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Farmacia comunale Montesilvano, Pd: «aprire tavolo trasversale»

Centrosinistra scettico sul nuovo bando

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Farmacia comunale Montesilvano, Pd: «aprire tavolo trasversale»

Romina Di Costanzo

MONTESILVANO. Nessuno ha risposto alla gara per la gestione della farmacia comunale. Evidentemente l’affare non appare vantaggioso.  L’affidatario dovrebbe corrispondere un canone annuo di 68.994 euro a cui si aggiungerebbe una quota dell’1% della dichiarazione dell’Iva . La base da cui è partita la gara è stata di 77.304 euro, poco vantaggiosa per i privati e quindi la gestione della farmacia per il momento rimane in carico all’Amministrazione comunale di Montesilvano.

Dunque tutto da rifare.

‘Cronaca di una morte annunciata’, così il Pd definisce il progetto che si sta realizzando ai danni della farmacia comunale, voluta dalle amministrazioni di centrosinistra.

«L’ostinata perseveranza dell’amministrazione nel voler procedere al ribasso con un nuovo bando economicamente più appetibile per il privato», sostengono Romina Di Costanzo, segretaria Pd Montesilvano, e i consiglieri comunali Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio, «sottende chiaramente la volontà di volersi liberare a tutti i costi di un servizio essenziale che, se ben valorizzato potrebbe costituire, un’ importante fonte di reddito per l’ente. Anziché provvedere alla ridefinizione del bando agevolando le condizioni di partecipazione a cominciare dal canone annuale di concessione, sarebbe stato più opportuno mettere in campo un piano strategico di rilancio che tenesse conto delle migliori variabili dal punto di vista logistico, organizzativo e gestionali».
Tante le soluzioni alternative prospettate dall’opposizione, a cominciare da una riallocazione più strategica all’interno di circuiti sanitari e medici, che allo stato dell’arte è stata determinante per la sua sofferenza economica rispetto agli altri esercizi, oppure svincolare la farmacia dall’azienda speciale, dotandola di un’autonomia economica, che le consentisse di avviare un ciclo virtuoso di rilancio dei suoi servizi.
«Purtroppo la passività ravvisata in questi anni, sebbene compensanti dall'andamento generale positivo dei bilanci consuntivi dell'Azienda, pregiudica la possibilità di erogazione di servizi aggiuntivi», insistono gli esponenti del Pd. «Uno di questi potrebbe essere, la possibilità di dispensare farmaci ospedalieri, attività di alta redditività, e per la quale ci impegneremmo sin da subito con i nostri rappresentanti regionali, laddove si volesse perseguire questa strada. Tra l’altro la versione delle perdite tanto decantate, non tenie affatto conto che sul passivo della farmacia insistono voci di costo che sarebbero da imputare in quota parte all’azienda speciale, a cominciare dalle consulenze contabili, del lavoro, legali e di sicurezza. Senza parlare poi, del fatto che anche le forniture di materiali parafarmaceutici all’asilo comunale non sono introitate nelle voci in attivo in quanto non saldate dall’azienda speciale».

La pratica alle esternalizzazioni di funzioni e servizi secondo i democratici «è sintomatico di un imbarbarimento del management pubblico su modello privatistico. Diversamente una buona pratica di governo deve essere volta non a distruggere e tagliare servizi, ma a fare strategia in modo che si producano utili per il mantenimento dei servizi.  E’ indubbio che siamo di fronte ad una vera e propria eutanasia: i rifornimenti farmacologici non procedono più alle modalità iniziali, e la farmacia perde clientela giorno per giorno. Tuttavia questa morte indotta apre il sospetto alla chiara volontà di avvantaggiare il privato anche nelle condizioni economiche di ingresso». 
Per questo il Pd chiede la riapertura urgente di un tavolo trasversale «che veda coinvolte tutte le forze politiche consiliari in maniera da valutare quanto di grave stia accadendo e si impegni ad adottare una strategia seria che ripristini la sua funzione originaria: offrire un servizio essenziale e fare utili importanti per il mantenimento di altri servizi per la collettività».