POLITCA E RETROBOTTEGA

Cialente isolato, rischia la fine del sindaco Marino?

Quattro esponenti del pd difendono il primo cittadino. E gli altri?

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Massimo Cialente

L’AQUILA. Il Partito Democratico è con il sindaco Cialente. O forse no, più probabilmente è spaccato anche se la crisi stenta a scoppiare in pubblico nonostante prese di posizione nette e qualche silenzio di troppo.

Intanto il primo cittadino, per sua stessa ammissione (si è sfogato su Facebook) sta vivendo «giorni difficili». Negli stessi giorni in cui il ‘collega’ Ignazio Marino, primo cittadino di Roma, è stato praticamente costretto a dimettersi costretto da Renzi, Cialente  è stato chiamato in causa dalla tv nazione (Omnibus, La7) sostenendo che, infondo, il Pd è abituato al giochetto dei sindaci che si dimettono per poi ripensarci entro i 20 giorni, descrivendo Cialente di fatto come una sorta di dimissionario seriale, immagine che ha infastidito molto il sindaco aquilano.

Il primo cittadino parla di «attacchi inquietanti, di inaudita violenza, che nascondono aspetti ancora più inquietanti, che si abbattono su questa povera comunità».

Solo qualche giorno fa il giornalista e direttore de L’Editoriale, Beppe Vespa, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella  per chiedere al numero uno del Csm (ma anche al Ministro della Giustizia, al primo presidente della Corte di Cassazione, ai rispettivi Uffici Ispettivi, al Comandante in capo della GdF, dei Carabinieri e della Polizia di Stato) che venga rotto, in seno alla Procura dell’Aquila, quello che definisce un «muro di omertà che copre l’operato del sindaco Massimo Cialente e di altri personaggi 'intoccabili' che agiscono in questa città, con l’invio di un’ispezione».

Un documento durissimo in cui il giornalista fa nomi e cognomi, sostiene che per il sindaco ci fosse anche una richiesta di arresto poi bloccata dai piani alti, ma anche inchieste che dormono e che coinvolgerebbero sempre l’intoccabile Cialente, mai chiamato in causa per la «scandalosa» vicenda dell’Aeroporto dei Parchi o per la vicenda dei 20milioni di euro per l’acquisto di appartamenti da cedere ai terremotati.

Poi, anche se il sindaco sostiene di non essere un dimissionario seriale, in questi giorni si è riacceso nuovamente lo spettro delle dimissioni: «se si vogliono aiutare i precari, vista la mia impossibilità a procedere, visto che però il Governo è tranquillo, cosa si può fare? Il sindaco si dimette, insieme a tutti i consiglieri comunali…»

Ma queste forse era solo una provocazione lanciata in un momento difficilissimo in cui il caso  non solo appare irrisolvibile ma sta creando tensioni interne al partito con il vice sindaco Nicola Trifuoggi che se l’è presa con una parte del Pd. Contro il sindaco anche la senatrice Stefania Pezzopane, un tempo sua fedelissima, secondo cui il rinnovo dei precari deve esserci.

E così nelle ultime ore con una nota firmata da 4 esponenti del Partito Democratico tende una mano al sofferente Cialente. Il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti e i consiglieri comunali Tonino De Paolis, Sergio Ianni, Alì Salem, Antonio Nardantonio sostengono di parlare a nome di tutti i componenti del partito ma resta il dubbio del perché non abbiano apposto la loro firma sotto la nota ufficiale.
I quattro esprimono «incondizionata vicinanza e fiducia a Cialente, e alla sua Amministrazione, riconoscendo al primo cittadino «la profonda onestà dimostrata in un periodo difficile e, addirittura drammatico, a servizio della città». 
«Sono stati anni caratterizzati dai tragici eventi legati alla sisma, con una ricostruzione difficile, che ha visto il Sindaco in prima linea nel battersi, spesso da solo, a tutela del futuro degli aquilani, attraverso un continuo confronto, talvolta anche acceso, con i Governi che si sono succeduti alla guida del Paese», dicono.
«Grazie a questo impegno problemi drammatici, che avrebbero potuto bloccare la ricostruzione per sempre, legati a norme e finanziamenti, hanno trovato una soluzione. Notte e giorno il Sindaco Cialente ha lavorato per i cittadini, garantendo assistenza, tutela e ascolto in maniera imparziale e misurandosi, quotidianamente, con difficoltà abnormi che avrebbero scoraggiato chiunque. Da parte sua, del resto, l’impegno nel prevenire e denunciare episodi poco chiari è stato sempre altissimo, tanto che, ricordiamo, proprio da lui sono arrivati gli appelli stringenti al Governo per inserire nelle norme che disciplinano la ricostruzione strette clausole contro fenomeni di corruzione e malaffare».

Basterà per risollevare il morale del sindaco o è stato solo una sorta di ‘conta’ per valutare chi è ancora al fianco del primo cittadino?