immediato» ma forse si tratterà di un passo più lungo della gamba e comunque giunto, chissà, troppo tardi. C’è da risalire una china che diventerà ogni giorno più ripida e non è detto che ce la si faccia.

Quello che oggi sindaco e centrosinistra fanno finta di non capire è che è venuta meno la qualità peculiare di una amministrazione e di una classe politica dirigente: la credibilità al di là di ogni ragionevole dubbio e sospetto.

Anzi, qui siamo di fronte alla certezza di incredibilità.