IL FATTO

Regolamento di polizia rurale. Provincia Teramo boccia il Comune

Aveva ragione Borgatti

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Regolamento di polizia rurale. Provincia Teramo boccia il Comune

TERAMO.  Nel maggio scorso il sindaco e la giunta lanciarono il nuovo Regolamento di polizia rurale vantando l’eccellenza di quel lavoro.

Sulla loro strada si è però messo Marco Borgatti che dopo aver letto il documento rimase sconcertato. Il regolamento secondo la normativa vigente ha il compito di regolamentare la gestione dei pascoli, la pastorizia, la disinfestazione etc etc.

«Sono rimasto sconcertato», ricorda oggi Borgatti, «dall'articolo 22 Bis “Manufatti Pertinenziali” che, in una sintesi brutale ed approssimativa, pareva essere un condono edilizio. Ho lavorato su un esposto corposo inviato alla Provincia di Teramo ed alla Regione Abruzzo ricostruendo tutti gli ambiti normativi e tutti i punti critici».

La Provincia di Teramo , dopo essersi confrontata con la Regione, gli ha comunicato ufficialmente che aveva ragione: «nella determina la Provincia conferma tutte le mie tesi riconoscendo che “l'articolo 22 bis introduce anche indici e parametri per l'edificazione” “in contrasto da quanto previsto dalla LR 18\1983».

Da qui l’Ente provinciale comunica ufficialmente al Comune che “non vi è infatti dubbio che l'articolo 22 bis disciplini una materia edilizia” che secondo il parere  di Borgatti, confermato da Provincia e Regione, dovevano essere affrontati da una variante al Piano Regolatore.

In conclusione la Provincia chiede al Comune di ritirare in autotutela l'articolo 22 bis ed in mancanza di tale atto interverranno loro per l'annullamento. «Una sconfitta bruciante per il sindaco e la sua maggioranza», sottolinea Borgatti. «Un colpo durissimo per la giunta comunale che si è dimostrata incapace di elaborare una proposta sbagliando clamorosamente gli strumenti legislativi . Un errore da neofiti della politica che pagheranno i cittadini. Il lavoro svolto dalla maggioranza in questo tema è stato imbarazzante e stupisce che un cittadino semplice, che non siede nemmeno in consiglio ,possa così facilmente contrastare uno strumento approvato da una maggioranza consigliare e presentato da una intera Giunta. Il classico esempio esasperato di “Davide contro Golia” . Purtroppo non sono un “Davide” , per fortuna loro non sono Golia visto l'inettitudine dimostrata».